Vladimir Nikolayevich Petrov

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Vladimir Petrov negli anni cinquanta del Novecento

Vladimir Nikolayevich Petrov (1915 – 1999), accademico, scrittore e detenuto politico russo-statunitense.

Scopi e sistemi del terrorismo sovietico[modifica]

  • Soltanto i nazisti furono capaci di competere in crudeltà con la GPU-NKVD-MVD[1], ma il sistema terroristico della Germania di Hitler era uno scherzo nei confronti di quello di marca sovietica. Le atrocità naziste erano ispirate dalla folle «teoria razziale» e perciò, in qualche modo, circoscritte. Le persecuzioni del regime sovietico, invece, non sono mai state visibilmente limitate. Né la razza, né le convinzioni politiche, né l'attività delle vittime e la loro origine sociale hanno mai garantito la sicurezza dalla distruzione materiale. (p. 185)
  • La NKVD[2] aveva per legge il diritto di imprigionare chiunque senza processo per un periodo di tempo non superiore ai dieci anni. Non era necessario provare il delitto imputato; un solo sospetto di attività anti-sovietica era sufficiente per per giustificare l'arresto. (p. 192)
  • Non vi è dubbio che il terrorismo in Russia esisterà quanto il regime totalitario, poiché totalitarismo significa costante intolleranza e repressione di coloro che rivelano un semplice indizio di opposizione potenziale o attiva, o che possono anche soltanto essere sospettati di ostilità al regime. Tutto si può collettivizzare in uno Stato di polizia, all'infuori del pensiero. E fino a che questo individualismo esisterà, vi saranno sempre divergenze di opinione, che impongono allo stato totalitario il terrorismo per la soppressione dell'opposizione. (p. 198)

Note[modifica]

  1. Sigle degli apparati sovietici di polizia politica succedutisi nel tempo.
  2. Acronimo del russo Narodnyj komissariat vnutrennich del (Commissariato del popolo per gli affari interni).

Bibliografia[modifica]

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