All'ovest niente di nuovo

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All'ovest niente di nuovo
Titolo originale: All quiet on the western front
Paese: USA
Anno: 1930
Genere: Drammatico
Regia: Lewis Milestone
Soggetto: Erich Maria Remarque (romanzo)
Sceneggiatura: George Abbott, C. Gardner Sullivan, Walter Anthony, Lewis Milestone, Del Andrews, Maxwell Anderson
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

Premi Oscar: (1930)

  • Miglior film
  • Miglior regia

All'ovest niente di nuovo, film di Lewis Milestone del 1930.

Indice

[modifica] Frasi

  • La storia qui raccontata non è un atto di accusa, né una confessione. Tantomeno si tratta di un'avventura. Per quanti l'hanno vista in faccia, la morte non è un'avventura. Molto più semplicemente abbiamo solo cercato di raccontare la storia di giovani vite che, pur sopravvissute alle bombe, sono rimaste profondamente segnate dagli orrori della guerra. (Prefazione al film)
  • E qual è il compito vostro in questo frangante? Colpire con tutta la vostra forza, fare uso di ogni oncia di energia per ottenere la vittoria prima della fine della guerra. È con molta riluttanza che ritorno su questo argomento. Voi siete la vita della patria, voi ragazzi siete gli uomini di acciaio della Germania, siete gli allegri eroi che respingeranno il nemico quando sarete chiamati a farlo. Non è mio compito l'incitarvi perché ognuno di voi si eriga a difensore della sua patria, ma mi chiedo se tale idea vi è mai balenata in mente. So che in una delle scuole gli allievi sono scattati in piedi per andare ad arruolarsi in massa, e vi confesso che se tale sublime gesto dovesse ripetersi qui, io ne sarei profondamente orgoglioso. Forse alcuni diranno che voi non potete ancora partire, che siete troppo giovani, che avete una casa, una madre, un padre, che non dovreste essere strappati a loro. Ma i vostri padri sono forse così dimentichi della loro autorità paterna da lasciare che perisca questa piuttosto che voi? Sono le vostre madri così deboli da non poter mandare un figlio a difendere la terra che ha dato loro la vita? Ma ora la patria ci chiama, la patria ha bisogno di soldati, i personali interessi devono essere messi da parte pel grande sacrificio per la nostra patria. Questo è un inizio glorioso per la vostra vita, il campo dell'onore vi chiama, perché stiamo qui? (Professor Kantorek)
  • Arruolatevi, non più scuola! (Professor Kantorek)
  • In riga! Tutti in riga, tutti quanti così, come vi trovate, tutti quanti! svelti, allineatevi! Ahahahah, un bel modo di allinearsi, non sapete neanche che cosa sia, sembrate un mucchio di pecore. Beh, ve lo insegnerò io, ve lo farò entrare nella zucca, eh? Vi farò esercitare dalla mattina alla sera, già, passeremo molto tempo insieme. No, io non vi trascurerò. Mh, non siete un gran ché, ma io farò del mio meglio. Vedo che siete venuti qui con un po' di incomprensione, noi la correggeremo, non è vero? e prima di tutto dovrete scordare ciò che sapete e che avete imparato, scordatevelo! Capito? Scordate quello che eravate e scordate quello che volete diventare. Diventerete solo soldati e questo basta! Vi svezzarò del latte di vostra madre, vi farò temprati, vi farò diventare soldati a costo di uccidervi. (Himmelstoss)
  • L'ho visto morire, è la prima volta che vedevo la morte. E poi sono uscito all'aperto, e mi è preso una tale gioia di essere ancora vivo che mi incitava a camminare presto. Ho pensato allora alle cose più strane come trovarmi su prati fioriti in compagnia, pensa, di una donna. E poi, poi ho sentito in me come delle vibrazioni elettriche che mi hanno preso tutto, e allora mi sono messo a correre, udivo voci di soldati che mi chiamavano e io correvo, correvo, e avevo l'impressione di non poter più respirare; e adesso... adesso ho fame. (Paolo Baumer)
  • Finiscila! Basta ora. Posso sopportare il resto, ma a questo non resisto! Perché ci metti tanto a morire? comunque devi morire alla fine. No, no, non volevo dire questo, no no no, tu non morirai, no no, sono solo piccole ferite. Tornerai a casa e guarirai. Tornerai a casa molto prima di me... Sai che non posso scappare è per questo che mi accusi. Ma io non volevo ucciderti, ho cercato di risparmiarti. Se tu saltassi ancora qui, non lo farei, ma in quel momento tu eri mio nemico, io avevo paura di te. Però tu eri un uomo come me e io ti ho ucciso. Perdonami camerata, dimmelo, dimmi che mi perdoni. No, sei morto, tu stai meglio di me ora, tu hai finito, non possono tormentarti più ora. Oh Signore, perché ci hanno costretto a questo? Noi due volevamo solo vivere. Perché ci hanno spinti l'uno contro l'altro? Se buttassimo via questi fucili e queste uniformi potresti essere mio fratello come Kat e Alberto. Devi perdonarmi camerata, farò tutto quello che posso. Scriverò ai tuoi genitori, scriverò... scriverò a tua moglie, le scriverò. Ti prometto che non le farò mancare niente, aiuterò lei e anche i tuoi genitori. Solo perdonami, perdonami, perdonami. (Paolo Baumer)


[modifica] Dialoghi

  • Paul Baumer: Ah, povero Kemmerich, cosa gli doveva capitare, un bravo ragazzo come lui...
    Soldato1: Quei maledetti francesi che hanno cominciato questa guerra.
    Soldato2: Ma ognuno dà la colpa all'altro.
    Soldato3: Ma come si comincia una guerra?
    Soldato1: Ecco, una nazione offende un'altra.
    Soldato3: Ma come fa una nazione a offenderne un altra? vuoi dire che una montagna della Germania si arrabbia con una montagna della Francia?
    Soldato1: Che stupido, un e popolo offende l'altro.
    Soldato3: Ah, se è così io non dovrei essere qui, io non mi sento offeso.
    Kat: Questo non vale per vagabondi come te.
    Soldato3: Bene, allora posso tornare a casa subito. Io e il Kaiser, la pensavamo alla stessa maniera, non volevamo nessuna guerra. Perciò io me ne torno a casa, lui c'è già.
    Soldato4: Qualcuno l'avrà voluta. Forse i francesi... no, io non voglio uccidere nessun francese, non ne avevo mai visto uno prima di venire qui, e forse la maggior parte di loro non aveva mai visto un tedesco fino ad oggi. No, loro non sono mai stati consultati.
    Soldato5: Insomma, a qualcuno deve far comodo questa guerra.
    Soldato3: A me e al Kaiser no!
    Soldato4: Secondo me è il Kaiser che ha voluto la guerra.
    Soldato3: Tu lascia in pace il Kaiser, e me.
    Kat: Io non riesco a capire, il Kaiser ha tutto quello che vuole.
    Soldato6: Ma non aveva mai avuto una guerra prima. Ogni grande imperatore ha bisogno di una guerra per diventare famoso. È così semplice!
    Paolo Baumer: Già e anche i Generali.
    Soldato4: Certo e anche i fabbricanti che diventano ricchi.
    Soldato1: Ah, io credo che sia una specie di febbre, nessuno la vuole personalmente, e poi all'improvviso, eccola qua. Noi non la volevamo, i francesi nemmeno, ed eccoci qua a combattere.
    Kat: Senti come si dovrebbe fare: quando sta per scoppiare una gran guerra si dovrebbe scegliere un bel campo, e il giorno fissato si dovrebbero prendere tutti i re, coi loro ministri e i loro generali, schiaffarli al centro in mutande, e lasciare che si menino fra loro con dei bastoni. La nazione più forte, vince.
  • Professor Kantorek: (agli studenti) Dai campi essi sono partiti, dalle scuole, dalle fabbriche. Sono partiti volontariamente, nobilmente, sempre avanti. Si sono resi conto che ora non c'è altro dovere che quello di salvare la patria. (a Paolo) Baumer! Paolo come stai?
    Paolo Baumer: Lieto di vederla professore.
    Professor Kantorek: (a Paolo) Ah, sei arrivato al momento giusto, Baumer, proprio al momento giusto. (agli studenti) E per provare ciò che vi ho detto, ecco uno di quelli che partirono per primi. Uno che sedeva davanti a me in questi stessi banchi, che rinunciò a tutto per servire nel primo anno di guerra. Uno della gioventù di acciaio che ha reso la Germania invincibile sul campo. Guardatelo, vigoroso e abbronzato, con gli occhi limpidi, il tipo di soldato che ognuno di voi dovrebbe invidiare. (a Paolo) Indirizzati a loro, dì loro qualche parola, tu devi dire che cosa significa servire la patria.
    Paolo Baumer: No, no, non posso dire niente.
    Professor Kantorek: Solo una parola, solo per dire quanto bisogno di loro hanno là al fronte. Dì perché partisti e cosa significò per te.
    Paolo Baumer: Non posso dire niente.
    Professor Kantorek: Se ti ricordi di qualche episodio di eroismo, di qualche atto di nobiltà, raccontaglielo!
    Paolo Baumer: Quello che potrei dirvi lo sapete già, viviamo nelle trincee là, combattiamo, cerchiamo di non essere uccisi e talvolta lo siamo. Nient'altro.


[modifica] Citazioni su All'ovest niente di nuovo

  • Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (da Laura, Luisa e Morando Morandini, Il Morandini, dizionario del film 2007, Zanichelli)
  • Tratto dal celebre romanzo di Erich Maria Remarque, racconta gli orrori nelle trincee del fronte francotedesco durante la prima guerra mondiale. La violenza e la morte sono viste attraverso gli occhi di alcuni giovani soldati tedeschi, arruolatisi anche per i discorsi esaltati di un loro professore. Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione (in origine l'edizione durava 152', ridotti dalla Universal a 103') non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta "più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere" [Lourcelles]. La scena finale, dove Paul (Ayres) è ucciso perché cerca di catturare una farfalla, fu suggerita da Karl Freund e fu girata contro il volere dello Studio, utilizzando i fari di un'auto per l'illuminazione; la mano in primo piano è di Milestone stesso. Vietato sotto il fascismo, fu proiettato in Italia solo negli anni Cinquanta. Per una singolare coincidenza, dodici anni più tardi le idee pacifiste faranno perdere a Lew Ayres il ruolo di Dottor Kildare, quando nel 1942 si rifiuterà di andare sotto le armi e sarà così licenziato dalla Mgm che temeva ripercussioni negative da parte del pubblico. (da Paolo Mereghetti, Il Mereghetti – Dizionario dei film 2008, Baldini Castoldi Dalai editore)

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