Willa Cather

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Willa Cather

Willa Siebert Cather (1873 – 1947), scrittrice statunitense.

Il canto dell'allodola[modifica]

Incipit[modifica]

Amici d’infanzia
Il dottor Howard Archie era appena tornato da una partita di biliardo con il commerciante di stoffe ebreo e due uomini di passaggio che trascorrevano la notte a Moonstone. L’ambulatorio era nell’Isolato nobile, sopra la farmacia. Larry, il suo uomo tuttofare, aveva acceso la luce centrale nella sala d’attesa e la doppia lampada a petrolio sullo scrittoio dello studio.

Citazioni[modifica]

  • Bella è la tempesta che qui mi portò.
    NIKOLAUS LENAU, Don Juan
  • Il dottore, mentre seguiva il reverendo Kronborg lungo lo stretto marciapiede, sfilando davanti alle casette scure e addormentate, stava con gli occhi puntati sulla notte scintillante e fischiettava sottovoce. Era proprio vero che la gente era più stupida del necessario; neanche in una notte del genere pareva ci fosse qualcosa di meglio da fare che dormire nove ore o assistere la Kronborg in funzioni che avrebbe potuto espletare in modo molto ammirevole da sola.
  • Mrs Kronborg credeva che le dimensioni di ogni famiglia le decidesse il cielo. Punti di vista più moderni non l’avrebbero spaventata; semplicemente le sarebbero sembrati sciocchi, chiacchiere inconsistenti come le vanterie degli uomini che costruivano la torre di Babele, o il progetto di Axel di allevare gli struzzi nel pollaio. Sarebbe stato difficile dire in base a quali dati di fatto si formasse le sue opinioni su questa e altre materie ma, una volta formate, erano immutabili. Non avrebbe messo in dubbio le sue convinzioni più di quanto avrebbe messo in dubbio la rivelazione. Calma ed equilibrata, buona di natura, era capace di forti pregiudizi e non perdonava mai.
  • Ci sono cose che s'imparano meglio nella calma, altre nella tempesta.

Incipit di alcune opere[modifica]

Il mio mortale nemico[modifica]

Incontrai per la prima volta Myra Henshawe che avevo quindici anni, ma il ricordo di ciò che avevo inteso dire e raccontare di lei si perdeva per me nella notte dei tempi.[1]

La mia Antonia[modifica]

La prima volta che sentii parlare di Antonia fu durante quel mio lungo, interminabile viaggio attraverso le Grandi Pianure.[2]

O pionieri![modifica]

Un giorno di gennaio di trent'anni fa, la cittadina di Hanover, abbarbicata a un ventoso pianoro del Nebraska, stava cercando di non essere trascinata via.[3]

Ombre sulla rocca[modifica]

Un pomeriggio, verso la fine dell'ottobre 1697, Euclide Auclair, il farmacista filosofo di Québec, stava sulla sommità di Cap Diamant, e fissava il largo fiume che scorreva deserto sotto di lui: deserto, perché un'ora prima il biancheggiare delle vele che si allontanavano, era scomparso dietro l'isola verde che divide il San Lorenzo a valle di Québec, e l'ultima delle navi che nell'estate venivano dalla Francia era partita per il suo lungo viaggio di ritorno.[4]

Bibliografia[modifica]

  • Willa Cather, Il canto dell'allodola, traduzione di G. Oneto, Fazi, 2019. ISBN 8893256347

Altri progetti[modifica]

  1. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
  2. Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993.
  3. Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993.
  4. Istituto di Propaganda Libraria, traduzione di Gino De Negri, Milano, 1970.