Sveva Sagramola

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Sveva Sagramola (1964 – vivente), conduttrice televisiva italiana.

Secondo natura[modifica]

  • Partorire è stata l'esperienza più intensa di tutta la mia vita, quella che più di ogni altra mi ha fatto sentire in profondo contatto con la terra e con il mio spirito.
    Il parto è un atto naturale di cui ogni donna porta in sé gli strumenti. Eppure, almeno in Europa, bisogna lottare contro i cesarei imposti a tavolino, la paura del dolore, la perdita dell'idea del parto come momento intimo e sacro. (p. 13)
  • Il problema è che oggi l'allevamento industriale con cui viene prodotta la maggior parte della carne di cui si nutre il mondo non ha più nulla di umano e naturale e incide in modo pesantissimo sull'ambiente. È infatti responsabile di emissioni di CO2 nell'atmosfera più alte di quelle causate dalle automobili e impiega un'enorme quantità d'acqua, se si calcola quella che viene usata per coltivare i mangimi [...]. Inoltre la coltivazione intensiva per produrre i mangimi sottrae terra coltivabile per nutrire l'umanità e impiega un tipo di agricoltura che non preserva i terreni, dato l'uso massiccio di concimi chimici e pesticidi, facendo a lungo andare terra bruciata di campi che una volta erano fertili. (p. 37)
  • A volte la natura si ribella e sorgono malattie come la mucca pazza, ma non basta a fermare la nostra corsa verso l'autodistruzione. Se è vero che siamo quello che mangiamo, nutrirsi di animali allevati in questa maniera può solo farci ammalare, prima o poi.
    Eppure, prima della Seconda guerra mondiale, si allevavano le mucche al pascolo facendole alimentare di erba fresca. [...] I maiali, animali intelligenti e pulitissimi, erano il vero patrimonio della famiglia contadina, avevano spazio per grufolare, godere del sole, ripararsi e respirare. Le razze erano autoctone e diversificate a seconda dei territori in cui vivevano, adattate all'ambiente, resistenti alle malattie. Il letame prodotto dagli animali si utilizzava per fertilizzare le colture, mentre oggi quello in eccesso degli animali allevati industrialmente costituisce una delle più gravi fonti di inquinamento delle acque, anche perché è pieno di veleni. (pp. 37-38)

Bibliografia[modifica]

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