Animale

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Una tigre

Citazioni sugli animali.

Citazioni[modifica]

Due cavalli in montagna
  • A parte l'uomo, tutti gli animali sanno che lo scopo principale della vita è godersela. (Samuel Butler)
  • Abbiamo detto, parlando dell'anima umana, che si tratta di una sostanza provvista della facoltà di pensiero. Gli animali posseggono certamente questa facoltà. Essi hanno, quindi, un'anima. L'anima degli animali è forse immortale? Sì, e ciò le deriva proprio dalla sua natura, che è spirituale. (Pierre Massuet)
  • Affermare che gli animali sono intelligenti o che hanno vite emotive molto ricche e profonde non costituisce affatto un tentativo di "umanizzarli". Invero, quando poniamo davvero attenzione alla teoria evolutiva e all'idea di Charles Darwin riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani non siamo gli unici esseri intelligenti, senzienti ed emotivi. Derubare gli animali delle loro capacità cognitive ed emotive significa fare della "cattiva biologia". Allo stesso tempo, riconoscere loro tali caratteristiche non significa affatto attribuire loro "qualcosa di umano" che essi stessi già non posseggano. (Marc Bekoff)
  • Al fondo della mia rivolta contro i potenti trovo, più antico, il ricordo dell'orrore delle torture inflitte alle bestie… e più l'uomo è feroce verso la bestia, più è carponi davanti agli uomini che lo dominano. (Louise Michel)
  • Amate gli animali […]. Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all'intenzione di Dio. Uomo, non porti al di sopra degli animali: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia. (Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)
  • Anche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'impronta universale del peccato e della universale attesa della redenzione. (Papa Paolo VI)
  • Anche l'animale produce: si costruisce un nido, abitazioni, come le api, i castori, le formiche ecc. Se non che esso produce solo ciò di cui abbisogna immediatamente per sé o per i suoi piccoli [...]; produce solo sotto il dominio del bisogno fisico immediato, mentre l'uomo produce anche libero dal bisogno fisico ed anzi produce veramente solo nella libertà dal medesimo; produce solo se stesso, mentre l'uomo riproduce l'intera natura; il suo prodotto appartiene immediatamente al suo corpo fisico, mentre l'uomo si pone liberamente di fronte al suo prodotto. L'animale dà forma solo secondo la misura e il bisogno della specie a cui appartiene, mentre l'uomo sa produrre secondo la misura di ogni specie. (Karl Marx)
  • Avremmo bisogno di un diverso concetto degli animali, più saggio e forse più poetico… Trattiamo con condiscendenza la loro incompletezza e il tragico destino di avere assunto una forma assai inferiore alla nostra, e in questo sbagliamo: non possiamo misurare gli animali con il nostro stesso metro. In un mondo più arcaico e completo del nostro gli animali si muovevano compiuti e perfetti, dotati di percezioni sensoriali che noi non abbiamo mai raggiunto o abbiamo perduto, vivendo di gridi che non udremo mai. Gli animali non sono nostri fratelli né subalterni; sono popoli altri, coinvolti come noi nella trama della vita e del tempo, compagni di prigionia dello splendido e faticoso travaglio della terra. (Henry Beston)
  • Bisogna imparare a riconoscere e a rispettare negli altri animali i sentimenti che vibrano in noi stessi. (John Oswald)
  • C'è appunto affinità di natura tra noi e gli animali, giacché questi, dal momento che hanno in comune con noi la vita e gli stessi elementi e la mescolanza che di questi si compone, sono legati a noi uomini come fossero nostri fratelli. (Giamblico)
  • C'è, tra uomini e bestie, tra certi uomini e le bestie, domestiche o no, riconoscimenti inesplicabili, simpatie spontanee e subitanee. Si direbbero, costoro, persone segnate. (Alberto Jacometti)
  • Cane non mangia cane; «i feroci leoni non si fanno guerra»; il serpente non aggredisce il suo simile; v'è pace tra le bestie velenose. Ma per l'uomo non c'è bestia più pericolosa dell'uomo. (Erasmo da Rotterdam)
  • Capita, vero Fima, che quando si guarda un animale si pensa che forse lui ricorda qualcosa che le persone hanno dimenticato. (Amos Oz)
  • Certamente dobbiamo mostrare bontà e gentilezza verso gli animali per molte ragioni, e soprattutto perché sono originari della stessa Sorgente da cui discendiamo noi. (Giovanni Crisostomo)
  • Certamente l'agire in vista di un fine, il trarre vantaggio dall'esperienza, il prevedere l'avvenire, cioè quanto secondo voi conviene alle bestie, non può non derivare da un principio spirituale, esattamente come ne deriva ciò che si trova negli uomini. (Ignace-Gaston Pardies)
  • Certamente non siamo gli unici animali che vivono l'esperienza del dolore e della sofferenza. In altre parole, non c'è una linea netta tra l'animale uomo e il resto del regno animale. È una linea indistinta e lo sarà sempre... (Jane Goodall)
  • Che almeno alcune reazioni degli animali superiori non siano dovute al semplice caso ma attestino una facoltà di giudizio, ciò sembra ormai incontestabile. (Ernst Cassirer)
  • Che cos'è l'animale? È una questione di fronte alla quale si è tanto più imbarazzati quante più nozioni si hanno di filosofia e di storia naturale. Se si esaminano tutte le proprietà conosciute dell'animale, non se ne troverà alcuna che appartenga a tutti gli esseri cui siamo obbligati a dare questa qualifica, o sia assente da quanti non possiamo chiamare con tal nome. (Denis Diderot)
  • Che! – mi replicò scoppiando dal ridere – voi ritenete la vostra anima immortale, a differenza di quelle delle bestie? Sinceramente, mio grande amico, il vostro orgoglio è ben insolente! E da dove, vi prego, argomentate questa immortalità a danno di quella delle bestie? Sarebbe forse perché noi siamo dotati di ragione e quelle no? In primo luogo io ve lo nego, e vi proverò, quando vorrete, che esse ragionano come noi. (Savinien Cyrano de Bergerac)
  • Chi tortura gli animali paga già nella sua miseria. Sono contro la debolezza umana e a favore della forza che le povere bestie ci dimostrano tutti i giorni perdonandoci. (Anna Maria Ortese)
  • Ci piaccia o no, prima o poi dovremo accettare che gli animali non sono oggetti, né macchine, né un ammasso di istinti e riflessi; che ciascuno di loro è un individuo irripetibile e distinto dagli altri della propria specie, esattamente come siamo irripetibili e distinti noi esseri umani; che non si possono vendere né comprare, che non si possono uccidere per sport né con pretesti scientifici né per mangiarli, e che ucciderli è un atto crudele che finisce per sottrarre valore alla vita umana; che non sono strumenti dei nostri desideri né della nostra volontà; che possono provare piacere, dolore, felicità e tristezza come qualunque essere umano, e che hanno un'anima, una coscienza o come la volete chiamare: un'anima mortale come la nostra. (Fernando Vallejo)
  • Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello. (Marguerite Yourcenar)
  • Ci si può domandare: cosa sarebbe l'uomo senza gli animali? Ma non il contrario: cosa sarebbero gli animali senza l'uomo? (Christian Friedrich Hebbel)
  • Ci sono storie chassidiche molto frequenti sul fatto che una delle grandi occasioni perse, da parte dei giusti, per far venire il messia, è stata quella di essere indifferenti alle sofferenze degli animali. (Moni Ovadia)
  • Ciò che amo di più | Nell'animale, è il silenzio | Poiché non parla, non mente | Solo chi parla mente. (Elisabetta di Baviera)
  • Come d'incanto | al mio cospetto di scimmia | si sta spegnendo | il suono degli animali | e un gran silenzio | pervade tutta la terra | come il brontolio | di un tuono lontano. (Adriano Celentano)
  • Come non possiamo negare all'animale in modo sia pure crepuscolare l'uso della categoria della causalità, così non possiamo escludere che l'animale partecipando al nostro mondo non abbia un senso oscuro di quello che può essere la proprietà, l'obbligazione. […] È assurdo pensare che l'animale che rende un servizio al suo padrone che lo mantiene agisca soltanto istintivamente. […] Deve pure sentire in sé per quanto oscuramente e in modo sensibile questo rapporto di servizi resi e scambiati. (Cesare Goretti)
  • Come un animale che non sa capire | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che sa cos'è il dolore | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che non può capire | guardo il mondo con occhio lineare. | Come un animale nel tempo di morire | cerco un posto che non si può trovare, | come un animale nel tempo di morire | mi accontento di un posto in cui sostare. (Giovanni Lindo Ferretti)
  • Credo che potrei voltare la schiena e andare a vivere con gli animali, così placidi e contenti, | mi fermo e li contemplo per ore e ore. || Non s'affannano mai, non gemono per la loro condizione, | non vegliano al buio a piangere i loro peccati, | non mi danno disgusto discutendo sui loro doveri verso Dio, | nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per smania di possedere, | nessuno s'inginocchia davanti a un suo simile, né ad altri della sua specie vissuti migliaia di anni fa, | nessuno è rispettabile o infelice per la terra universa. (Walt Whitman)
  • Darei qualche cosa per sapere che cosa gli animali pensino dell'uomo. (Anacleto Verrecchia)
  • Dato per certo che una qualche pratica causa più dolore agli animali di quanto piacere dia agli uomini, questa pratica è morale o immorale? E se gli esseri umani, esattamente nella misura in cui si liberano dai vincoli dell'egoismo, non risponderanno ad una sola voce «immorale», che la moralità del principio di utilità sia per sempre condannata. (John Stuart Mill)
  • Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante animali feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme [...]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati. (Sigmund Freud)
  • Dobbiamo prestare fede all'anatomia del nostro corpo e, in ordinata proporzione, alle forme, alle figure, alle costituzioni delle altre specie animali. Senza indugiare sulle profonde ipotesi moderne circa l'insensibilità degli animali, dobbiamo fermamente e risolutamente credere che anche le altre creature hanno sensi e sentimenti, inclinazioni e passioni, proprio come noi. (Shaftesbury)
  • Due cose mi sorprendono: l'intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini. (Tristan Bernard)
  • E a forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo. (Erasmo da Rotterdam)
  • E alla vostra affermazione, secondo cui Dio ci ha dato il potere di catturare le fiere e di usarne a nostro piacimento, risponderemo che verosimilmente prima che esistessero le città e le arti e rapporti sociali di questo genere e armi e reti, gli uomini venivano catturati e divorati dalle fiere, mentre era rarissimo che le fiere venissero prese dagli uomini. (Celso)
  • E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali? Dibattiti sempre più frequenti ed estesi, riguardanti la liceità della caccia, i limiti della vivisezione, la protezione di specie animali diventate sempre più rare, il vegetarianismo, che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di là addirittura dei confini del genere umano, un'estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacità di soffrire? (Norberto Bobbio)
  • È chiaro che l'animale non è una macchina, né i moti dell'animale possono spiegarsi con le leggi meccaniche. L'animale si muove e sente la natura, ovvero la natura si riconcentra, si riflette e trova già una certa unità nell'animale. Un essere che si muove e che sente, pensa per ciò stesso. Il suo pensiero sarà confuso, indistinto e rudimentario, ma è un certo pensiero, perché sentire è già pensare. L'animale adunque pensa. (Augusto Vera)
  • È meglio impedire a una bestia di soffrire, piuttosto che restare seduto a contemplare i mali dell'universo, pregando in compagnia dei sacerdoti. (Gautama Buddha)
  • È ormai chiaro che gli animali hanno sentimenti e sono capaci di essere felici o provare sofferenza. Ma gli uomini che li torturano e li uccidono non hanno sentimenti e coscienza. (Janez Drnovšek)
  • È paradossale ma gli animali sono avanti anni luce rispetto a noi in materia di relazione affettiva.
    Gli uomini sono molto più noiosi degli animali. La reazione di un animale non è mai così prevedibile come quella dell'uomo. Io vorrei confutare, in tutto e per tutto, la teoria di Ivan Petrovič Pavlov, l'etologo russo premio Nobel [...]. Secondo lui gli animali vivono attraverso schemi comportamentali sempre identici. Non è per niente vero. Forse Pavlov avrebbe fatto meglio ad adattare le sue idee all'uomo: se c'è uno che si comporta sempre allo stesso modo, quello è l'essere umano. È l'uomo che vive per riflesso condizionato, non gli animali. (Maurizio Costanzo)
  • È tipico della vanità e dell'impertinenza dell'uomo definire stupidi gli animali perché così gli appaiono ai suoi sensi ottusi. (Mark Twain)
  • E un cane, un cavallo, qualsiasi essere vivente potrà mai essere coraggioso se non ha anche istinto aggressivo? (Platone, La Repubblica)
  • È vietato uccidere "esso [l'animale] e suo figlio in un sol giorno", facendo attenzione ed evitando di uccidere il figlio davanti alla madre.[1] In effetti, l'animale ne soffrirebbe moltissimo, e non c'è differenza tra la sofferenza dell'uomo e quella degli altri animali in tale circostanza, giacché l'amore e l'affetto della madre per il figlio non segue la ragione, ma l'azione della facoltà immaginativa, che si trova nella maggior parte degli animali così come si trova nell'uomo. (Mosè Maimonide)
  • Ed ecco che scoprirsi e sentirsi fratelli di tutti gli oppressi, a cominciare dai più oppressi fra gli oppressi, ossia gli (altri) animali, è un'illuminazione. (Lorenzo Guadagnucci)
  • Finora si è considerato il campo animale come un campo libero dove uno potesse portare stragi; la nonviolenza inizia il piano di un accordo col campo animale, che potrà arrivare molto lontano. Di riflesso poi, la direttiva di rispettare la vita animale porta maggiore attenzione alla vita umana. (Aldo Capitini)
  • Fintanto che godono buona salute e hanno di che nutrirsi sufficientemente, gli animali sono felici. (Bertrand Russell)
  • Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra di loro. Perché chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore. (Pitagora)
  • Gli animali che noi distruggiamo contribuiscono a mantenerci in vita, finché noi stessi non siamo distrutti per conservare altre cose e diveniamo erba o piante, acqua o aria o qualche altra cosa che serve a produrre altri animali e questi a loro volta altri animali o di nuovo altri uomini. Questi poi di nuovo si trasformano in pietre, legna, metalli, minerali o nuovamente animali e divengono parti di tutti questi esseri e di molte altre cose, visto che animali e vegetali si consumano quotidianamente e si divorano l'un l'altro. (John Toland)
  • Gli animali, come tutti i paria, sono talora ispirati da un genio quasi divino... (Elsa Morante)
  • Gli animali costituiscono una società sempre in fuga dinanzi all'uomo, il quale, col soccorso delle armi che s'è forgiato, s'è reso temibile al più forte tra loro. (Claude-Adrien Helvétius)
Un cucciolo di cane. «È davvero terribile amare gli animali. Quando in un cane si vede un essere umano, non si può fare a meno di vedere un cane in qualsiasi essere umano, e di amarlo». (Romain Gary)
  • Gli animali domestici sono costretti a dipendere da noi. Perciò ci perdonano il nostro egoismo. Timidamente ci mostrano una purezza d'animo che noi umani abbiamo perduto. (Jirō Taniguchi)
  • Gli animali (e non dico i minerali o le piante) non possono fare altro che essere come sono, e fare ciò per cui la natura li ha programmati. Non si possono criticare né applaudire per quello che fanno: «non saprebbero comportarsi in altro modo». Questa predisposizione obbligatoria risparmia loro senz'altro molti mal di testa. (Fernando Savater)
  • Gli animali non abbandonano assurdamente i loro piccoli. E nemmeno si suicidano! (Black Jack)
  • Gli animali non conoscono il dubbio, né l'avidità… A volte, anche gli esseri umani arrivano a quel punto di "purezza" che possiedono proprio gli animali… (Budda)
  • Gli animali non esistono solo perché noi ce ne possiamo servire […]. Essi sono la classe a cui anche noi apparteniamo; e noi non siamo che una piccola minoranza in mezzo a loro. È ragionevole pensare che dovremmo considerarli seriamente. (Mary Midgley)
  • Gli animali […] non solo ci riguardano e costituiscono i nostri compagni di strada sul pianeta, ma sono in noi e noi in loro. (Giorgio Celli)
  • Gli animali non sono afflitti dal terrore di morire, né ci tormentano con la visione della loro morte; non ci opprimono con i loro problemi psicologici; non vivono nel passato; non si circondano di beni materiali; non si abbandonano alla disperazione perché hanno perso l'amore; non tentano di assassinarti; non si aspettano che tu muoia per loro. (Phyllis Dorothy James)
  • Gli animali non sono materia inerte, sono invece i loro uccisori ad avere il cuore di pietra. (A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada)
  • Gli animali selvatici non possono essere addestrati senza che l'integrità della loro indole più profonda non venga distrutta. Se l'addestramento funziona, una parte della natura originaria dell'animale viene persa. (Tom Regan)
  • Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
  • Gli animali sono forti a causa della loro umiltà, così come noi siamo deboli per il nostro orgoglio. (Richard Adams)
  • Gli animali sono la parte più piccola della creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo. (Papa Paolo VI)
  • Gli animali vanno rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali. [...] Gli animali provano emozioni, dolore, paura. Che diritto abbiamo di strappare l'agnellino alla pecora per gustare un cosciotto di agnello, e il vitello alla mucca per avere le "fettine" che le mamme umane amano tanto per i propri figli? Non credo che le mie siano idee romantiche, senza fondamento. Ricordo ancora una sconvolgente inchiesta sul vero e proprio terrore che si impadronisce degli animali portati al macello, quando arrivano in prossimità del mattatoio. Smettiamola di dire che gli animali "non capiscono". (Umberto Veronesi)
  • Gli animali vengono verso di noi, se li chiamiamo per nome. Esattamente come gli uomini. (Ludwig Wittgenstein)
  • Gli uomini sono in continua competizione per l'onore e la dignità, cose che quelle creature[2] non conoscono nemmeno, e di conseguenza fra di loro sorgono per questa ragione invidia e odio e infine guerre: fra quelle creature invece niente di tutto questo.
    In secondo luogo fra quelle creature il bene comune non differisce da quello privato, per cui essendo esse per natura spinte a cercare il loro bene privato procurano per ciò stesso il bene di tutti. [...]
    Infine l'accordo che si produce fra quelle creature è naturale mentre quello degli uomini è solo per convenzione, cioè artificiale. (Thomas Hobbes)
  • I barbari hanno divinizzato le bestie per trarne vantaggio. (Marco Tullio Cicerone)
  • [Le fiere] ignorano gli odii delle matrigne né, cambiando coniuge, i genitori diventano snaturati verso la loro prole né sanno mostrare preferenza per i figli dell'unione successiva e quindi trascurare quelli della precedente. Conoscono i frutti dell'amore, ignorano le differenze dell'affetto, gli stimoli dell'odio, le discriminazioni dell'avversione. La natura delle fiere è semplice, non sa alterare la verità. Il Signore ha stabilito in ogni creatura un tale equilibrio per cui ha concesso maggiore semplicità d'affetto a quelli cui ha dato minore capacità razionale. Quale fiera non esiterebbe ad offrirsi spontaneamente alla morte in difesa dei propri piccoli? (Sant'Ambrogio)
  • Il bestiame lo ha creato per voi; vi dà calore e profitto, vi dà nutrimento. La sera quando tornano alla stalla, la mattina quando vanno al pascolo, sono per voi spettacolo bello da vedere. Trasportano i vostri carichi in paesi che non raggiungereste senza affanno degli animi, poiché il vostro Signore è buono e pietoso: cavalli, muli ed asini per cavalcatura e per ornamento, e altre cose che non conoscete neppure, Egli crea. (Corano)
  • Il cervello rappresenta il principio dell'uomo, il cuore quello dell'animale. (Filolao)
  • Il destino degli animali nel nostro mondo è simboleggiato da un trafiletto pubblicato da un giornale pochi anni fa, in cui si osservava che l'atterraggio degli aeroplani in Africa era spesso ostacolato da branchi di elefanti e di altri animali: qui gli animali sono dunque considerati semplicemente come disturbatori del traffico. Questa mentalità che concepisce l'uomo come unico e assoluto padrone del mondo si può far risalire fino ai primi capitoli del Genesi. (Max Horkheimer)
  • Il pensiero e la parola, come tutte le altre facoltà umane, sono radicati nell'animalità, e la psicologia comparata ci dimostra che non c'è animale, per quanto poco organizzato, per quanto infimo sia, che sia completamente privo di intelligenza. (Michail Aleksandrovič Bakunin)
  • Il perfetto Single, visto che se perfetto e abita da solo e da sola, non tiene animali domestici, scarafaggi, mosche e sorcetti e altri involontari a parte, e resisterà all'egoismo di farne prigioniero uno. Noi non abbiamo fatto tanta strada per toglierci il guinzaglio e poi bloccarci per fare la guardia a un cane. È anche questione di generosità verso gli animali, non solo di buon senso. (Aldo Busi)
  • Il trattamento che riserviamo ai nostri compagni animali è soltanto un altro modo in cui ciascuno di noi scrive il proprio epitaffio, portando nel mondo un messaggio di luce e vita oppure un messaggio di tenebre e morte, aumentandone la gioia o la disperazione. (Matthew Scully)
  • In India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... (Max Horkheimer)
  • In un'epoca in cui l'umanità si vede sempre più minacciata nelle stesse elementari possibilità di sopravvivenza (la fame, la morte atomica, l'inquinamento) la nostra radicale fratellanza con gli animali si presenta in una luce più immediata ed evidente. (Gianni Vattimo)
  • Intendono molti animali il sistema monarchico, a un dipresso come lo intendevano gli antichi Chinesi, che veneravano i loro Re, ma seguendo la dottrina di Confucio, lo sopprimevano quando veniva meno ai suoi doveri. (Cesare Lombroso)
  • Io credo... che l'animale, compagno di tante solitudini, di tante tristezze, in misura varia secondo la sua coscienza – affermo e ripeto coscienza – ci accompagnerà anche nell'altra vita, e non ci si chieda di spiegare il perché. (Paolo De Benedetti)
  • Io sento ronzare continuamente al mio orecchio: «L'uomo è un animale ragionevole». Chi vi ha dato questa definizione? I lupi, forse, le scimmie, i leoni? O siete stati voi stessi a darvela? È già divertente che voi diate agli animali, vostri confratelli, ciò che c'è di peggio, per prendere per voi ciò che c'è di meglio. Lasciate un po' che si definiscano da sé e vedrete come si sfogheranno e come si tratteranno. (Jean de La Bruyère)
  • L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del pogrom. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. (Theodor Adorno)
  • L'amore per l'uomo non esclude quello per gli animali, e viceversa, perché l'amore non è mai fonte di separazione né di giudizio. Chi ama, ama e basta. Chi ama e separa, non ha mai iniziato a farlo. (Susanna Tamaro)
  • L'animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio da qui. (Jacques Derrida)
  • L'animale è immediatamente una sola cosa con la sua attività vitale. Non si distingue da essa. È essa. (Karl Marx)
  • L'animale ha soprattutto sentimento. (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)
  • L'animale messo nella situazione critica, quella in cui i suoi automatismi d'azione non funzionano più, tende verso il pensiero. (Paul Valéry)
  • L'animale non è libero ma ha una difesa: l'ordine interiore dei propri istinti. (Romano Guardini)
  • L'animale! Oscuro mistero! Mondo immenso di sogni e muti dolori [...]. Ma segni troppo visibili esprimono questi dolori, nonostante la mancanza della parola. Tutta la natura protesta contro la barbarie dell'uomo che disconosce, avvilisce, tortura i suoi fratelli inferiori e lo accusa dinanzi a Colui che li creò tutti. (Jules Michelet)
  • L'animale presenta all'uomo uno specchio che gli permette di scoprire se stesso. (Albert de Pury)
  • L'animale sano è attivo e fa qualcosa. (William McDougall)
  • L'articolo 3 secondo comma della Costituzione […] attribuisce allo Stato il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È un principio che si può applicare agli animali: l'utopia allora è mettere ciascun animale nella condizione di potersi esprimere secondo le sue capacità, cioè la sua indole, la sua etologia. (Luigi Lombardi Vallauri)
  • L'atteggiamento del bambino presenta numerose analogie con quello del primitivo nei confronti degli animali. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. (Sigmund Freud)
  • L'essere umano non ha mai avuto rapporti facili con gli altri animali: nella storia del mondo è stato, di volta in volta, predatore o preda. Ma, soprattutto, all'uomo occidentale è rimproverabile un complesso di superiorità filosofica nei confronti degli animali; di essere stato, cioè, il creatore di cosmologie culturali il cui centro gravitazionale era sempre rappresentato da lui – l'Uomo – mentre agli altri esseri animali non restava che un ruolo dimesso, di sfondo, che magnificasse la superiorità dell'essere umano tra i viventi. (Enrico Alleva)
  • L'idea dell'uomo, nella storia europea, trova espressione nella distinzione dall'animale. Con l'irragionevolezza dell'animale si dimostra la dignità dell'uomo. Questa antitesi è stata predicata con tale costanza e unanimità da tutti gli antenati del pensiero borghese – antichi ebrei, stoici e padri della Chiesa – e poi attraverso il Medioevo e l'età moderna, che appartiene ormai, come poche altre idee, al fondo inalienabile dell'antropologia occidentale. Essa è ammessa anche oggi. (Dialettica dell'illuminismo)
  • L'uom fiero più delle più fiere belve | È di sua specie disonor, vergogna: | Pugnan color nelle natie lor selve | In lor difesa e per la lor bisogna; | L'un contro l'altro s'armano in lor danno | Gli uomini folli, e lo perché non sanno. (Giovanni Battista Casti)
  • L'uomo è diverso dall'animale solo perché non sa esserne uno preciso. (Fernando Pessoa)
  • L'uomo si distingue dall'animale in virtù della compassione verso l'animale stesso. (Richard Wagner)
  • La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando è rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell'umanità, quella fondamentale, è rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l'umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono. (Milan Kundera)
  • La brutalità verso gli animali è più ipocrita[3]: è accompagnata e aggravata da una vera bassezza morale. (Louis Barthou)
  • La civiltà è un concetto che si compone di molte idee armoniche tra di esse. Destate nel popolo l'umanità per le bestie, e desterete nel tempo istesso una serie di buoni sentimenti che dormivano sotto l'involucro della rozzezza. (Giuseppe Arnaud)
  • La crudeltà nei confronti degli animali induce alla crudeltà anche verso gli uomini. (Publio Ovidio Nasone)
  • La crudeltà verso gli animali equivale per l'uomo a non amare Dio. (John Henry Newman)
  • La diffusione degli animali da compagnia tra le classi medie urbane all'inizio dell'età moderna è [...] un fenomeno di grande importanza sul piano sociale, psicologico e, bisogna dirlo, anche su quello commerciale. Ma ciò ha avuto anche delle conseguenze di natura intellettuale: ha spinto le classi medie a trarre delle conclusioni ottimistiche sull'intelligenza degli animali e ha dato origine a innumerevoli aneddoti sulla loro astuzia; ha spinto l'uomo a pensare che gli animali potessero avere un carattere e una personalità individuali, e ha fornito le basi psicologiche per far accettare l'idea che almeno alcuni animali avessero diritto a considerazione morale. (Keith Thomas)
  • La domanda da porsi non è se sanno ragionare, né se sanno parlare, bensì se possono soffrire. (Jeremy Bentham)
  • La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali. (attribuita al Mahatma Gandhi)
  • La vita dell'uomo è stata condotta per milioni di anni insieme alla flora, alla fauna e al grandioso movimento musicale del mondo animale. […] Animali e piante partecipano dai primordi alle nostre comunità. Fanno parte della nostra filosofia, modellano la nostra natura e contribuiscono a renderci pienamente umani. Sono tra i nostri maggiori insegnanti. (Baker Brownell)
  • Le bestie stimo più infinitamente, | Che, se no le gà tanta cognizion, | No le gà gnanca tante gran passion, | E le vive de nù più quietamente. (Giorgio Baffo)
  • Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male. (Gautama Buddha)
  • Le tesi evoluzioniste di Darwin […] rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". (Marina Baruffaldi)
  • Lo spirito vaga e da lì viene qui e da qui va lì e s'infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma. (Publio Ovidio Nasone)
  • Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di sé. Un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo senza aver provato mai pena per sé stesso. (Soldato Jane)
  • Mansueti animali, compagni nostri, aiuti e fratelli di lavoro, e persino di affezioni quaggiù. (Alphonse de Lamartine)
  • Mi piacerebbe imparare, o ricordare, come vivere. Non credo di poter imparare dagli animali selvatici come vivere concretamente (dovrò succhiare sangue caldo, tenere la coda ritta, camminare mettendo i piedi esattamente nell'impronta delle mani?) ma potrei imparare qualcosa di irrazionale, qualcosa della purezza di vivere in senso fisico e la dignità di vivere senza pregiudizi o ragioni. (Annie Dillard)
  • Mi sembra duro pensare […] che questo animale, mio fratello, non abbia anima. (Simone Weil)
  • Migliorare la sorte degli animali resi schiavi e vittime dall'animale-uomo è uno dei compiti storici più importanti scritti sull'agenda dell'etica, della politica e del diritto. (Luigi Lombardi Vallauri)
  • Molti animali hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. (Agrippa von Nettesheim)
  • Nei bambini, benché si possano vedere peculiari disposizioni che avranno sviluppo in seguito, si nota tuttavia come il loro spirito, in questo periodo [dell'infanzia], non sia praticamente differente da quello degli animali selvatici, da che non è illogico dedurre che alcuni caratteri sono i medesimi in tutti gli animali. (Aristotele)
  • Nel giorno dell'ultimo Giudizio, le bestie che avranno ricevuto le vostre cure verranno a testimoniare a vostro favore. (Tommaso Maria Zigliara)
Una mandria di bufali. «Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo». (Severn Cullis-Suzuki)
  • Nella prima pagina della Bibbia, Dio stesso ordina ai suoi due ritratti di «regnare sopra i pesci nel mare e gli uccelli sotto il cielo e sopra il bestiame e tutti gli animali dei campi». Per esigere subito di nuovo: «e rendeteli vostri sudditi e regnate...». [...] Esemplarmente opposto il buddismo, che nel suo divieto di uccidere comprende il mondo non umano! Già Buddha esige felicità e pace per ogni creatura [...]. Nel cristianesimo, invece, l'animale è una cosa; un semplice oggetto da sfruttare, allevare, cacciare e mangiare, l'uomo è il nemico mortale dell'animale, il suo diavolo. (Karlheinz Deschner)
  • Nello sguardo delle bestie è racchiusa una luce profonda che ispira una tale simpatia che l'anima si apre, come un ospizio, a tutti i dolori animali. (Francis Jammes)
  • Nessun essere senziente e capace di provare dolore (e gli animali lo sono) dovrebbe avere una vita indegna di essere vissuta. (Marina Baruffaldi)
  • Noi siamo stati discepoli delle bestie nelle arti più importanti: del ragno nel tessere e nel rammendare, della rondine nel costruire le case, degli uccelli canterini, del cigno e dell'usignolo nel canto, con l'imitazione. (Democrito)
  • Non c'è bestia che sia tanto feroce | da non conoscere almeno un briciolo | di pietà.
    Ma io non la conosco, | perciò non sono bestia. (William Shakespeare)
  • Non è generata una bestia nello stesso modo in cui noi lo siamo? Non è il suo corpo nutrito dallo stesso cibo, ferito dagli stessi colpi; non è la sua mente agitata dalle stesse passioni? (John Lawrence)
  • Non esiste l'Animale al singolare generale. Separato dall'uomo da un unico limite indivisibile. Bisogna rendersi conto che ci sono dei «viventi» la cui pluralità non può essere raccolta nella sola figura dell'animalità semplicemente opposta all'umanità. [...] La confusione di tutti gli esseri viventi non umani nella categoria comune e generale dell'animale non è solo un errore contro le esigenze del pensiero, della vigilanza o della lucidità, dell'autorità dell'esperienza, ma è anche un crimine: non un crimine contro l'animalità, appunto, ma un primo crimine contro gli animali, contro degli animali. (Jacques Derrida)
  • Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te[4] vale anche per gli animali. (Thomas Tryon)
  • Non solo l'uomo, ma anche gli animali hanno il soffio-spirito di Dio. (Papa Giovanni Paolo II)
  • Non sono lontano dal pensare che gli uomini arriveranno veramente a non uccidersi tra di loro, quando arriveranno a non uccidere più gli animali. (Aldo Capitini)
  • [Gli animali da fattoria] Nostri sfortunati servitori [...] soprattutto quando sono in età avanzata, esausti per la fatica improba. (James Granger)
  • Nulla è più divertente del vedere con quale sicumera gli scolastici vogliono imporre dei limiti alla conoscenza delle bestie. Secondo loro le bestie conoscono soltanto gli oggetti singoli e materiali e ricercano esclusivamente l'utile e il piacevole; non sanno riflettere sui loro sentimenti e sui loro desideri né trarre conclusioni da una cosa all'altra. Si direbbe che essi abbiano frugato nelle facoltà e negli atti dell'anima delle bestie con miglior successo di quanto non abbiano fatto i più esperti anatomisti nelle viscere dei cani. La loro temerità è tanto grande, che se anche per caso avessero trovato la verità, sarebbero indegni di lode e persino di giustificazione. (Pierre Bayle)
  • [Preghiera per gli animali] O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro. (Basilio Magno)
  • Occorre affrontare senza disgusto l'indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti vi è qualche cosa di naturale e di bello. (Aristotele)
  • Oggi l'uomo inventa animali genetici, ricopia le pecore e poi dice che le ha inventate lui. (Corrado Guzzanti)
  • Ogni animale che scava, costruisce un nido, accaparra alimenti, fa qualcosa che sarà importante nell'avvenire. Se abbia consapevolezza di quel che fa è difficile dirlo, perché finora non ne sappiamo abbastanza per dare una risposta. (Donald Griffin)
  • Ora l'autunno guasta il verde ai colli, | o miei dolci animali. Ancora udremo, | prima di notte, l'ultimo lamento | degli uccelli, il richiamo della grigia | pianura che va incontro a quel rumore | alto di mare. E l'odore di legno | alla pioggia, l'odore delle tane, | com'è vivo qui fra le case, | fra gli uomini, o miei dolci animali. | Questo volto che gira gli occhi lenti, | questa mano che segna il cielo dove | romba un tuono, sono vostri, o miei lupi, | mie volpi bruciate dal sangue. | Ogni mano, ogni volto, sono vostri. (Salvatore Quasimodo)
  • Per quanto riguarda l'anima di tutti gli animali irrazionali sono turbato non poco dall'interrogativo che mi pongo, per quale ragione molti dei santi Padri affermano che essa muore insieme con i corpi, e non può sopravvivere oltre... (Giovanni Scoto Eriugena)
  • Perché scatta la domanda: «L'animale parla?» e non piuttosto: «L'animale sogna?». L'autobiografia stessa, l'idea di autobiografia irrompe nell'animale. (Gianfranco Dalmasso)
  • Più conosco gli uomini e più amo le bestie, amico mio. (Siamo uomini o caporali?)
  • Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole. (Giuseppe Garibaldi)
  • Quando analizzi come agiscono i processi di reificazione degli "altri", non puoi non considerare la reificazione degli animali. E se analizzi la tendenza ad animalizzare gli umani "altri" che agisce nel razzismo, finisci per considerare la bestializzazione dei non umani che agisce nello specismo. (Annamaria Rivera)
  • Quando noi trattiamo con cura e rispettiamo tutti gli animali, contribuiamo alla pace nel mondo. (Paola Maugeri)
  • Quando un animale è ammalato, soffre in silenzio e non dà in ismanie, né per questo si vedono le bestie patire più che gli uomini. Si obietterà che gli animali, vivendo in maniera più conforme a natura, debbono esser soggetti a minor numero di mali. Ebbene, proprio a questa maniera intendo far vivere il mio allievo; egli deve dunque trarne lo stesso profitto. (Jean-Jacques Rousseau)
  • Quanta dolcezza, amore, voglia di vivere e di rialzarci dopo le sofferenze e le sconfitte possono trasmetterci gli animali! (Franco Zeffirelli)
  • Quanti animali che si lasciano sottomettere perché non conoscono la loro forza! (François de La Rochefoucauld)
  • Quanti animali sono emuli, se non persino superiori all'uomo, nella manipolazione della materia! Certi nidi di uccelli sono capolavori inimitabili. Quale operaio migliore dell'ape o del ragno? (Auguste Blanqui)
  • Questo dolore degli animali… è qualcosa che si espande per l'universo e avvolge tutti noi. (Susanna Tamaro)
  • Quindi possete capire esser possibile che molti animali possono aver più ingegno e molto maggior lume d'intelletto che l'uomo (come non è burla quel che proferì Mosè del serpe, che nominò sapientissimo tra tutte l'altre bestie de la terra); ma per penuria d'instrumenti gli viene ad essere inferiore, come quello per ricchezza e dono de medesimi gli è tanto superiore. (Giordano Bruno)
  • Ricordo ancora certi dibattiti surreali tra scienziati che, negli anni settanta, liquidavano la sofferenza degli animali come una questione stucchevole. Tra i severi ammonimenti contro l'antropomorfismo, il punto di vista allora dominante era che gli animali non fossero altro che robot, privi di sentimenti, pensieri ed emozioni. (Frans de Waal)
  • Rifiutando il concetto di schiavitù umana si arriva, per onestà intellettuale, ad ammettere anche l'ingiustizia della schiavitù nei riguardi degli animali. (Dacia Maraini)
  • Scorgesi nella macchina degli animali un fine savissimo, un fine degnissimo della Divinità. (Gaspare Gherardini)
  • Se noi portiamo una croce, gli animali ne portano tre. (San Rocco)
  • Se non esistessero gli animali l'uomo sarebbe ancora più incomprensibile a se stesso. (Georges-Louis Leclerc de Buffon)
  • Se poi si ritiene che l'uomo sia superiore a tutti gli altri animali perché possiede sentimenti divini, sappiano i sostenitori di questa tesi che anche tale possesso può essere rivendicato da molti altri animali. E a buon diritto, certo. Quale facoltà potrebbe qualificarsi più divina di quella di prevedere o predire l'avvenire? Ora, questo potere gli uomini lo apprendono dagli altri animali. (Celso)
  • Se si nega un'anima agli animali, perché gli esseri umani ne avrebbero una? (Jean Rostand)
  • [Gli uccelli] sentono giocondità e letizia più che alcuno altro animale. Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici: rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori: eccetto che delle lepri si dice che la notte, ai tempi della luna, e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro. (Giacomo Leopardi)
  • Senza dubbio ci troviamo un gradino più sopra rispetto agli animali per la nostra intelligenza e la nostra forza spirituale. Ma per quel che riguarda il diritto alla vita ci troviamo sul loro medesimo piano. (Dalai Lama)
  • Senza voce, dipendenti dall'uomo, «schiavi», con una coscienza anche se impossibilitati a difendere i loro diritti. Capaci di gioire e soffrire, di accudire con amore i loro «figli» che l'uomo prende, mette in gabbie ristrette, ingozza di cibo per aumentare il loro peso rapidamente... e che libera solo per farli passare dalla gabbia al macello. Da una non vita alla morte. Uccisi senza dignità né attenzione alla sofferenza. Eppure gli animali urlano, urlano nel silenzio. (Mario Pappagallo)
  • Si dice che gli animali possano piangere o arrabbiarsi… ma che non possano ridere, soltanto quello. Il riso è un impulso che solo gli esseri umani hanno. Perciò poter ridere significa essere un animale superiore. (Black Jack)
  • Si è capito che gli animali vengono al mondo dotati di specifiche risorse, di certe doti [...], ma altre cose le imparano per l'influsso dell'ambiente; sono, dice Lorenz, una alternanza tra istinto ed esperienza. (Enzo Biagi)
  • Si può fondatamente affermare che il comandamento "Non uccidere"[5] non si riferisce ai soli umani, ma anche agli animali. (Luigi Lorenzetti)
  • Si sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno. (Isaac Bashevis Singer)
  • Sia gli animali sia gli esseri umani esistono realmente e immediatamente per essere felici per mezzo della propria esistenza e chi deliberatamente e senza necessità e più alti scopi disturbi, distrugga e cancelli la felicità degli umani o degli animali viola il diritto di godere della letizia data da Dio a ogni essere vivente. (Laurids Smith)
  • Solo chi uccide gli animali non può provare piacere nel messaggio della verità assoluta. (Bhāgavata Purāṇa)
  • Sono convinto che gli animali siano creature di Dio esattamente come lo sono gli esseri umani. E noi dobbiamo rispettarli e amarli, invece di macellarli. (Isaac Bashevis Singer)
  • Sono da lodare tanto le anime degli animali selvaggi quanto quelle degli animali domestici. (Zarathustra)
  • Sono propenso a credere che gli animali non abbiano emozioni "superiori". Tuttavia è certo che le emozioni giochino un ruolo più significativo negli animali che non negli esseri umani, considerato il loro immenso potenziale e assodato il fatto che gli animali non possono contare sulle nostre straordinarie capacità mnemoniche e di linguaggio. (Antonio Damasio)
  • Stare a chiedersi se scimpanzè, elefanti, cani e così via, sperimentino felicità, tristezza, disperazione, rabbia, è uno spreco di tempo – poiché queste cose sono evidenti a chiunque abbia... sperimentato nella sua vita una conoscenza degli animali. (Jane Goodall)
  • Toccherebbe ai magistrati, agli educatori, agli scrittori a pigliare dal lato della compassione delle bestie l'educazione del popolo, a destare la sensibilità per que' dolori che non possono parlare. Ma in Italia direbbesi che si abbia vergogna a pensarvi. Vi pensano gli orientali, presso i quali l'umanità verso le creature irragionevoli è virtù comunissima, e noi italiani vorremmo lasciarci vincere in umanità dai turchi? (Giuseppe Arnaud)
  • Togliere la dignità ad un animale è un'alterazione grave dell'armonia cosmica. (Elio Fiorucci)
  • Tra gli animali includo anche gli uomini; l'etimologia di animale è, infatti, "anima", la comunanza di vita ricevuta e, se posso esprimermi così, riconosciuta dalla propria coscienza. (Paolo De Benedetti)
  • Tratta l'animale che è in tuo potere come tu vorresti essere trattato se fossi quell'animale.[4] (George Nicholson)
  • Tu sei come una giovane, | una bianca pollastra. | [...] pettoruta e superba. | È migliore del maschio. | È come sono tutte | le femmine di tutti | i sereni animali | che avvicinano a Dio. (Umberto Saba)
  • Tu vedi i combattimenti delle fiere fra di loro e con gli uomini, come sieno senz'inganno e senz'arte, e come si difendano e facciano vendetta con palese e nudo ardire e con verace forza, e come non per comandamento di legge, né per temenza di pena da darsi a chi abbandona il campo, ma per natura fuggano l'esser vinti, e soffriscano gli ultimi mali per mantenersi invitti. [...] E quant'a quelle fiere che con lacci ed inganni furon prese dagli uomini, allorché sono in matura età e perfetta, tutte sdegnano il cibo e soffrono la sete, conducendosi a tale stremità, che ben mostrano d'amar meglio la morte che la servitù. [...] Onde è manifesto che gli animali sono ben disposti per natura all'ardire e al valore. (Plutarco)
  • Tutte le creature esistenti, viventi, senzienti, che respirano non dovrebbero essere uccise, trattate con violenza, né abusate, né tormentate, né allontanate. (Mahavira)
  • Tutte le torture, i patimenti, i terrori [...] inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia [...]: tutta la storia, da quel patire oscuro, invendicato dalla parola, il più privo di giudici e tribunali, è modificata. (Guido Ceronetti)
  • Tutti abbiamo lo spirito di un animale che ci accompagna. È come la nostra anima. Non tutti incontrano il proprio animale, solo i grandi guerrieri e gli sciamani. (Isabel Allende)
  • Tutti gli animali, asini compresi, fanno quello che Venere comanda, però hanno il buon gusto di non parlarne. L'animale uomo, invece, ci scrive sopra montagne di romanzi. (Anacleto Verrecchia)
  • Tutti gli animali, io pure, si esprimono. (Karl Popper)
  • Tutti gli animali, noi soli esclusi e quelli che abbiamo addomesticato per dividere con loro le nostre miserie, gioiscono di tutti i piaceri di cui sono capaci per loro natura; non conoscono il lavoro, la guerra, la malattia. (Jean-Baptiste-René Robinet)
  • Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri) (George Orwell)
  • Uccelli e animali non sono di compagnia. Se non fossi con la gente, con chi dovrei essere? (Confucio)
  • Un animale che entra in chiesa ne uscirà ancora animale, quale che sia la cerimonia a cui è stato presente. (Jakob Böhme)
  • Un interesse sociale generalizzato per la giustizia e per l'equità e un'enfasi sugli obblighi, piuttosto che su una condiscendente benevolenza nei confronti degli oppressi e di coloro che sono privi di potere, devono aver condotto a una nuova visione sociale del trattamento degli animali [...]. La maggior parte della gente ritiene che gli animali siano esseri coscienti, che quello che noi facciamo loro abbia importanza per loro e che essi siano capaci di avere un'ampia gamma di esperienze moralmente rilevanti. (Bernard Rollin)

Arnobio[modifica]

  • Che se poi è vero, come si dice in taluni misteri particolarmente occulti, che le anime dei malvagi, una volta separate dai corpi umani, trapassano in bestie o in altri animali, più chiaramente si conferma che noi siamo ad essi vicini e non separati da distanze troppo grandi.
  • Volete deporre ogni parzialità e rendervi conto nel silenzio della vostra meditazione che noi siamo animali del tutto simili agli altri o non separati da eccessiva differenza? Che cosa indica, infatti, che noi siamo diversi e non somigliamo per nulla a loro? O quale superiorità è in noi così evidente da doverci sdegnare di essere annoverati nel numero degli animali? I loro corpi sono strutturati su ossa e tenuti legati da un sistema di muscoli: allo stesso modo i nostri corpi sono strutturati su ossa e tenuti stretti da un sistema di muscoli.
  • Vorrei però sapere qual è questa ragione per cui noi valiamo di più di tutte le categorie di animali. Perché ci siamo fatti domicili per poter sfuggire ai freddi dell'inverno e ai calori dell'estate?
    E che? Gli altri animali non provvedono a ciò? [...] E se madre natura li avesse voluti dotare anche di mani capaci di assecondarli, non ci sarebbe da dubitare che essi pure costruirebbero alti fastigi di mura e modellerebbero artistiche e originali creazioni. Tuttavia in quello che fanno coi rostri e con le unghie vediamo molti segni di un saggio discernimento, che noi uomini non possiamo imitare con nessun tipo di accorgimenti.

Bibbia[modifica]

Paesaggio paradisiaco con Noè e gli animali (Bruegel il Vecchio, 1596)
  • Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche. (Genesi)
  • Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. (Genesi)
  • Dio ordinò a Noè: "Esci dall'arca [...]. Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa". (Genesi)
  • Il giusto ha cura del suo bestiame, | ma i sentimenti degli empi sono spietati. (Proverbi)
  • Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere. Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? (Qoelet)
  • Se vedi smarriti un bue o una pecora di tuo fratello, tu non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. (Deuteronomio)

Henri Bergson[modifica]

  • Gli animali, costretti ad andare alla ricerca del loro nutrimento, si sono evoluti nel senso dell'attività locomotoria e, di conseguenza, di una coscienza sempre più ampia, sempre più distinta.
  • Nell'animale l'invenzione non è mai altro che una variazione sullo stesso tema fisso usuale: chiuso nelle abitudini della specie, esso arriva, certo, ad allargarle con la sua iniziativa individuale, ma sfugge all'automatismo per un solo istante, esattamente il tempo di creare un nuovo automatismo, e le porte della sua prigione si richiudono appena aperte, dato che tirando la sua catena esso riesce soltanto ad allungarla.
  • Sarebbe assurdo rifiutare la coscienza ad un animale, perché non ha cervello, quanto dichiararlo incapace di nutrirsi perché non ha stomaco.

Michela Vittoria Brambilla[modifica]

  • Dagli animali si può davvero imparare come comportarsi nella vita.
  • Sono pochi i veri amici che ci accompagnano nel nostro cammino e spesso hanno quattro zampe.
  • Uno dei crimini più odiosi verso gli animali è anche il più sottovalutato: l'indifferenza.

Tommaso Campanella[modifica]

  • Che tutti gli animali sentano, nessun dubita. Or che molti abbino memoria si vede, ch'imparano i cavalli li salti; le simie i giochi, e l'api di tornar in casa loro.
  • Molti animali bramano gli onori, conoscono il disprezzo, e quanto sappiano le scimie argomentar a tutti è noto.
    L'onor e il disprezzo non si sentono con sensi esteriori, ma sono intelligibili; han dunque intendimento, e Job dice nel gallo esser intelligenza del Sole; e Cristo nelli serpi prudenza pone, e tutti gli animali disciplinabili dota Aristotile di prudenza.
  • Quando noi miriamo i Tartari ed Etiopi, e li sentimo parlar sermoni ignoti, ci paiono più ignoranti, che li nostri cavalli, e di costumi e atti differentissimi dalli umani nostri. Così paion gli altri animali a noi esser senza discorso e favella e giudizio; ma tutti n'hanno chi più e chi meno, come tra noi avviene che molti paion bestie.
  • Tutti gli animali stanno dentro il ventre del mondo, e l'uom con loro, come vermi dentro il ventre dell'animale; e pur solo gli uomini s'accorgeno che cosa è questo grande animale e li suoi principii, corsi, vita, e morte.

Mario Canciani[modifica]

Monumento che raffigura San Francesco e il lupo di Gubbio. «Se avete uomini che escluderanno una qualsiasi delle creature di Dio dal rifugio della compassione e della pietà, avrete uomini che trattano nello stesso modo i simili». (Francesco d'Assisi)
  • È innegabile che la tradizione cristiana nel suo insieme non accorda molta attenzione agli animali. […] In teoria, non mancano dichiarazioni di principio nei Documenti del Magistero, non ultima la "Sollecitudo rei socialis" di Giovanni Paolo II, che al n. 29 afferma: «L'uomo ha una certa affinità con le altre creature. È chiamato ad occuparsi di esse, sottostando alla volontà di Dio, che gli prescrive limiti nel loro uso e dominio». Nella pratica, sono pochi i preti che integrano nell'insegnamento religioso il rispetto delle creature e la bontà verso gli animali. […] La protezione di questi «nostri fratelli più piccoli», come li chiamava San Francesco, deriva in tutta coerenza dalle virtù cristiane. Sono convinto che i cristiani tutti stanno per scoprire questa dimensione del messaggio evangelico che merita anch'esso la nostra attenzione.
  • San Francesco chiamava gli animali «i nostri fratelli più piccoli». Per loro aveva le attenzioni più delicate. Voleva scrivere a Federico II perché con un editto stabilisse che a Natale le strade fossero cosparse di granaglie e di grano per gli uccelli: anch'essi dovevano gioire per la nascita del Redentore. Perché non fossero calpestati, scansava dai sentieri i vermi. A Sant'Angelo in Pantanelli, presso Orvieto, viene mostrato tuttora uno scoglio sul Tevere, dal quale avrebbe gettato nel fiume dei pesci che gli erano stati regalati, dicendo: «Fatevi furbi…».
  • Signore, le mille voci della Creazione cantano a Te in cielo, sulla terra e nelle acque. […] Benedici i nostri fratelli più piccoli che ci hai donato come compagni di vita e quelli che in libertà vivono nei deserti, nei mari, nelle foreste. Aiutaci […] a essere buoni verso tutti gli animali e a bandire ogni crudeltà nei loro confronti. Fa' che possiamo guardarli e onorarli come se al presente uscissero dalle Tue mani.

Cartesio[modifica]

  • Ho presto scoperto chiaramente che tutti [i movimenti degli animali] potevano avere origine dal principio corporeo e meccanico, e da allora in poi ho ritenuto certo e stabilito che noi non possiamo affatto provare la presenza di un'anima pensante negli animali. Non mi preoccupano l'astuzia e l'abilità dei cani e delle volpi, o tutte le cose che gli animali fanno spinti dal desiderio di cibo, sesso o paura; anzi, affermo di poter facilmente spiegare l'origine di tutti loro dalla costituzione dei loro organi.
  • Non posso condividere l'opinione di Montaigne e di altri che attribuiscono agli animali la capacità di comprendere e di pensare. Non sono preoccupato dal fatto che la gente dice che l'uomo ha l'impero assoluto su tutti gli altri animali; perché sono d'accordo che alcuni di loro sono più forti di noi, e credo che ce ne possano essere anche alcuni che hanno un'astuzia istintiva capace di ingannare gli esseri umani più abili. Ma osservo che loro ci imitano o ci sorpassano solo in quelle delle nostre azioni che non sono guidate dalla ragione.
  • Non si è mai saputo di un animale così perfetto da usare un segno per far capire ad altri animali qualcosa che non esprimesse passione; e non esiste alcun essere umano così imperfetto da non farlo, dato che persino i sordomuti inventano segni speciali per esprimere i loro pensieri. Questa mi sembra un'argomentazione molto forte per provare che la ragione per cui gli animali non parlano come noi non è che a loro mancano gli organi ma che loro non hanno pensieri.
  • So che gli animali fanno molte cose meglio di noi, ma questo non mi sorprende. Si può citare questo esempio persino per provare che essi agiscono naturalmente e meccanicamente, come un orologio che segna il tempo meglio di quanto faccia il nostro giudizio.

Étienne Bonnot de Condillac[modifica]

  • Avendo pochi bisogni, gli animali contraggono solo un piccolo numero di abitudini, facendo sempre le stesse cose, le fanno meglio.
  • Ora, le bestie, imparano a toccare, a vedere, a camminare, a nutrirsi, a difendersi, a vegliare sulla propria conservazione. Fanno dunque scoperte, ma ne fanno solo perché confrontano: inventano dunque. Perfezionano anche: infatti, agli inizi, non sanno tutte queste cose come le sanno quando hanno maggiore esperienza.
  • Quando lo crediamo completamente occupato a giocare, è la natura, in verità, che gioca con l'animale, per istruirlo.
  • Se le bestie sentono, sentono come noi.
  • Tuttavia, quando si fanno vedere i rapporti che intercorrono tra le nostre operazioni e quelle delle bestie, ci sono uomini che si spaventano. Credono che si confondano gli uomini con le bestie; e alle bestie rifiutano il sentimento e l'intelligenza, sebbene non possano rifiutare né gli organi che ne sono il principio meccanico, né le azioni che ne sono gli effetti.

Charles Darwin[modifica]

Una figura da L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali. «La parte del corpo che cerca le carezze e che le fa è sempre quella più sensibile. Se tutto il corpo e i fianchi sono sensibili, in tutta la loro lunghezza, l'animale serpeggia e striscia sotto le carezze; e queste ondulazioni si propagano lungo i muscoli analoghi dei segmenti fino alle ultime parti della colonna vertebrale; la coda si piega e si agita». (Gratiolet)
  • Gli animali inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini.
  • La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.
  • La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti.
  • Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.
    [...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto.
  • Tutti gli animali sentono la meraviglia, e molti mostrano curiosità. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo.
  • Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle scimmie. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati.

Friedrich Engels[modifica]

  • L'animale si limita a usufruire della natura esterna, e apporta ad essa modificazioni solo con la sua presenza; l'uomo la rende utilizzabile per i suoi scopi modificandola: la domina.
  • Presso tutte le bestie ha luogo, in misura elevata, lo spreco del nutrimento, e con esso l'uccisione in germe del nuovo nutrimento. Il lupo non risparmia, come fa il cacciatore, la femmina del capriolo, che gli deve fornire nel prossimo anno i piccoli. [...] Questa «depredazione» propria delle bestie riveste un importante ruolo nella graduale trasformazione delle specie animali, in quanto le costringe ad assuefarsi a un nutrimento diverso dal loro abituale: con ciò nuovi composti chimici entrano nel loro sangue, e tutta la costituzione dell'organismo si altera a poco a poco, finché si estinguono le vecchie specie nelle forme in cui si erano una volta fissate.
  • Quel poco che le bestie, anche le più sviluppate, hanno da comunicarsi se lo possono comunicare anche senza linguaggio articolato. Nessuna bestia allo stato di natura sente come una mancanza il fatto di non parlare o di non poter comprendere il linguaggio umano. Le cose stanno in modo del tutto diverso per le bestie che sono state addomesticate dall'uomo [...]. Chi ha avuto consuetudine con queste bestie non si sottrae facilmente all'idea che ci siano parecchi casi nei quali esse, adesso, sentono come una mancanza la loro incapacità di parlare.

Ludwig Feuerbach[modifica]

  • È vero che la natura ha fatto dell'uomo il signore degli animali, ma non gli ha dato soltanto le mani per domarli, ma anche occhi ed orecchi per ammirarli. Quella libertà che all'animale viene strappata dalla mano crudele gli viene restituita dalle orecchie e dagli occhi pietosi. L'amore dell'arte scioglie le catene nelle quali l'egoismo dell'industria umana ha serrato gli animali.
  • Forse che l'uomo abbandonato e respinto non trova nella fedeltà dell'animale, e in questa soltanto, un compenso per l'ingratitudine, la doppiezza e la perfidia del suo prossimo? L'animale non esercita forse sul cuore infranto dell'uomo una salutare influenza conciliatrice? Non c'è forse alla base del culto degli animali anche un senso buono e ragionevole? E non è possibile che ci sembri ridicolo solo perché noi siamo caduti in una idolatria di altro genere?
    Non è l'animale che, nella favola, parla al cuore del fanciullo?
  • Non dai vertici, ma dalle profondità della natura viene tutto ciò che sostiene l'uomo nel suo agire conscio e volontario [...].
    Queste entità ausiliatrici, questi spiriti tutelari erano, in particolare, gli animali. Solo per mezzo degli animali l'uomo si sollevò sopra lo stato animale. Solo sotto la loro protezione e con la loro assistenza poté prosperare la messe della civiltà umana. [...]
    Da questa importanza che gli animali avevano per l'uomo, soprattutto agli inizi della civiltà, trae la sua piena giustificazione il culto di cui essi erano oggetto. Per l'uomo gli animali erano indispensabili, necessari; da essi dipendeva la sua esistenza umana.

Jonathan Safran Foer[modifica]

  • Chiedersi «che cos'è un animale?» – o, aggiungerei, leggere a un bambino la storia di un cane o difendere i diritti degli animali – vuol dire andare inevitabilmente a toccare la nostra interpretazione di ciò che significa essere noi e non loro. Vuol dire chiedersi: «che cos'è un essere umano?»
  • Chiunque lasci intendere che esista una simbiosi perfetta tra l'interesse dell'allevatore e quello degli animali probabilmente sta cercando di venderti qualcosa (e non è fatta di tofu).
  • Gli altri animali possiedono i nostri stessi cinque sensi. E sempre più capiamo che hanno bisogni emotivi, psicologici e comportamentali che l'evoluzione ha creato in loro proprio come in noi. [...] Trascurare le ovvie implicazioni morali di queste somiglianze è facile al mondo d'oggi: è comodo, vantaggioso e frequente. È anche sbagliato.
  • Non serve né un filosofo, né un religioso per capire quanto soffrano gli animali.
  • Recenti ricerche interdisciplinari nel campo delle scienze umane hanno riscontrato una strabiliante quantità di modi in cui la nostra interazione con gli animali riflette o plasma la nostra comprensione di noi stessi.

Margherita Hack[modifica]

  • Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.
  • Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devon considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.
  • Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi riconosco. Son tanto simili a noi.

Paul Henri Thiry d'Holbach[modifica]

  • Gli uomini [...] invece d'inorgoglirsi, male a proposito, per le loro facoltà mentali, non saranno costretti ad ammettere che spesso quelle facoltà li rendono più infelici delle bestie, nelle quali non troviamo né le credenze, né i pregiudizi, né le vanità, né le follie che mettono continuamente a dura prova il benessere dell'uomo?
  • L'animale non è impressionato dagli stessi oggetti che fanno colpo sull'uomo. Non ha né gli stessi bisogni, né gli stessi desideri, né le stesse fantasie. Giunge molto rapidamente alla maturità, mentre nulla accade più raramente che vedere lo spirito umano godere completamente delle sue facoltà, esercitarle liberamente, farne un uso conveniente per la propria felicità.
  • Le sragionevolezze umane, a chi le esamini con gli occhi della ragione, fanno dileguare ben presto la superiorità che, tanto arbitrariamente, l'uomo si arroga sugli altri animali.
    Quanti animali mostrano più bontà, riflessione e ragionevolezza dell'animale che si considera ragionevole per antonomasia! [...] Si sono mai viste delle bestie feroci della stessa specie darsi appuntamento nelle pianure per sbranarsi e annientarsi senza alcun vantaggio? Si sono forse viste scoppiare guerre di religione tra gli animali?

David Hume[modifica]

  • Dalla somiglianza delle azioni esteriori degli animali con quelle che noi stessi compiamo, possiamo inferire che quelle interiori assomigliano anch'esse alle nostre.
  • È evidente che la simpatia, ovvero il comunicarsi delle passioni, si riscontra tra gli animali non meno che tra gli uomini. Frequentemente gli animali si comunicano l'un l'altro la paura, la collera, il coraggio [...]. Ed è degno di attenzione il fatto che sebbene quasi tutti gli animali adoperino, giocando, la stessa parte del corpo che usano per combattere [...], pur tuttavia essi evitano con la massima attenzione di fare del male ai propri compagni, anche quando non abbiano nulla da temere dal loro rancore; tutto ciò rappresenta una chiara prova della sensibilità che le bestie possiedono per il dolore e il piacere reciproco.
  • L'orgoglio e l'umiltà non sono soltanto passioni umane, ma si estendono a tutta la creazione animale.
  • Subito dopo il ridicolo di negare una verità evidente, c'è quello di darsi molta pena per difenderla, e nessuna verità appare più evidente di questa: gli animali sono dotati di pensiero e di ragione come gli uomini. Gli argomenti in questo caso sono così ovvi che non sfuggono nemmeno alla persona più stupida e ignorante.

Immanuel Kant[modifica]

  • I nostri doveri verso gli animali sono indirettamente doveri verso l'umanità.
  • L'uomo deve mostrare bontà di cuore già verso gli animali, perché chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini. Si può conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta le bestie.
  • Quanto più ci si dedica all'osservazione degli animali e del loro comportamento, tanto più si prova amore per essi, al vedere quante cure essi riservino ai loro piccoli.

Julien Offray de La Mettrie[modifica]

  • Dagli animali all'uomo la transizione non è violenta: i veri filosofi ne converranno. Che cos'era l'uomo prima dell'invenzione delle parole e della conoscenza delle lingue? Un animale appartenente alla specie umana, che con molto meno istinto naturale degli altri, di cui allora non si credeva re, si distingueva dalla scimmia e dagli altri animali solo come la scimmia si distingue da questi ultimi, cioè grazie a una fisionomia esprimente maggior discernimento.
  • Malgrado tutti questi vantaggi che l'uomo ha sugli animali, è ancora un onore per lui metterlo nella loro stessa classe. È d'altronde innegabile che fino ad una certa età egli è più animale di loro perché nascendo porta con sé un minore istinto. Qual è l'animale che morirebbe di fame in mezzo ad un fiume di latte? Solo l'uomo. [...]
    Egli si nasconde come se si vergognasse di provare il piacere e di esser fatto per la felicità, mentre gli animali si gloriano di essere cinici. Privi di educazione, essi sono privi anche di pregiudizi.
  • Non mi si obietti che gli animali sono nella maggior parte esseri feroci, incapaci di sentire il male che fanno. Forse che tutti gli uomini sanno distinguere meglio i vizi e le virtù? [...] Gli uni e gli altri possono essere più o meno feroci per temperamento, e lo divengono ancor più a contatto con coloro che lo sono. Ma un animale dolce, pacifico, che vive con altri animali simili e si ciba di alimenti dolci sarà nemico del sangue e della carneficina, e arrossirà nel suo interno per averne versato: forse con questa differenza da noi, che siccome in lui tutto è sacrificato ai bisogni, ai piaceri e ai comodi della vita di cui gode più di noi, i suoi rimorsi non sembra debbano essere altrettanto vivi dei nostri.

Gottfried Wilhelm von Leibniz[modifica]

  • Come oggi parecchi autorevoli ricercatori hanno stabilito che, già prima della concezione, gli animali si trovano nascosti nei semi sotto la forma di animaletti invisibili, sicché la generazione dell'animale non è altro che un'evoluzione ed un accrescimento, e perciò l'animale naturalmente non comincia, ma si trasforma; così è ragionevole che ciò che naturalmente non comincia, naturalmente non finisca, onde la morte non è che un'involuzione e diminuzione dell'animale che, dallo stato di animale grande, ritorna a quello di animale piccolo.
  • Il ragionamento vero e proprio dipende dalle verità necessarie od eterne, come son quelle della logica, dell'aritmetica, della geometria, che costituiscono la connessione indubitabile delle idee, e le conseguenze che non possono mancare. Gli animali che non colgono tali connessioni sono chiamati bestie; quelli, invece, che conoscono le verità necessarie, son propriamente coloro che vengono chiamati animali ragionevoli, e le loro anime son dette spiriti.
  • Secondo l'opinione comune le anime delle bestie periscono; e, secondo i Cartesiani, non v'è che l'uomo il quale abbia veramente un'anima, ed abbia anche percezione ed appetito; opinione che non sarà mai approvata, ed in cui s'è caduti perché s'è visto che bisognava, o riconoscere alle bestie anime immortali, o confessare che l'anima dell'uomo potesse essere mortale.

Leonardo da Vinci[modifica]

Un ermellino dipinto da Leonardo (dettaglio della Dama con l'ermellino)
  • Gli animali sono esemplo de la vita mondiale.
  • L'omo e li animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura di animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione.
  • L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero.
  • Uscirà dalla terra animali vestiti di tenebre, i quali, con maravigliosi assalti, assaliranno l'umana generazione, e quella da feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata.

Konrad Lorenz[modifica]

  • Come l'origine dell'uomo è passata attraverso la condizione animale, così la chiave della comprensione dell'uomo passa attraverso la conoscenza degli animali.
  • Gli animali ci aiutano a ristabilire quell'immediato contatto con la sapiente realtà della natura che è andato perduto per l'uomo civilizzato.
  • Il nostro amore per loro si misura proprio dai sacrifici cui siamo disposti a sobbarcarci.
  • Purtroppo gli animali superiori hanno una capacità e una tendenza a combinar disastri direttamente proporzionale alla loro intelligenza.
  • Quando ci sentiamo toccati emotivamente dal comportamento di un animale, ciò è sicuro indicatore del fatto che abbiamo scoperto intuitivamente una somiglianza tra comportamento animale e umano. [...] L'accendersi della nostra risposta emotiva, della nostra «commozione» è dunque un segno certo di una forte somiglianza tra comportamento animale e comportamento umano.
  • Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una coscienza. L'uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva.

Danilo Mainardi[modifica]

  • Esistono animali che si assomigliano senza essere parenti: vivendo nello stesso ambiente tendono evolutivamente pian piano ad assomigliarsi.
  • Nessun rito vale la sofferenza d'un singolo animale.
  • Non c'è animale, se conosciuto, che non sia bello.
  • Quando capiremo, a fatti e non a parole, che le scelte esercitate contro gli animali sono anche scelte contro di noi?

Piero Martinetti[modifica]

Un Paradiso con animali, dipinto da Bruegel il Vecchio. «Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l'apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni». (Giorgio Celli)
  • Anche gli animali sono capaci di moralità, di affetto, di riconoscenza: anch'essi godono e soffrono ed esprimono coi mezzi più suggestivi i sentimenti che essi provano: il dolore delle bestie perseguitate a morte, delle madri ferite che supplicano per i loro figli, ha qualche cosa di umano.
  • Gli animali partecipano dunque dell'intelligenza e della ragione, ossia della natura umana: sono esseri affini a noi e il presentimento pietoso non ci inganna quando nei loro occhi leggiamo l'unità profonda che ad essi ci lega.
  • Il problema dell'avvenire spirituale si riferisce a tutti i principi senzienti che sono nel mondo sensibile; il riferire all'uomo questo privilegio è un grossolano antropocentrismo. [...] sotto l'aspetto morale la rassegnazione e la mitezza con cui l'animale sopporta il suo destino può stare a pari di qualunque valore morale umano. [...] Se le sofferenze inique e crudeli a cui una gran parte degli animali è soggetta non avessero alcun senso, ciò sarebbe nel più alto grado inconciliabile con la giustizia e la bontà divina. [...] Questo solo sappiamo; che ciò che era degno di vivere, vivrà.
  • L'animale non è puramente istintivo, la sua vita non è un semplice meccanismo d'istinti. [...] Resta sempre un elemento di spontaneità. [...] Ogni animale ha in maggiore o minor misura una certa spontaneità, un'intelligenza individuale, che del resto è stata l'origine prima degli istinti stessi.
  • Negli animali non soltanto l'attività, ma gli stessi atteggiamenti, i gesti, la fisionomia tradiscono l'espressione di una vita interiore: una vita forse estremamente diversa e lontana dalla nostra, ma in ogni modo ha anch'essa il carattere della coscienza e non può essere ridotta ad un semplice meccanismo fisiologico.

Jeffrey Moussaieff Masson[modifica]

  • Benché gli animali non scrivano autobiografie, come le intendiamo noi, è possibile scriverne la biografia. Essi sono individui e membri di gruppi, con storie complesse che hanno luogo in un mondo concreto, e che implicano un gran numero di stati emozionali complessi. Sono esseri senzienti che hanno una percezione emozionale di tutta la loro vita, esattamente come noi.
  • Ci sono persone che hanno sofferto molto e che sembrano possedere una conoscenza dei recessi del sentimento umano irraggiungibili a tutti gli altri. Forse vorrebbero condividerla, ma spesso noi non siamo in grado di ascoltare. Stranamente gli animali mi danno la stessa impressione.
  • Gli animali piangono. O almeno emettono suoni che esprimono dolore o sofferenza, e in molti casi sembrano chiedere aiuto.
  • Gli animali sono, come noi, specie in pericolo di estinzione su un pianeta minacciato, e noi siamo quelli che minacciano l'esistenza di quelle specie e di noi stessi. Gli animali sono esseri innocenti che soffrono in un inferno creato da noi. Noi dobbiamo, quanto meno, astenerci dal danneggiarli oltre. Se non altro, potremmo lasciarli in pace.
    Quando gli animali non saranno più colonizzati da noi e considerati di nostra proprietà, noi potremo cercare di stabilire un rapporto con i nostri vicini nell'evoluzione. Potrà forse allora essere realizzata l'antica speranza di un più profondo legame emozionale al di là dei confini di specie, di più stretti rapporti e di una maggiore partecipazione in un regno di sentimenti che sono oggi al di là della nostra immaginazione.

Jean Meslier[modifica]

  • Benedette siano le nazioni che trattano benignamente e favorevolmente gli animali, che compatiscono le loro miserie e i loro dolori. Maledette siano le nazioni che li trattano crudelmente, che li tirannizzano, che amano spargere il loro sangue, che sono avide di mangiare la loro carne.
  • Come sarebbe ridicolo affermare che gli animali non vivono, col pretesto che la loro vita non è né rotonda né quadrata, ugualmente è ridicolo sostenere che essi non hanno conoscenze e sensazioni col pretesto che le loro conoscenze e sensazioni non possono essere cose rotonde o quadrate; e così i cartesiani si rendono ridicoli, quando, servendosi di un pretesto così sciocco e basandosi su motivazioni tanto inconsistenti, affermano che gli animali mangiano senza provare alcun piacere, gridano senza sentir dolore, non sanno niente, non desiderano niente, non temono niente. L'esperienza dimostra chiaramente il contrario.
  • È una crudeltà, una barbarie uccidere, accoppare, sgozzare animali che non fanno niente di male; essi sono sensibili al male e al dolore come noi, malgrado ciò che dicono vanamente, falsamente e ridicolmente i nostri nuovi cartesiani che guardano a loro come pure macchine senz'anima e senza alcun sentimento [...]. Ridicola opinione, massimamente perniciosa, detestabile dottrina che tende manifestamente a soffocare nel cuore degli uomini tutti i sentimenti di bontà, di dolcezza e di umanità che potrebbero avere per questi poveri animali.

Michel de Montaigne[modifica]

  • Bisogna che osserviamo la parità che c'è fra noi [e le bestie]. Noi comprendiamo approssimativamente il loro sentimento, così le bestie il nostro, pressappoco nella stessa misura. Esse ci lusingano, ci minacciano e ci cercano; e noi loro.
    Del resto, vediamo in modo evidente che c'è fra loro una piena e totale comunicazione, e che esse si capiscono fra loro, non solo quelle della stessa specie, ma anche quelle di specie diverse.
  • Esse hanno parecchie qualità che si avvicinano alle nostre; da queste, per confronto, noi possiamo trarre qualche congettura; ma quello che è loro particolare, come possiamo sapere che cosa sia?
  • La presunzione è la nostra malattia naturale e originaria. [...] È per la vanità di questa stessa immaginazione che egli [l'uomo] si uguaglia a Dio, che si attribuisce le prerogative divine, che trasceglie e separa se stesso dalla folla delle altre creature, fa le parti agli animali suoi fratelli e compagni, e distribuisce loro quella porzione di facoltà e di forze che gli piace. Come può egli conoscere, con la forza della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi deduce quella bestialità che attribuisce loro?
  • Le bestie hanno ragione a considerare noi bestie, come noi le consideriamo.
  • Noi constatiamo ampiamente, nella maggior parte delle loro opere, quanta superiorità abbiano gli animali su di noi, e quanto la nostra arte sia insufficiente a imitarli.
  • Per cui è chiaro che non è per un vero ragionamento, ma per una folle superbia e ostinazione che noi ci mettiamo al di sopra degli altri animali e ci isoliamo dalla loro condizione e compagnia.

Desmond Morris[modifica]

  • Gli animali combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare.
  • La prima legge sull'attrazione degli animali [da parte dei bambini] dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito."
  • Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'aggressività è il predominio, non la distruzione.

Friedrich Nietzsche[modifica]

  • Anche quel senso della verità, che in fondo è il senso della sicurezza, l'uomo l'ha in comune con l'animale: non ci si vuol lasciar ingannare, non si vuol esser tratti in errore da noi stessi, si presta un diffidente ascolto all'esortazione delle proprie passioni, ci si domina e si rimane in agguato contro se stessi; tutto questo l'animale lo comprende parimenti all'uomo, anche in lui il dominio di sé si sviluppa dal senso del reale (dalla saggezza). Parimenti l'animale osserva gli effetti che esercita sulla rappresentazione di altri animali, e da lì impara a rivolgere il suo sguardo indietro su se stesso, a considerarsi «oggettivamente»; così ha il suo grado di autocoscienza. L'animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le loro peculiarità, su queste si regola.
  • Gli uomini più profondi hanno sempre provato compassione per gli animali.
  • Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro eguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice.

Porfirio[modifica]

  • Dopo il parto ogni animale netta il suo piccolo come se stesso. L'osservazione dimostra che gli animali sono sempre in ordine e si presentano a colui che li nutre con manifestazioni di gioia, sapendo riconoscere il proprio padrone e denunciare l'uomo malevolo. E chi non sa quale rispetto della giustizia verso gli altri si ritrovi fra gli animali che vivono in società, tra le formiche, le api e i loro simili?
  • Gli animali sembrano possedere una sensibilità ben superiore alla nostra.
  • La natura [...] li ha resi bisognosi degli uomini, e gli uomini bisognosi degli animali, inscrivendo nella loro natura il dovere di giustizia verso gli uomini, e negli uomini il dovere di giustizia verso di loro. E se ve ne sono che attaccano l'uomo, di questo non c'è da stupirsi; perché è vero, come dice Aristotele, che se il cibo fosse offerto agli animali a profusione, essi non sarebbero feroci né tra loro né verso di noi, i loro odi e le loro amicizie derivano solo dalla necessità di assicurarsi il nutrimento, ancorché limitato allo stretto necessario, e lo spazio vitale.
  • Ma un solo vizio è loro sconosciuto, la malevolenza per colui che si manifesta loro amico: essi rispondono sempre con una amicizia assoluta. E tanto grande è la loro fiducia nell'uomo benevolente, che lo seguono dovunque li conduca, fosse anche al sacrificio o a un pericolo manifesto.
  • [Gli egizi] seppero bene che dio era passato non solo attraverso l'uomo e che l'anima non aveva posto il suo tabernacolo solamente nell'uomo, ma che essa era penetrata quasi in tutti gli animali. Perciò, nel costruire immagini degli dèi, presero assieme all'uomo ogni tipo di animale e mescolarono in qualche modo il corpo dell'uomo con quello di animali o di uccelli. [...] Indicano chiaramente con queste raffigurazioni che gli animali sono uniti fra di loro per volere divino, e che, sia domestici che selvatici, ci sono affini non senza un volere divino.

Hermann Samuel Reimarus[modifica]

  • La percezione sensitiva basta agli animali, in quasi tutti i casi, per conoscere e distinguere gli individui e la loro specie; questa maniera di rappresentarsi gli oggetti ha molte analogie con l'intelligenza umana. La sola percezione sensitiva rende agli animali un servizio per i loro bisogni pari a quello che gli uomini si possono procurare attraverso le conoscenze che sono il frutto della loro intelligenza.
  • Le bestie hanno organi sensibili interamente analoghi ai nostri che rispondono al cervello tramite la vibrazione dei nervi e delle fibre. Dopo aver stabilito che esse ricevono, come noi e attraverso la stessa via, le impressioni che gli oggetti esterni hanno causato sui loro organi, se ne può concludere ch'esse hanno, come noi, la facoltà di rappresentarsi gli oggetti e di condursi secondo gli stessi princìpi che determinano il nostro istinto rappresentativo.
  • Non può esistere alcun animale, come corpo animato e organizzato, che non sia dotato di qualche percezione, e conseguentemente non sia provvisto di organi sensitivi. La sensazione non può assolutamente giungere nei corpi che attraverso le fibre e i princìpi nervosi che rispondono agli occhi, alle orecchie, al naso, alla bocca e alle altre parti del corpo. Bisogna distinguere gli animali perfetti che, come l'uomo, essendo dotato dei cinque sensi, possono toccare, gustare, sentire, intendere e vedere, da quelli che sono privi di uno o più sensi.

Gerolamo Rorario[modifica]

  • Ciò che accade agli uomini accade parimenti agli animali. Inoltre, poiché non invidiano la gloria altrui, non suscitano discordia, non si struggono per l'altrui fortuna. Perciò, dato che non sono gravati da molte malattie dell'anima, vedono più acutamente, valutano in modo più equo, provvedono a se stessi e agli altri più volentieri.
  • E tuttavia noi chiameremo uomini da umanità coloro che si sono comportati sempre in modo truculento nei confronti degli animali? E chiameremo fiere da ferinità coloro che non nuocciono, se non provocati o per fame?
  • Mi ha a lungo tormentato questa opinione – risposi – che spesso gli animali siano più razionali dell'uomo e che nulla ci sia stato elargito che non sia stato dato anche ad essi. [...] che cosa fa sì che gli animali selvatici siano più forti degli uomini poiché combattono senza inganno e senza frode e muoiano combattendo piuttosto che ritirarsi per paura? o più temperanti, poiché la cornacchia osserva la vedovanza per nove anni?

Arthur Schopenhauer[modifica]

Una coppia di gruccioni. «Due begli uccelli, l'un l'altro compagno, abitano assieme sul medesimo albero. L'uno si ciba del dolce frutto del pippala, l'altro, senza mangiare, con lo sguardo tutto abbraccia». (Muṇḍaka Upaniṣad)
  • Gli animali sono, assai più di noi, soddisfatti per il semplice fatto di esistere [...]. Questa dedizione totale al presente, propria degli animali, è la precipua causa del piacere che ci danno gli animali domestici.
  • Il bramanesimo e il buddismo, fedeli alla verità, riconoscono decisamente la palese parentela dell'uomo, come in generale con l'intera natura, così anzitutto con la natura animale e, mediante la metempsicosi e in altri modi, rappresentano l'essere umano come collegato strettamente con il mondo degli animali.
  • Nessun essere, eccetto l'uomo, si stupisce della propria esistenza; per tutti gli animali essa è una cosa che si intuisce per se stessa, nessuno vi fa caso. Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura; perché in essi la volontà e l'intelletto non si sono ancora distaccati abbastanza l'uno dall'altro per potersi, al loro reincontrarsi, stupirsi l'uno dell'altra.
  • Oggi si stanno formando dovunque in Europa e in America, delle società di protezione degli animali, le quali sarebbero per tutta l'Asia incirconcisa la cosa più superflua del mondo, essendoché ivi la religione protegge sufficientemente gli animali e li fa anzi oggetto di beneficenza positiva [...]. Si veda invece con quale inaudita malvagità la nostra plebe cristiana si comporta verso gli animali, uccidendoli senza scopo ed anche solo per sollazzo [...]. Ben si potrebbe dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli animali le anime tormentate.
  • Si ha pietà di un peccatore, di un malfattore, ma non di un innocente e fedele animale che spesso procura il pane al suo padrone e non riceve che misero foraggio. «Aver pietà»! Non già pietà, ma giustizia si deve all'animale!

Albert Schweitzer[modifica]

  • Fin dalla mia più tenera infanzia ho sentito il bisogno di avere compassione per gli animali. Ancor prima di andare a scuola non riuscivo a capire perché, nella preghiera della sera, dovevo pregare soltanto per delle persone. Per questo, dopo che mia madre mi aveva fatto ripetere la preghiera e mi aveva dato il bacio della buona notte, in segreto aggiungevo una preghiera per tutti gli esseri viventi, composta da me. Diceva così: «Buon Dio, proteggi e benedici tutto ciò che ha respiro, difendili da ogni male e fa' che dormano tranquilli».
  • Il Movimento per la protezione degli animali, sorto durante la mia giovinezza, ebbe una grande influenza su di me. Finalmente c'era qualcuno che osava sostenere in pubblico che la compassione per gli animali è qualcosa di naturale, che fa parte della vera umanità, e che non è necessario tener nascosti i propri sentimenti di fronte a questa consapevolezza.
  • L'etica del rispetto per la vita [...] ci induce ad unirci nella ricerca di occasioni che diano un qualche aiuto agli altri animali, per compensare la grande quantità di sofferenza che essi ricevono da noi.
  • Verrà un momento in cui l'opinione pubblica non tollererà più divertimenti basati sul maltrattamento e l'uccisione degli animali.
  • Voi, però, tenete gli occhi aperti: non perdete occasione di essere misericordiosi. Perciò, non ignorate con noncuranza il povero insetto caduto in acqua, ma pensate che cosa significhi lottare per non affogare. Aiutatelo dunque [...]; e se poi si pulirà le ali, vi mostrerà qualcosa di meraviglioso: la fortuna di aver tratto in salvo la vita [...]. Il verme smarrito sulla terra dura muore perché non può penetrarvi. Voi deponetelo su un terreno ricco o sull'erba: «Ciò che avrete fatto a uno di questi piccoli, l'avrete fatto a me».[6] Queste parole di Gesù si applicano a ogni nostra azione nei confronti delle creature inferiori.

Lucio Anneo Seneca[modifica]

  • Agli animali è concesso soltanto il presente, che è brevissimo [e] fugace: del passato hanno un vago ricordo, che può essere richiamato alla loro memoria solo dall'impatto con le cose presenti.
  • Anche gli animali ancora in tenera età e appena usciti dall'utero materno o dall'uovo sanno subito che cosa può essere pericoloso ed evitano ciò che può essere causa di morte: quelli che sono preda degli uccelli rapaci ne temono anche l'ombra, quando questi passano in volo. Nessun animale viene alla luce senza la paura della morte.
  • Ci chiedevamo se tutti gli animali abbiano coscienza della loro natura. Che l'abbiano appare chiaro soprattutto dal fatto che muovono le membra in modo appropriato e prontamente, come se esse fossero addestrate a tale scopo; non c'è nessuno che sia privo della capacità di muoversi agilmente. L'artigiano maneggia con facilità i suoi attrezzi, il pilota muove con abilità il timone, il pittore distingue rapidamente i colori che si è messo davanti in gran numero e varietà per fare un ritratto, e passa facilmente con lo sguardo e con le mani dalla cera all'opera: così l'animale è agile in ogni sua attività.
  • Noterai che nessun animale tiene in poco conto il suo corpo o si disinteressa di esso. Anche quelli più stupidi e sciocchi, per quanto siano tardi in tutto il resto, sono ben svegli quando si tratta della loro vita.
  • Perché, ti domando, alimenti ed eserciti le forze fisiche? La natura le ha concesse in misura maggiore agli animali domestici e alle fiere. Perché curi tanto il tuo aspetto esteriore? Per quanto tu ti dia da fare, sarai vinto in bellezza dai muti animali.

Peter Singer[modifica]

  • I segni del comportamento e il fatto di sapere che la struttura biologica degli animali è simile alla nostra costituiscono insieme la dimostrazione adeguata che gli animali soffrono.
  • Noi non «amavamo» gli animali: semplicemente volevamo che venissero trattati come gli esseri sensibili e indipendenti che sono, e non come mezzi per i fini umani – come era stato trattato il maiale la cui carne era adesso nei panini della nostra ospite.
  • Raramente ci soffermiamo a riflettere che l'animale che uccide con meno ragioni per farlo è l'animale umano. Consideriamo feroci i leoni e i lupi perché uccidono; ma essi devono uccidere, o morire di fame. Noi uccidiamo gli altri animali per divertimento, per soddisfare la nostra curiosità, per adornare il nostro corpo, per compiacere il nostro palato.
  • Un animale può soffrire di più proprio a causa della sua limitata capacità di comprensione.

Teofrasto[modifica]

  • [Gli egizi] sono così lontani dall'uccidere uno solo degli animali, ch'essi fanno delle loro figure immagini degli dèi perché li considerano prossimi e apparentati agli dèi e agli uomini.
  • Sotto tutti i rapporti, dunque, la razza degli altri animali ci è apparentata ed è la stessa della nostra; poiché i mezzi di sussistenza sono gli stessi per tutti come l'aria che respirano, secondo Euripide, e un sangue rosso scorre in tutti gli animali e tutti mostrano d'avere in comune per padre il cielo e per madre la terra.
  • Tutti gli uomini, ma anche tutti gli animali sono della stessa razza, perché i princìpi dei loro corpi sono per natura gli stessi (parlando così non mi riferisco ai primi elementi dai quali provengono le piante, ma penso alla pelle, alle carni, a quel genere di umori inerenti agli animali), e ancor più perché l'anima che è in loro non è diversa per natura in rapporto agli appetiti, ai movimenti di collera, ai ragionamenti e soprattutto alle sensazioni.

Lev Tolstoj[modifica]

  • La compassione per gli animali è la più preziosa qualità dell'uomo e io (come uomo) sono tanto più felice quanto più la sviluppo in me.
  • Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella vecchiaia diventano più buoni.
  • Quando un uomo vede un animale che muore, lo prende un senso d'orrore: ciò che anche lui è – la sua essenza – sta evidentemente distruggendosi davanti ai suoi occhi, sta cessando di esistere. (Guerra e pace)

Voltaire[modifica]

  • Che vergogna, che miseria, aver detto che le bestie sono macchine prive di conoscenza e sentimento, che fanno sempre tutto ciò che fanno nella stessa maniera, che non imparano niente, non si perfezionano, ecc. ecc.!
  • L'animale ha ricevuto le facoltà del sentimento, della memoria, e di un certo numero di idee. Chi gliele ha date? Colui che ha fatto crescere l'erba dei campi e gravitare la terra intorno al sole.
  • Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremmo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno.
  • Ma chi fa funzionare il soffietto degli animali: chi li fa respirare? Ve l'ho già detto: colui che fa muovere anche gli astri. Il filosofo che dichiarò: Deus est anima brutorum,[7] aveva ragione; ma doveva andare più in là.

Thomas Willis[modifica]

  • Alcuni animali bruti sono ammaestrati dall'esempio, dall'imitazione, dal modo di agire di animali della stessa o di diversa specie a compiere azioni eccellenti.
  • Di fatto molte azioni dei bruti che suscitano la nostra meraviglia, la prima volta sono state da essi compiute per caso; poi, ripetute più volte diventano loro abitudine, e ciò sembra dimostrare una maggiore sagacità e interesse.
  • Le bestie sono dotate nel loro cuore di molti altri tipi di capacità e di qualità che noi dobbiamo acquistare con lo studio. E di fatto se guardiamo le capacità naturali proprie degli animali ci sarà lecito scoprire delle capacità dello stesso tipo in certa misura in tutti. La maggior parte di essi infatti, pur nata da poco, ricerca, senza alcuna guida i rimedi contro la fame e il freddo e li adotta avidamente. Da adulti poi, sia pur osservati attentamente da alcuni del branco, senza alcun consigliere, ma seguendo semplicemente l'esempio, compiono spontaneamente le azioni peculiari della propria specie. [...] tanto che Plinio dice che dobbiamo vergognarci del fatto che tutti gli animali abbiano appreso da loro stessi quali sono le erbe medicinali tranne l'uomo.

Claude Yvon[modifica]

  • Basta appena osservare il loro comportamento per cogliere l'esistenza di un istinto sociale evidente tra quelli appartenenti ad una stessa specie, e a volte perfino a specie diverse; sembrano intendersi, agire d'accordo, concorrere ai medesimi disegni; corrispondono con gli uomini, [...] rispondono alle adulazioni e carezze. Anzi, giacché dobbiamo qui lasciar da parte tutte le meraviglie dell'istinto, vediamo che gli animali eseguono azioni spontanee, nelle quali compare un simulacro di ragione e di libertà, tanto più esplicito quanto meno tali azioni sono uniformi, più differenziate, più singolari, più impreviste e disposte immediatamente all'occasione presente.
  • Che cosa notiamo in loro? Azioni coerenti, ragionate, che esprimono un senso e rappresentano le idee, i desideri, gli interessi, i disegni di qualche essere particolare. È ben vero che i bruti non parlano; e questa differenza tra essi e l'uomo gioverà tutt'al più a provare che non hanno, come l'uomo, idee universali, né costruiscono ragionamenti astratti. Ma agiscono coerentemente: ciò prova che posseggono un sentimento di sé e un interesse individuale, principio e scopo delle loro azioni.
  • Noi siamo certi che v'è nelle bestie un principio pensante e senziente; tutte le azioni che noi le vediamo eseguire fanno supporre tale principio: dunque abbiamo buone ragioni per attribuirlo loro, nonostante l'opposta possibilità che ci viene obiettata.
  • Se le bestie sono mere macchine, Dio c'inganna: quest'argomento è il colpo di grazia contro l'ipotesi delle macchine.

Modi di dire[modifica]

Animali di varie specie. «Dall'elefante alla pulce, e dalla pulce alla molecola sensibile e vivente, che costituisce l'origine di ogni cosa, non c'è un punto in tutta la natura che non soffra o non goda». (Denis Diderot)
Un animale con molte gambe, ovvero: il governo popolare.
  • To make a beast of oneself. (Inglese)
Ridursi come una bestia, abbrutirsi.

Italiani[modifica]

Milanesi[modifica]

  • Animal de l'Africa o del preseppi.[13]
  • Bestia bólgironna.[14]
  • L'è ón omm bestial.[15]

Proverbi[modifica]

  • Chi vuol fare l'angelo, fa la bestia. (Francese)
  • Con tutte le piante e con tutti gli animali saremo fratelli. (Nativo americano)
  • Se tu parli agli animali loro anche ti parleranno, così vi conoscerete. Se non parli agli animali, non li conoscerai mai. E ciò che non conosci lo temerai sempre. Ciò che si teme, si distrugge. (Indiano)
  • Tutti gli animali sono mesti dopo il coito. (Latino)

Africani[modifica]

  • Gli attacchi delle bestie feroci non si respingono a mani nude.
  • L'orfano è al di sotto degli animali. (Baulé)
  • Un animale che non sa arrampicarsi sugli alberi non dovrebbe affidare i propri soldi a una scimmia.

Cinesi[modifica]

  • Chi non conosce il passato e il presente della propria nazione è solo un animale in vesti di uomo.
  • Le cime più alte degli alberi vengono raggiunte dagli animali più intelligenti, le aquile, e dagli animali che strisciano, i serpenti.
  • Quando vivono a lungo insieme gli animali finiscono per amarsi, gli uomini per odiarsi.
  • Tale l'uomo, tali sono le sue bestie.

Italiani[modifica]

  • Anche le bestie le ha fatte il Signore.
  • Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro.
Andar bestia e tornar bestia è tutt'uno. (Giulio Cesare Croce)
  • Buona greppia, buona bestia.
  • Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.
  • Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.
  • Le bestie vanno trattate da bestie.
  • Mediocre bestiame ben pasciuto è di maggior vantaggio che molto bestiame mal mantenuto.
  • Ogni animale per non morir s'aiuta.
  • Per Santa Caterina,[16] le bestie fuori dalla cascina.
  • Sol gente di mal'affare, bestie e botte, van fuori di notte.

Marchigiani[modifica]

  • Chi non vole vene a le vestie non vole vene mancu ali cristiani.

Napoletani[modifica]

  • С'o vino рurе 'o saputo addiventa animale.
  • Chi fa 'nu bene pe' ricavarne male, è peggio 'e n'animale.
  • Tre songo le sciorte[17] de l'animale: vegetativo, sensetivo e 'ntellettivo.

Pugliesi[modifica]

  • Ci tène vèstie e fèile me cuntènte rèire.[18]
  • Ricordate ca l'animale tene a rabbia e nu caz de controllu ma tie omu teni la rascione[19] e lu controllu.

Sardi[modifica]

  • Ogni animale si unit cum s'ispecie sua.

Toscani[modifica]

  • Asciutto il piede e calda la testa, e nel resto vivi da bestia.
  • Bella testa è talvolta una malvagia bestia.
  • Chi dice tutto e niente serba, può andar con l'altre bestie a pascer l'erba.
  • Chi non sa comprare compri giovane.[20]
Sulla gioventù non si fece mai male.
Chi bestie sul mercato ha da comprare, giovani scelga, che non può fallare. (Cristoforo Poggiali)
  • D'aprile piove per gli uomini e di maggio per le bestie.
  • È meglio dare e pentire, che tenere e patire.[21]
  • È meglio un garofano che un gambo di pera.[22]
  • Quando il tempo si muta, la bestia starnuta.

Trentini[modifica]

  • San Giorgio dinze, San Marco fora.[23]

Veneti[modifica]

  • Chi maltrata le bestie, maltrata anca i cristiani.
  • Chi no ga cuor per le bestie, no lo ga gnanca per i cristiani.
Veneziani[modifica]
  • Chi no vol ben a le bestie, no vol ben a le persone.
  • La note de l'Epifania tute le bestie parla.
  • Ogni simile ama 'l so simile.[24]

Note[modifica]

  1. Cfr. Deuteronomio: «Se camminando troverai per la via, su un albero o in terra, un nido d'uccelli, con la madre a covarvi i piccoli o le uova, non la prenderai insieme coi piccoli, ma la lascerai andar libera tenendo per te i piccoli, acciò bene te ne venga, e tu abbia lunga vita».
  2. Gli animali – con riferimento, in particolare, agli animali sociali, come le formiche e le api.
  3. Rispetto a quella verso gli umani.
  4. a b Cfr. Etica della reciprocità.
  5. Cfr. Esodo: «Non uccidere».
  6. Cfr. Gesù: «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».
  7. «Dio è l'anima degli animali». La paternità di questa espressione è dubbia.
  8. Riflette il concetto non ancora superato che permette di uccidere un animale in quanto tale e nel modo preferito, senza doverne rendere conto.
  9. Cioè in collera.
  10. Di cosa o persona che suscita forte avversione, antipatia.
  11. Cioè le tendenze e il carattere (con riferimento scherzoso) di una persona con cui si deve trattare.
  12. Cioè senza i conforti religiosi.
  13. Ovvero un «buaccio».
  14. Cioè «buscherona».
  15. Sta per «intrattabile».
  16. Il 25 novembre.
  17. «Tre sono le sorti», ovvero i tipi.
  18. «Chi ha bestie e figli mai contento ride».
  19. «Ma tu, uomo, possiedi la ragione».
  20. Riferito, in particolare, alla compra del bestiame.
  21. Generalmente riferito al bestiame, in quanto tenere per molto tempo una bestia da soma può richiedere gravi costi.
  22. Esorta a comprare bestie grosse.
  23. Fino a San Giorgio (23 aprile) gli animali stanno nei prati, da San Marco (25 aprile) nei pascoli.
  24. Scherzosamente rivolto, in particolare, a chi accarezza un animale.

Voci correlate[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Categoria:Animali.

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