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Sara Curtis

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Sara Curtis nel 2025

Sara Curtis (2006 – vivente), nuotatrice italiana.

Citazioni di Sara Curtis

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  • Alcuni scrivono che il mio record italiano in realtà è un record nigeriano. Sono frasi che mi fanno ribrezzo. [...] Mio papà è italiano, mia mamma è nata in Nigeria [...]. Sentirmi dire che non sono italiana solo perché sono mulatta è ripugnante. [«Come convive con simili commenti?»] Per fortuna riesco a farmeli scivolare. A volte uso l'ironia. L'altro giorno parlavamo di creme solari con le mie amiche e io me ne sono uscita con la battuta: meno male che sono già nata abbronzata![1]
  • [...] i miei risultati mi hanno dato tanta felicità, ma sono stati anche l'occasione per confrontarmi con il razzismo che prima non avevo mai subito.[2]
  • Io sono una persona molto emotiva, ma il nuoto mi aiuta a scaricarmi. Per esempio, quando ho ricevuto i commenti razzisti sui social, sono riuscita a sfogare in acqua l'amarezza. Dimostrando a me stessa che perfino quei commenti mi davano forza. Trasformare la paura in rabbia è utile.[2]
  • [...] lo sport abbatte i pregiudizi: c'era qualcuno che pensava che i neri non potessero nuotare velocemente perché avrebbero le ossa più pesanti, che stupidaggine.[3]
  • Sono alta 180 cm, quando indosso i tacchi mi sento gigante. Adoro le mie spalle grosse, iper-definite, ma a volte quando voglio indossare un vestito attillato mi dico: queste spalle non si possono togliere per una sera?[1]
  • Sono convinta che la nostra generazione, la mia generazione, sia molto più sensibile rispetto a quelle precedenti. Noi viviamo nei social, ambienti che possono essere anche tossici ma allo stesso tempo ci rendono più attenti a temi come la guerra, le discriminazioni, la salute mentale.[4]
  • [«Qualcuno le rinfaccia l'uso della parola mulatta»] Sono italonigeriana. Sul colore della pelle mi fanno la morale perché mulatta è un concetto dispregiativo. Forse lo era, io non lho mai vista così. [...] Al trofeo Settecolli, a Roma, sono salita sul podio con i capelli afro. Magari qualcuno ha riso, per me era importante. A lungo non ho avuto legami con le origini materne: mai stata in Nigeria, non so la lingua perché a lei è stato consigliato di non insegnarmela. [...] Le dicevano che mi avrebbe distratto dall'italiano. Una boiata. Pazienza. Ma questi capelli li ho tanto odiati e ora mi fanno stare benissimo. Molte ragazzine mi hanno scritto che la premiazione le ha spinte a portarli uguali.[5]

La ragazza che toglierà i record a Pellegrini «Sono precisina e fiera delle mie culture»

Intervista di Lia Capizzi, Domani, 24 novembre 2024, p. 13.

  • Mia madre è la mia più grande ispirazione. A 19 anni ha lasciato la Nigeria alla ricerca di un futuro migliore, viveva nella parte più povera dell'Africa, faceva gare di atletica senza le scarpe, correva a piedi nudi. È andata prima in Germania e poi è arrivata in Italia a Torino. Ha conosciuto mio padre al mercato di Porta Palazzo mentre erano in fila a comprare le uova.
  • Io amo il colore della mia pelle, essere nata da due culture diverse è un punto di forza, un arricchimento. Nella mia classe all'Istituto Tecnico Economico siamo in nove e c'è solamente una ragazza che ha entrambi i genitori italiani. Tutti gli altri ne hanno almeno uno straniero. È un mix di culture e di lingue. E la classe migliore che potesse capitarmi.
  • Il mio cuore faceva bum-bum entrando alla Défence Arena, non avevo mai visto una piscina così grande e così tanto pubblico. Nel mio cuore conservo la scena più divertente. È l'ingresso della finale della 4x100 stile [ai Giochi olimpici di Parigi] e ci siamo noi azzurre che ci sparpagliamo verso diversi blocchi di partenza, nessuna aveva capito quale fosse la nostra corsia di gara. C'è una foto in cui si vede che prendiamo direzioni opposte. A un certo punto urlo: ragazze ma dove stiamo andando?

Note

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Altri progetti

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