Sholem Asch

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Sholem Asch

Sholem Asch (1880 – 1957), scrittore ebreo polacco in lingua yiddish.

  • La spada è vittoriosa per un poco, ma lo spirito per sempre. Priva di fonte Priva di fonte
  • Gesù Cristo per me è la suprema personalità di tutti i tempi, di tutta la storia, sia come Figlio di Dio sia come Figlio dell'uomo. Tutto ciò che disse o fece, ha per noi importanza fino al giorno d'oggi. Questo è qualcosa che non si può dire di nessun altro uomo, sia che viva ancora sia che sia morto.[1]
  • Non il potere di ricordare, ma l'esatto contrario, il potere di dimenticare, è la condizione necessaria della nostra esistenza.[2]

Incipit di Il canto della valle[modifica]

Attraverso la fenditura del monte voi potevate scorgere la valle distintamente. Era lunga e larga, e si annidava fra i picchi rocciosi come una striscia di prato in una deserta rovina. Il minuscolo, lindo villaggio di Nazareth si appoggiava al pendio del monte, mezzo nascosto fra i cipressi e gli ulivi; sullo sfondo si levavano alti, nudi vertici. E parevano vicinissimi, poiché l'aria era così tersa e cristallina che una sola occhiata bastava ad abbracciare la valle tutta intera.[3]

Note[modifica]

  1. Citato in Nicola Martella, Offensiva intorno a Gesù, Vol. II, Punto a croce 2000, pag. 109.
  2. Citato in John D. Barrow, I numeri dell'universo, Mondadori, 2004.
  3. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

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