Stefan Edberg

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Stefan Edberg nel 2009

Stefan Edberg (1966 – vivente), tennista svedese.

Citazioni di Stefan Edberg[modifica]

  • Di giocatori come McEnroe se ne trova uno ogni cento anni.[1]
  • [Sulla rivalità con Boris Becker] Eravamo personaggi diversi. Io ero riservato e introverso. Boris era l'esatto contrario: irascibile ed emotivo. [...] Entrambi abbiamo giocato molto bene a Wimbledon nello stesso tempo. Ci siamo ispirati a vicenda nel raggiungere un alto livello di prestazioni. Senza di lui avrei seguito un'evoluzione diversa, e probabilmente lo stesso vale per lui senza di me.[1]
  • [Su Roger Federer] Forse dovremo rinominare l'ATP Sportsmanship Award con il suo nome. È un ragazzo incredibile ed ha fatto tantissimo per questo gioco. E la cosa grandiosa di questo premio è che a darlo sono i colleghi.[2]
  • Ho seguito regole semplici: rimanere fedeli a se stessi, accogliere solo persone prudenti nel tuo ambiente e pensarci bene prima di dire qualcosa.[1]
  • Il gioco è totalmente cambiato. Oggi va tutto più veloce, anche se i campi hanno subìto un rallentamento. Per un giocatore d'attacco è un incubo. Ha bisogno di rimbalzi veloci sul servizio. Specialmente quando, come facevo io ai miei tempi, serve con molto kick. In un torneo come Wimbledon non si ha più questo tipo di vantaggio. I giocatori di oggi sono molto più forti alla risposta di quelli dei miei tempi. È logico che non ci siano più tennisti d'attacco. Non avrebbero via di scampo.[1]
  • [Su Roger Federer] Il modo in cui gioca ha innalzato il tennis a un nuovo livello. Riesce a fare tutto. Ai miei tempi c'erano giocatori molto forti, ma in qualche modo tutti avevano un punto debole. Federer e anche Nadal non hanno più punti deboli.[1]
  • In futuro i giocatori di potenza da fondocampo che sapranno venire a rete coi tempi giusti dietro al servizio saranno i tennisti dominanti. Dal momento che nessuno usa davvero il serve and volley oggi il gioco di risposta è diventato abbastanza prevedibile: mettere la palla in campo, preferibilmente profonda. Ma se il giocatore al servizio attaccherà più spesso, questo non sarà più sufficiente. Sarebbe facile colpire al volo la risposta. Ciò significherebbe un tipo di gioco del tutto nuovo.[1]
  • Non mi pare giusto che voi giornalisti parliate sempre di noi chiamandoci gli svedesi. Siamo tutti diversi, il nostro è un paese lungo come l'Italia. Non credo di avere molto in comune con un tipo come Mats Wilander: ho addirittura abbandonato il rovescio a due mani per non somigliargli.[3]
  • [Su Robin Söderling] Può fare molto. La pubblicità per il tennis che ha portato è davvero notevole. Non è nei primi cinque in classifica, non ha vinto ancora un torneo importante, ma i giornali sono pieni di articoli su di lui. Ai miei tempi avevamo un sacco di giocatori svedesi forti, ma i giornalisti sbadigliavano quando uno di noi entrava nei top-10.[1]
  • Se mi fossi arrabbiato, sarebbe stato controproducente per il mio gioco. Ma molto spesso mi sentivo ribollire dentro. Dovevo stare calmo, altrimenti non sarei riuscito a giocare il mio miglior tennis.[1]

Citazioni su Stefan Edberg[modifica]

  • Bravo, dicevano tutti, e con una seconda battuta di servizio ancora più forte della prima, più simile a McEnroe che a Borg, ma uno che spesso ha dei vuoti spaventosi. Poco svedese, appunto, poco paziente, uno che non aspetta gli sbagli degli altri, semmai li precede. Sottorete un ottimo giocatore, uno dalle partenze accelerate, ma dai difficili inseguimenti. E il tennis ad alti livelli, si sa, spesso vuol dire anche rincorrere. "Ha un difetto: rispetta troppo gli altri, sta troppo ai loro voleri" diceva di lui Erik Bergelin, l'allenatore figlio dell'ex coach di Borg. E voleva dire che Edberg, intraprendente sul campo, non lo era altrettanto nella testa. Ai giovani capita spesso di non avere fiducia in sé ed era esattamente il male di cui soffriva questo figlio di poliziotto cresciuto a Vastervik in un club di tennis senza spogliatoio. L'improvvisa e rapida crescita di Becker inoltre lo aveva spiazzato, rubandogli i riflettori. Becker era più giovane, più estroverso, più mimico, più tutto. a Edberg non restava che giacere lì come un ordigno inesploso in attesa di una maturazione. (Emanuela Audisio)
Stefan Edberg nel 2011
  • Dacché Robin Soderling si è fermato per via della sua mononucleosi il tennista svedese più forte oggi è decisamente Enqvist nonostante i suoi 38 anni e forse Edberg è il n. 2 e metterei Wilander a n. 3. Se mi allenassi seriamente penso che potrei essere il n. 4 e forse Bjorn Borg potrebbe essere il n. 5![4] (Thomas Johansson)
  • Di certo io non sarò mai in grado di poter giocare le volée esattamente come le sa fare lui. Lui ha trascorso tutta la sua vita tennistica a rete, andando sempre all'attacco. E così ha raggiunto tutti i suoi successi. Io ho incontrato negli scorsi anni varie volte Edberg e non sono mai rimasto deluso dai nostri incontri. Stefan si comporta sempre molto bene, ha un approccio sempre positivo, direi gioioso, alla vita. Questo per me è molto importante. (Roger Federer)
  • È stato il più elegante interprete del tennis serve and volley. La sua correttezza e il suo comportamento in campo hanno indotto qualche critico a ritenerlo incapace di lottare. (Rino Tommasi)
  • Mentre gli altri giocano a tennis, Edberg, a mio avviso, è sempre stato il tennis. (Carmelo Bene)
  • Non siamo mai stati amici, ma ho sempre rispettato Stefan. Adesso lo affronto in esibizione una volta all' anno. È stato il mio avversario più forte: odiavo perderci, ma quando accadeva sapevo che era stato migliore di me. (Boris Becker)
  • Per lui è più facile, perché può fare una cosa sola. (Boris Becker)
  • Perfetto per aver saputo amministrare il grande talento e le naturali doti fisiche, diventando un atleta nel senso compiuto del termine. Il suo record più straordinario consiste nell'aver giocato 54 prove dello Slam consecutive. E non può essere solo fortuna, che pure svolge una parte importante. (Roberto Lombardi)
  • [Nel 1983] Se Stefan Edberg non vince il torneo di Wimbledon entro cinque anni, smetto di scrivere di tennis. (Rino Tommasi)
  • Stupendo volleatore, rovescio angelico, perenne eleganza e correttezza, si implicò in una fiera rivalità con Boris Becker in tre deliziose finali, vincendone due. Ultimo rappresentante, insieme con l'avversario, di una specie di tennista ormai scomparsa, il serve and volleyer. (Gianni Clerici)

Andrea Scanzi[modifica]

  • Anche Edberg era "tacchino freddo", ma Edberg aveva ben altre frecce: non era un dittatore efferato; ha avuto avversari veri [...]; aveva un gioco molto più romantico; non era asettico, bensì mostruosamente fragile.
  • Che meraviglia. Nessuno è mai stato, né sarà mai, bello come il gioco di Stefan Edberg. Perfino il suo calvario anticipato, derivante da guai fisici, servizio imploso e cambi di telaio/superfici, ebbe un che di eroico: di epico. Non avrai altro Dio all'infuori di Stefan.
  • La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h Da Molto spesso mi sentivo ribollire dentro, Ubitennis.com, 6 agosto 2010
  2. Citato in Rossana Capobianco, Federer non è uno spocchioso, Ubitennis.com, 18 ottobre 2009.
  3. Citato in Edberg-Wilander, "rivali" svedesi, quei due gentiluomini al Masters, la Repubblica, 19 maggio 2009)
  4. Al momento dell'intervista, Edberg ha 46 anni, Wilander 48 e Borg 56. Johansson vuole sottolineare così la crisi del tennis svedese.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]