Utente:Ibisco/SandboxFlora Graiff

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Citazioni su Flora Graiff[modifica]

  • Praticando il pastello in tutta la sua ricchezza di virtualità pittorica specificamente materica, Flora Graiff ha tuttavia anche scelto un destino propriamente iconico a tale suo esercizio. la cui integrità espressiva sembra dalla medesima riscattata rifuggendo dalla discorsività favolistica del fumetto, che ha altrimenti sviluppato in anni non lontani (pubblicando tra l'altro su Linus, su Snoopy). E il destino iconico riguarda la persistenza quasi monodica di un tema immaginativamente totalizzante quale l'orizzonte. [...] Non soglia, l'orizzonte, per Flora Graiff, soglia di terra o di mare verso il cielo, ma direi, forse soglia intima, che introduce nella condizione di luminosità simbolicamente significativa d'una tensione lirica interiore che si costituisce di fronte all'osservatore quale misura energetica di totalità. Ed epifania di riscontro tutto interiore, attraverso la quale in certa misura si rifonda la nozione d'orizzonte. Che è infatti richiamato entro testi pittorici di piccolissime dimensioni (quasi miniati), proprio per spiazzare subito anche visualmente dal livello della rappresentazione a quello appunto dell'epifania di dialogo introspettivo. Orizzonte, dunque, quello configurato dalla Graiff, non connesso a ruoli prospettici (come quello della trattatistica neoclassica, di Milizia, per esempio, 1797), né a compiti rappresentativi paesistici. Non dunque basso come nelle opzioni di un Friedrich, o basso come in alcune di Courbet. Soltanto orizzonte quale manifestazione di una traguardata epifania interiore; e perciò orizzonte centrale, orizzonte dilatato, espansivo, a flusso anziché lineare. (Enrico Crispolti)
  • [Sui fotopastelli per Beati. On the road in the room] Quadri statici di un universo fuori dal tempo ricordano nella grana certe nature morte del primo Giacomelli (Natura morta con fichi, 1960) e del pittore Giorgio Morandi. Natura morta, dal tedesco Stilleben, intesa però nell'interpretazione che ne danno i fiamminghi: all'aggettivo "morta" sostituiscono il termine leben, il suo esatto contrario, "vita". Istantanee di vita, still-life che si lasciano guardare per la loro semplicità; luoghi appartati su cui si è posato l'occhio attento di chi sa cercare – e non teme – il segreto che si nasconde nel silenzio di una stanza. (Luca Beatrice)

Bibliografia[modifica]

  • Flora Graiff, Flora Graiff. Pastelli, presentazione di Enrico Crispolti, architettura grafica di Giulio Andreolli, Nicolodi, Rovereto (TN), 2002. (NO)

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