Valentina Giacinti
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Valentina Giacinti (1994 – vivente), calciatrice italiana.
Citazioni di Valentina Giacinti
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Citazioni in ordine temporale.
- Sono stata criticata perché ero un maschiaccio. Ho iniziato da piccola a giocare a pallone e quando mi regalavano le Barbie, staccavo loro la testa e la usavo per palleggiare! Così papà e mamma mi hanno iscritto alla scuola calcio a 6 anni e non ho più smesso, spronata da loro che hanno capito la mia passione. Non è sempre stato facile, soprattutto quando macinavo più di 50 km al giorno per andare al campo di allenamento e dovevo anche studiare [...], ma giocare per me significa essere felice.[1]
- Il mondo non cambierà finché continueremo a pensare che per i bambini si fa il fiocco azzurro e alle bambine si regalano cose rosa e bambole. Magari alle bambine potrebbe piacere, che ne so, il verde.[2]
- [Sugli inizi] Il giorno della prima comunione nel pomeriggio avevo una partita: dopo la cerimonia sono andata a giocare e poi sono tornata alla festa con i parenti. Già da piccola avevo la mentalità. Più grande evitavo di uscire, di andare a ballare, al cinema fino a mezzanotte. Preferivo andare a letto alle 22.30. Ci sono state tante rinunce. Sono però contenta delle scelte che ho fatto. Guardandomi indietro devo ammettere che ho fatto sacrifici e scelte difficili. Per tanti anni mi sono allenata la sera alle 20 o alle 21 e mentre andavo al campo tante ragazze uscivano con gli amici. Andavo al freddo ad allenarmi e aoro uscivano a mangiare fuori e a divertirsi. Era chiaro che mi guardassero un po' strano. Mi dicevano di unirmi a loro, ma per me era molto più divertente allenarmi che uscire a mangiare una pizza.[3]
- [«Meglio essere allenati da un uomo o da una donna?»] Ah, domanda difficile, chissà quante volte me l'hanno fatta. Meglio essere allenati da una persona, è quello che conta. [...] Si pensa che una donna possa capire meglio i caratteri e le esigenze delle ragazze, però è relativamente vero. Ho avuto allenatori uomini più premurosi delle donne. E alla fine appunto è il carattere della persona che conta.[4]
- Ero una bambina quando per la prima volta ho visto alla tv una partita della Nazionale; ho visto soprattutto quell'attaccante con il 9 sulla schiena, Bobo Vieri. Nemmeno ricordo contro chi giocava, ricordo solo lui e il 9 e proprio da quel giorno ho sempre sognato di essere l'attaccante numero 9 della Nazionale [...]. Adesso ho un sogno ed è quello di vedere quella bambina guardare una partita della nazionale femminile e dire "io voglio essere come lei".[5]
Note
[modifica]- ↑ Dall'intervista a Starbene nº 25, 4 giugno 2019; citato in Flora Casalinuovo, Intervista a Valentina Giacinti: "Da piccola palleggiavo con le bambole, oggi vado ai Mondiali", starbene.it.
- ↑ Dall'intervista di Alessandra Bocci a SportWeek; citato in Valentina Giacinti, tra basket e Milan: "Bambole? Con le teste ci giocavo a pallone", gazzetta.it, 14 aprile 2021.
- ↑ Da Livio D'Alessandro, Ronald Giammò, Voglio essere una calciatrice, Roma, Fandango, 2021; citato in Sebastiano Vernazza, Io non andavo mai a ballare. Preferivo allenarmi al freddo, SportWeek nº 26 (1047), 26 giugno 2021, p. 10.
- ↑ Dall'intervista di Alessandra Bocci, Sandro, c'è posta per me?, SportWeek nº 27 (1101), 9 luglio 2022, pp. 42-47.
- ↑ Citato in Giacinti nella Hall of Fame del calcio italiano: "Ho sempre sognato di essere il numero 9 della Nazionale. Ragazze, credete nei vostri sogni", figc.it, 12 novembre 2024.
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