Budda (manga)

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Budda, manga di Osamu Tezuka, ispirato alla vita di Gautama Buddha, pubblicato per la prima volta nel 1972.

Frasi[modifica]

  • Nel nostro universo, uomini, conigli, serpenti, tutti gli animali... siamo tutti della stessa famiglia!! Questo aiuto reciproco fra tutti gli organismi viventi, è una delle leggi naturali della vita!! (Naradatta)[1]
  • Tutti gli esseri viventi, dalla nascita fino alla morte, non vivono separati gli uni dagli altri in questo mondo. Non potrebbero vivere se non dipendessero gli uni dagli altri. Ed è così dalla nascita alla morte... I fiori, gli alberi, gli insetti o i pesci, sono tutti legati reciprocamente. È ciò che permette loro di vivere... e questo "legame" nell'universo non si spezza mai. Esiste sempre. (Naradatta)[2]
  • Gli animali non conoscono il dubbio, né l'avidità... A volte, anche gli esseri umani arrivano a quel punto di "purezza" che possiedono proprio gli animali... (Budda)[3]
  • Quelli che passano il tempo a fare penitenze... fanno un allenamento... del tutto inutile. S'infliggono da soli una quantità pazzesca di violenze di ogni genere... finendo a volte anche per morire. E, nonostante tutto, passano tutta la loro vita a fare questo... e quelle sofferenze diventano una vera e propria ossessione... E qualche volta, ma solo i più fortunati, si rendono conto che tutto quello che hanno fatto... è stato assolutamente inutile per la loro vita. (Budda)[4]
  • Una voce che non si fonda su niente, finisce sempre per scomparire. (Budda)[5]
  • In questo mondo, tutti gli esseri viventi sono legati tra di loro. Rispettare la loro vita è come rispettare la nostra. (Budda)[6]
  • Tutti noi possiamo piombare nel baratro della follia da un momento all'altro... Proprio per questo, non dobbiamo mai giudicare la pazzia degli altri... (Budda)[7]
  • La bestia umana ha un difetto: quali che siano la sua intelligenza e le sue virtù... essa non ne fa alcun uso. Immancabilmente arriva ad agire stupidamente. (Budda)[8]

Dialoghi[modifica]

  • Budda: Ho deciso di salvare il mondo. Vivendo l'esperienza della sofferenza, troverò il modo.
    Asceta: ...Salvare il mondo?! ...È assurdo!! Cosa intendi dire con "salvare il mondo"?
    Budda: Non lo so ancora...[9]
  • Budda: Gli uomini soffrono allo stesso modo di fronte alle piogge, al vento e alla siccità, e se dovesse arrivare la fine del mondo, tutto il mondo morirebbe, senza nessuna eccezione...
    Asceta: È vero. Può darsi che un giorno la fine del mondo arriverà veramente. E allora, perché voler salvare tutti gli uomini?
    Budda: Un giorno, un uomo fu colpito da una freccia avvelenata. Gli amici e i parenti, in ansia, chiamarono un medico. Quando gli si avvicinarono per prendere la freccia, l'uomo disse loro: "Prima di farlo, vorrei sapere chi mi ha trafitto con questa freccia... Era uno schiavo, un re, o un bramino? Era grande? Piccolo? Di che colore era la sua pelle? Dove viveva? E la freccia com'è stata costruita? Quale veleno è stato impiegato? ..." Mentre si stava ponendo tutte queste domande... il veleno fece il suo effetto e l'uomo ferito finì per morire. Penso che ci sia molto da dire sull'enigma della fine del mondo. Il mondo avrà un giorno una fine? Prima di ottenere la risposta, rischio di essere già morto. Quindi, almeno fin tanto che vivo... voglio assolvere il compito per il quale sono venuto al mondo.[10]
  • Budda: Chiedi, domanda, guardati attorno... e vedrai che niente sfugge all'infelicità... Non c'è una sola persona su questa terra che sia felice per tutta la vita...
    Yatara [piangendo]: M-ma, s-se tutti soffrono, p-perché stiamo su q-questa terra?
    Budda: Come gli alberi, le piante, gli animali, le montagne, i fiumi... anche gli esseri umani esistono e vivono su questa terra. Questo ha un significato molto profondo. Gli esseri viventi sono tutti in relazione gli uni con gli altri... e all'interno di questa relazione, ciascuno ha un suo ruolo specifico...
    Yatara: A-anch'io? A-anch'io, h-ho un ruolo? A-anch'io sono utile?
    Budda: Certo... Se non esistessi, qualcosa si romperebbe nell'universo. Perciò, il tuo ruolo è molto importante...
    Yatara: D-dici delle cose s-strane... N-non avevo mai p-pensato a tutto questo... Ma allora, co-cosa dovrei fare adesso?
    Budda: Guarda quel fiume. Guarda com'è maestoso... scorre ormai da migliaia di anni... ma non ha nessuna intenzione di accelerare le sue rapide, né di cambiare il suo corso... lascia che sia la natura a guidarlo. È largo e puro... procura agli uomini gioie e "benefici"... Anche tu, sei grande... come lui, e anche tu, come lui, potresti diventare maestoso..., tutto dipende da come decidi di vivere.
    Yatara: Come ti chiami?
    Budda: Siddarta.
    Yatara: Siddarta? M-ma io ho già sentito il tuo nome! Vorrei diventare un t-tuo discepolo! T-ti prego, a-accetta!
    Budda: È che... non ho ancora finito il mio addestramento. Sono come te... al livello più profondo della sofferenza.[11]

Citazioni su Budda[modifica]

  • La storia ci fa sentire e sognare un'India antica, misteriosa e profondamente vera, con le sue contraddizioni e i suoi inganni mistici, sempre rivolta alla ricerca di una verità universale e dei valori di cui la nostra civiltà ha tanto bisogno.
    Anche in questa grande opera ritroviamo il profondo rispetto dell'autore per gli esseri umani e la messa in luce delle ingiustizie e delle disparità fra le classi. (Gianni Miriantini)

Note[modifica]

  1. Da Chapra, vol. 1, p. 209.
  2. Da La vecchietta e il piccolo vagabondo, vol. 5, pp. 122-123.
  3. Da Il parco delle gazzelle, vol. 9, p. 76.
  4. Da La storia di Sebb, vol. 9, p. 130.
  5. Da Critiche, vol. 12, p. 80.
  6. Da Le paludi della morte, vol. 12, p. 119.
  7. Da Vissaka, la pazza, vol. 12, p. 146.
  8. Da Una triste notizia, vol. 14, p. 91.
  9. Da I cinque asceti, vol. 4, p. 114.
  10. Da I cinque asceti, vol. 4, pp. 117-118.
  11. Da L'evento, vol. 8, pp. 47-51.

Bibliografia[modifica]

  • Osamu Tezuka, Budda, traduzione di Norihiko Okuda, Hazard Edizioni, Milano, 1999 – 2002 (14 volumi).

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]