Rudolf Arnheim

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Il famoso settimanale culturale tedesco «Die Weltbühne» con il quale ha collaborato Rudolf Arnheim

Rudolf Arnheim (1904 – 2007), scrittore e psicologo tedesco.

Citazioni di Rudolf Arnheim[modifica]

  • [...] appena una fetta di realtà diventa immagine, diventa rappresentazione, noi la guardiamo con occhi diversi.[1]
  • Quando vidi per la prima volta un film a colori naturali ebbi, uscito dal cinematografo, una sensazione terribile: vedevo tutto come un film a colori. I Monti Albani mi offrivano un violetto sdolcinato e volgare, dietro una fila di pini di un verde scuro, con sopra un cielo verde smeraldo: tutto uno sforzo di tinte enfatiche, velenose, un'immagine caotica, stonata, nemica. L'immagine non durò per fortuna che pochi minuti, dopo di che, senza che l'illuminazione fosse un gran che cambiata, il nostro consueto paesaggio serale mi riapparve in tutta la sua calma: i monti lontani, gli alberi solenni, il cielo romano nell'ultima luce del giorno.[2]

Entropia e Arte[modifica]

Incipit[modifica]

Qualunque cosa la mente umana si trovi a dover comprendere, l'ordine ne è una indispensabile condizione. Disposizioni quali la planimetria di una città o di un edificio, un insieme di utensili, un'esposizione di mercanzia, la manifestazione verbale di fatti o di idee, ovvero quali un dipinto o un brano musicale, sono disposizioni dette tutte ordinate quando sia possibile a chi le osservi o le ascolti coglierne la struttura generale ed anche il diramarsi di essa da una certa articolazione di dettaglio. L'ordine consente di concentrar l'attenzione su quanto assomiglia a quanto è, invece, dissimile; su quanto vicendevolmente si corrisponde o è, invece, segregato in sé. Quando non s'include nulla di superfluo né si tralascia nulla di indispensabile, si è in grado di intendere l'interrelazione fra il tutto e le sue parti, e la gerarchia di valori in base alla quale determinati elementi strutturali sono dominanti per importanza e peso, altri subordinati.

Citazioni[modifica]

  • La tendenza dell'uomo verso l'ordine, della quale l'arte non è che una delle manifestazioni, deriva da una consimile tendenza universale presente in tutto il mondo organico, e trova pure un parallelo, anzi forse un'origine, nella tendenza verso lo stato di struttura più semplice, presente nei sistemi fisici.

Note[modifica]

  1. Da Perché sono brutti i film a colori?, in «Scenario», V, n. 3, marzo 1936, p. 113; citato in Federico Pierotti, La seduzione dello spettro. Storia e cultura del colore nel cinema, Recco (GE), Le Mani, 2012, p. 172. ISBN 9788880126157
  2. Da Perché sono brutti i film a colori?, in «Scenario», V, n. 3, marzo 1936, p. 113; citato in Federico Pierotti, La seduzione dello spettro. Storia e cultura del colore nel cinema, Recco (GE), Le Mani, 2012, p. 171. ISBN 9788880126157

Bibliografia[modifica]

  • Rudolf Arnheim, Entropia e Arte, traduzione di Renato Pedio, Einaudi 1974.

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