Tom Godwin

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Tom Godwin (1915 – 1980), autore di fantascienza statunitense.

Gli esiliati di Ragnarok[modifica]

Incipit[modifica]

La nave spaziale Constellation, con ottomila coloni a bordo, da sette settimana viaggiava a tutta velocità nell'iperspazio, nel tentativo di sfuggire ai suoi inseguitori. Nella sala di controllo, ormai da diverso tempo i computer che controllavano i generatori di energia segnalavano che era stato superato il margine di sicurezza.
Distesa sul letto della sua cabina, Irene ascoltava il fragore dei motori e sentiva l'incessante vibrazione dello scafo.
Ormai Athena dista solo quaranta giorni di viaggio. Se continuiamo così dovremmo essere in salvo, pensò.

Citazioni[modifica]

  • I Gern ci hanno raggiunti! (p. 12)
  • Mentre si allontanava sentì nascere dentro di lei la determinazione di reagire a quella situazione tragica. Non devo abbandonarmi allo sconforto e alla paura. Siamo in tanti e tutti insieme riusciremo ad affrontare e combattere i pericoli che si presenteranno, anche se ci terrorizzano. Dobbiamo farlo per noi e per i nostri figli. Soprattutto per i nostri figli. (p. 19)
  • Se saremo noi a prevalere, sarà dopo una lunga lotta, forse secolare. Ma se toccherà a loro, tutto avverrà entro uno o due anni. (p. 39)
  • Divenne quindi un imperativo salvare la scienza dei libri e le conoscenze dei sopravvissuti, se si voleva che avessero un futuro di progresso. (p. 65)
  • L'imperativo era quello di lasciare Ragnarok e di conquistare Athena, sconfiggendo i Gern. (p. 74)
  • Ma non aveva avuto altra scelta: non poteva permettere che le future generazioni dimenticassero… e nessuno nella storia dell'umanità era mai riuscito a temprare l'acciaio senza metterlo prima nel fuoco. (p. 92)
  • «Salvali… come una volta hai salvato me». (p. 124)

Explicit[modifica]

A quel tempo il viaggio era stato interrotto e una nuova razza aveva avuto origine. Ora quegli uomini molto più forti dei loro progenitori volavano di nuovo verso Athena, poi sarebbero andati sulla terra, e infine si sarebbero diretti verso le selvagge, inesplorate regioni dello spazio infinito, dove li aspettavano nuovi mondi sui quali avrebbero scritto il destino di una razza sparpagliata lungo una distanza di centomila anni-luce che avrebbe fondato un impero come mai s'era visto nella galassia.
E tutto questo iniziava da loro, dagli irrequieti e dimenticati reietti di Ragnarok.

Bibliografia[modifica]

  • Tom Godwin, Gli esiliati di Ragnarok (The Survivors, 1958), traduzione di Viviana Viviani, collana Odissea Fantascienza n.° 9, Delos Books, maggio 2006. ISBN 978-88-89096-40-6.

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Opere[modifica]