Sugerio di Saint-Denis

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Sugerio rappresentato in una delle vetrate della Basilica di Saint-Denis

Sugerio di Saint-Denis (1080 o 1081 – 1151) è stato un religioso francese.

Citazioni[modifica]

  • Che ciascuno segua la propria opinione. In quanto a me, lo dichiaro, mi è parso giusto soprattutto che quanto di più prezioso esiste debba servire in primo luogo alla celebrazione della santa Eucaristia. Se, secondo la parola di Dio, secondo le prescrizioni dei profeti, le coppe d'oro, le fiale d'oro, i piccoli mortai d'oro dovevano servire a raccogliere il sangue dei capri, dei vielli, e di una giovenca rossa, quanto di più, per ricevere il sangue di gesù Cristo, conviene disporre di vasi d'oro, di pietre preziose, di tutto ciò che nella creazione si considera prezioso. Quelli che ci criticano obiettano che basta, per tale celebrazione, un'anima santa, uno spirito puro, un'intenzione di fede. Lo ammetto: questo certo importa prima di tutto. Ma affermo anche che si deve servire con gli ornamenti esteriori dei vasi sacri, e più che in qualunque altra cosa nel santo sacrificio, in assoluta purezza interiore, in assoluta nobiltà esteriore. [1]
  • Chiunque tu sia, se vorrai celebrare la gloria di questa porta non ti meravigliare davanti all'oro e al dispendio, ma solo di fronte alla maestria del lavoro. Questo lavoro irradia con nobiltà; possa la sua raggiante nobiltà illuminare lo spirito affinché egli pervenga alla luce, alla vera luce di cui Cristo è la porta. Quello che è l'interno ce lo annuncia la porta d'oro; lo spirito oscurato si eleva alla verità attraverso le cose sensibili e, dall'abisso, si innalza verso la luce. [2]
  • Col trasporre ciò che è materiale in ciò che è immateriale, il fascino delle gemme multicolori mi ha indotto a riflettere sulla diversità delle virtù sacre. [3]
  • Il fatto che la gloria del corpo di Cristo, cioè la Chiesa, consista nell'indissolubile unità fra la regalità e il clero, questa è una cosa perfettamente chiara, perché la gloria che serve agli uni ritorna contemporaneamente in aiuto agli altri, giacché è certo che [...] la regalità terrestre non esiste che per mezzo della Chiesa di Dio, e che la Chiesa di Dio progredisce grazie alla regalità terrestre. [4]
  • Se, dunque, nella gioia che provo davanti alla bellezza della casa di Dio, il piacere dei gioielli multicolori mi distrae dai problemi esteriori, e una degna disposizione di spirito mi conduce, per una trasposizione dal materiale allo spirituale, a percepire le diverse sante virtù, allora mi sembra di trovarmi in una strana regione dell'universo che non esiste né nel fango della terra né nella purezza del cielo, e in seguito, con la grazia di Dio, può accadere che, in maniera anagogica, io abbandoni il mondo di quaggiù per accedere a quello di lassù. [5]

Note[modifica]

  1. Sigiero di Saint-Denis, De consecratione. Citato in Georges Duby, San Bernardo e l'arte cistercense, Edizione CDE spa – Milano, traduzione di Marisa Zini.
  2. Iscrizione attribuita a Sugerio di Saint-Denis posta al di sopra del portale principale dell'Abbazia di Saint-Denis. Citato in Titus Burckhardt, La nascita della cattedrale: Chartres, Edizioni Arkeios, 1998, traduzione di Tommaso Buonacerva, p. 67.
  3. Sigiero di Saint-Denis, De consecratione. Citato in Georges Duby, San Bernardo e l'arte cistercense, Edizione CDE spa – Milano, traduzione di Marisa Zini, p. 12.
  4. Citato in Titus Burckhardt, La nascita della cattedrale: Chartres, Edizioni Arkeios, 1998, traduzione di Tommaso Buonacerva, p. 58.
  5. Sugerio di Saint-Denis, De consacratione. Citato in Titus Burckhardt, La nascita della cattedrale: Chartres, Edizioni Arkeios, 1998, traduzione di Tommaso Buonacerva, p. 61.

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