Cary Grant

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Premi Oscar vinti:
Oscar alla carriera (1970)
Cary Grant

Cary Grant, pseudonimo di Archibald Alexander Leach (1904 – 1986), attore statunitense.

Citazioni di Cary Grant[modifica]

  • Archie Leach, il fuggitivo di Bristol, studiò da vicino uomini come Jack Buchanan e Noël Coward e divenne Cary Grant.[1]
  • Divenni attore per il solito motivo: un gran bisogno di piacere e di essere ammirato.[1]
  • È sempre stato il mio problema. Ho sempre cercato di fare colpo su qualcuno. Non pensate che con una macchina nuova, costosa e decappottabile, una camicia con il colletto slacciato, la pipa in bocca per creare un sapiente effetto di nonchalance, sportività, savoir-faire e sofisticatezza avrei dovuto cavarmela abbastanza bene con le donne? Niente del genere. In tutti quegli anni in teatro, per la strada e a New York, circondato da schiere di ragazze attraenti, non sono mai riuscito a comunicare con loro.[1]
  • Mia madre non era una donna felice e io non ero un bambino felice perché mia madre mi soffocava con le sue cure.[1]
  • Non avrei rivisto mia madre per oltre vent'anni. Nel frattempo avevo cambiato nome ed ero diventato un uomo adulto che abitava in America, a migliaia di chilometri di distanza, in California. Quasi tutti nel mondo mi conoscevano di nome o di vista, tranne mia madre.[1]
  • Se fossi rimasto alla Paramount, avrei continuato a prendere i film scartati da Gary Cooper.[2]
  • Sul cinema Jimmy Stewart ebbe lo stesso effetto di Marlon Brando anni dopo.[3]
  • [Su James Stewart] Jimmy aveva l'abilità di parlare con naturalezza. Sapeva che nella vita reale, le persone quando conversano spesso si interrompono a vicenda, e che non è sempre facilissimo formulare un pensiero. Ai tecnici del suono è occorso un po' di tempo per abituarsi, ma ha avuto un impatto enorme. Poi, anni dopo, arriva Marlon e rifà la stessa cosa.[3]
  • [Su James Stewart in una scena di "Scandalo a Filadelfia"] Abbiamo fatto una scena insieme in cui lui era ubriaco... bè, sono rimasto affascinato, mentre lo guardavo – nel film si vede benissimo. Era talmente bravo![3]
  • [Sulla cerimonia degli Oscar ai suoi primi anni] Era una cerimonia privata, no? Niente televisione, niente radio: solo un gruppo di amici che danno un party. Perché vedi, c'è un che di imbarazzante in questo gruppo di gente ricca che si dà premi e si congratula a vicenda. Quando è cominciata ci scherzavamo sopra.[3]
  • [Su Marilyn Monroe] Sembrava davvero timida; ricordo che quando la manodopera dello studio le fischiava dietro, appariva imbarazzata. (Marilyn, p. 132)

Citazioni su Cary Grant[modifica]

  • Era toccato dagli dei. Quando entrava in una stanza, eri costretto a guardarlo. Piaceva agli uomini come alle donne, e questo è incredibilmente raro. (Burt Reynolds)
  • L'unico vero principe di Hollywood. (Marlene Dietrich)

Peter Bogdanovich[modifica]

  • C'era un che di fresco, di scoperto, di spudorato, nel piacere e nella gioia che si rivelavano in quella risata. [...] Era rapido di riflessi e aveva un'eccezionale presenza di spirito. [...] Ed era un fascino che non si può descrivere con le parole: come descrivere la scintilla di gioia malandrina e pericolosa che traluceva da tutto il suo atteggiamento? Le sue movenze da gatto? I suoi occhi umidi d'allegria?
  • Cary è diventato un così raffinato maestro della commedia (sofisticata o francamente comica) che in generale non si fa caso ai suoi talenti drammatici.
  • Una volta disse che anche lui avrebbe tanto desiderato essere Cary Grant. Voleva dire che nessun essere umano al mondo avrebbe potuto incarnare tutte le qualità delle quali il suo personaggio era un esempio o una promessa.

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Geoffrey Wansell, Cary Grant. Tra fascino e ironia la carriera e i film di un perfetto gentiluomo, Gremese, 1996.
  2. Citato in Mariapaola Pierini,Gary Cooper, il cinema dei divi, l'America degli eroi, Le Mani-Microart'S, 2011.
  3. a b c d Citato in Peter Bogdanovich, Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood, Fandango Libri, 2008.

Film[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Mike Evans, Marilyn (Marilyn Handbook, MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
  • Peter Bogdanovich, Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood, traduzione di Roberto Buffagni, Fandango Libri, 2008.

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