Vitellio

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Vitellio in un busto di Filippo Parodi (sec. XVII)

Aulo Vitellio Germanico Augusto, meglio conosciuto semplicemente come Vitellio (15 – 69), imperatore romano.

Citazioni su Vitellio[modifica]

  • Giovanissimo, è amante di Tiberio, poi di Caligola, quindi di Nerone. «Il favore di questi tre principi», scrive Svetonio. «lo innalza all'apice degli onori e finanche alle prime dignità del sacerdozio». Per giungere a questi alti e religiosi impieghi, Vitellio, ha fatto uso di mezzi piuttosto sorprendenti. (Georges Roux)
  • Vitellio ha il difetto certo di trovarsi afflitto da una golosità mostruosa. È lui che un giorno offre quel festino di cui ancora si parla, e per il quale flotte intere hanno corso tutti i mari dell'impero allo scopo di riportarne i frutti più esotici, i pesci più rari la selvaggina più ricercata. Questo grande mangiatore è evidentemente diventato di una spaventosa corpulenza. A fianco a lui Nerone non era che una silfide. (Georges Roux)
  • Vitellio, quando fu catturato nel suo nascondiglio, dove, tanto per cambiare, banchettava, fu trascinato nudo per la città con un laccio al collo, bersagliato di escrementi, torturato con ponderata lentezza, e alla fine gettato nel Tevere. (Indro Montanelli)

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