Taylor Caldwell

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Taylor Caldwell

Taylor Caldwell, pseudonimo di Janet Miriam Reback (1900 – 1985), scrittrice anglo-americana.

La dinastia dell'oro[modifica]

Incipit[modifica]

Il crepuscolo di marzo era come un'acqua profonda, stagnante, sulla campagna, sulle lunghe e basse colline. Sembrava che tutto fosse immobile, fissato, non in una rigida stasi, ma in una quiete di sonno; sembrava che tutte le cose avessero perduto la robusta consistenza del giorno, per trasformarsi in sogni liquidi, vaporosi che, se fossero stati appena appena turbati dalla più lieve bava di vento, si sarebbero scoloriti, dissolti, annullati, in silenziosi anelli d'acqua, allargantisi tutt'attorno.

Citazioni[modifica]

  • E tuttavia, […] egli sentiva, come avrebbe sentito per tutta la durata della sua breve vita, che, pur camminando e vivendo una vita apparentemente reale e rassicurante, caratterizzata da rilievi, forza e suoni, il vago, l'informe, il caos delle cose dell'Altra Vita, erano la sola realtà, il solo terrore, la sola eternità. (libro I, cap. 1)
  • Jacques parlò a Martin di Jean Jacques Rousseau. Per Martin, […] la filosofia di questo gentile e mezzo pazzo idealista francese era semplice come l'acqua fresca, e, come l'acqua, fonte di vita. (libro I, cap. 7)
  • [Martin] Stava per morire, ma non pensava a Dio. Pensava che era bene che venisse finalmente il crepuscolo e che era piacevole sentirsi fresco e senza dolore. Chiuse gli occhi e sospirò. (libro I, cap. 48)
  • Portarono Ernest al desolato cimitero dove il terreno era fangoso e gli alberi ancora spogli. Lo posero nella terra e lo lasciarono lì. Il cimitero era cresciuto con l'accrescersi della città e i suoi limiti estremi non eran lontani dalla casa Sessions. Ora, attraverso i rami spogli di foglie, le finestre dei piani superiori guardavano sulla tomba. La casa era là, ma l'uomo che aveva dato tutto e tutto distrutto per essa, non era più nulla. (libro III, cap. 112)

Explicit[modifica]

Una cosa strana accadde poco dopo. Le novelle, i romanzi, i giornali, gli oratori e le società patriottiche americane, cessarono improvvisamente la loro campagna di lotta e di ridicolo contro l'Inghilterra. Si parlò di un inaspettato tender di mani attraverso il Mare. Furono combinate visite piacevoli fra personaggi eminenti inglesi e americani. L'Amicizia Anglo-Americana divenne calda, stretta, e comprensiva.

Il vino, nei tini, cominciava a fermentare.

Le aquile si radunano[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Per quanto egli adorasse le belle forme, i colori delicati, gli accostamenti sapienti, tutte le raffinatezze della vita, era un nemico giurato di tutto ciò che fosse più o meno tristemente metafisico. Egli poteva benissimo ammettere e capire un Faust che vendeva la sua anima per la giovinezza e le ricchezze, ma non poteva fare altro che disprezzare lo stesso Faust, quando, alla fine, si pentiva del contratto fatto. (da Le aquile si radunano, cap I)

Explicit[modifica]

  • - Mettiamo pure che voi abbiate ragione, - riprese Cristopher - mettiamo pure. Sarà la guerra. Bene: ci aiuterà per lo meno a sbarazzarci del sovrappiù di popolazione come del sovraccarico di merci. E se proprio le cose si metteranno male, e non ci sarà più concessa neppure la guerra, bene, ci resteranno pur sempre il dottor Schacht, e i patrioti, e i tamburi, e le minoranze da odiare e da uccidere! - fece una smorfia. - Sento già nell'aria odore di bruciato! - disse con aria profetica.


Una stella su Antiochia[modifica]

Incipit[modifica]

Lucano non avrebbe potuto dire con certezza se volesse bene a suo padre o no; era solo certo che gli faceva pena. Uomini semplici, senza pretese potevano essere ammirati; uomini saggi potevano essere onorati. Ma suo padre non era né semplice né saggio, pur considerandosi tale.
Contabili e archivisti avevano il loro posto importante nella vita, specie se erano diligenti e sapevano di avere un valore come contabili e archivisti, senza presumere di possedere doti maggiori. Non era bene che parlassero di «uomini inferiori» con aria di degnazione. Ma la madre di Lucano sorrideva con tanta misericordiosa tenerezza, quando suo marito tirava in campo i suoi ridicoli pregiudizi, che la luce di quella pietà addolciva il figliolo.

Citazioni[modifica]

  • Lucano ascoltava con profonda attenzione quei racconti; poi, quando era solo a tarda notte, cominciava a scriverli. Scriveva con la chiara, concisa precisione del dotto greco, con eloquenza calma ma piena di sentimento. Gli pareva di aver visto tutto coi propri occhi: assisteva alle scene, udiva le voci del popolo. E così ebbe inizio il suo grande Vangelo… (cap. XLIII)
  • «... E ora, mio carissimo Luca, ti aspettiamo». Era la prima volta che veniva chiamato con quell'affettuoso diminutivo. (cap. LIII)
  • Dopo aver pranzato nella sua stanza, tirò fuori il necessario per dipingere. Voleva fare il ritratto di Maria, per tutti i tempi. […] E si mise al lavoro. Ma il suo lavoro lo deluse. (cap. LIII)

Incipit di alcune opere[modifica]

Essere un uomo[modifica]

Jason Aloysius Garrity come sempre fu svegliato bruscamente alle 5,30 dal suono delle campane della chiesetta che era quasi alla porta accanto: la cattolica San Giovanni. Chiamavano alla messa e svegliavano tutti gli operai e le famiglie del vicinato, i suoi commenti, quando stimolati, erano tutt'altro che riverenti. Però le campane erano l'unica sveglia capace di farli alzare e dare inizio ad altre dodici ore di fatica deprimente e tetra, così le imprecazioni erano scontate. La giornata sarebbe stata estenuante e abbrutente; tutti detestavano la prospettiva con sordo risentimento e a ragione.

Il sapore dell'odio[modifica]

Quando il giovane Robert Sylvester Morgan aveva occasione di scrivere alla madre, usava prima redigere quella che egli ipocritamente definiva «una stesura sommaria». La redigeva su carta protocollo, essendo stato abituato alla parsimonia, e quindi ricopiava su carta di qualità migliore, servendosi del suo elegante stile spenseriano... che detestava... in maniera tale da compiacere la madre, ed evitando parole e frasi che potessero sconcertarla.

Per te, la vita in dono[modifica]

L'alba veniva sempre troppo presto per Margaret, che amava la notte. Ma quell'alba non sarebbe mai sorta: ne era sicura. Stava alla finestra con gli occhi fissi sul confuso e silenzioso intrico degli alberi che si stagliava contro un cielo d'un bianco latteo nell'albore della luna al tramonto. Che quella pallida striscia d'un rosa tenue, ad est, fosse finalmente l'alba? Ma la striscia non diveniva luminosa: restava fredda simile a una ferita che abbia sanguinato troppo e non abbia più sangue da versare. Come il mio cuore, pensava Margaret, come il mio cuore durante questa notte.

Bibliografia[modifica]

  • Taylor Caldwell, Essere un uomo (Answer as a man), traduzione di Mercedes Giardini Ozzola, Edizioni CDL, 1981.
  • Taylor Caldwell, Il sapore dell'odio, traduzione di Mario Lamberti, Edizioni Accademia, 1972.
  • Taylor Caldwell, La dinastia dell'oro, traduzione di Maria Zotti e Giuseppina Ripamonti Perego, Baldini & Castoldi, Milano, 1940.
  • Taylor Caldwell, Le aquile si radunano, traduzione di Grazia Brambilla Pisoni, ed. Accademia, Milano 1977.
  • Taylor Caldwell, Per te, la vita in dono (The Sound of Thunder), traduzione di Agnese Silvestri Giorgi, Baldini & Castoldi, Milano, 1959.
  • Taylor Caldwell, Una stella su Antiochia (Dear and glorious phisician), traduzione di Agnese Silvestri Giorgi, Edizioni Accademia, 1972.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]