Henry Ford
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Henry Ford (1863 – 1947), industriale statunitense e fondatore della casa automobilistica omonima.
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[modifica] Citazionidi Henry Ford
- Quando vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello. (discorrendo con il presidente Alfa Romeo Ugo Gobbato nel 1939[1])
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- Abbiamo bisogno di persone brave, non solo di brave persone.
- C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.
- Che tu creda di potere o di non potere... hai ragione.
- Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo.
- Ciò che definiamo male è semplicemente ignoranza, che batte la testa nelle tenebre.
- Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.
- Il denaro è come un braccio o una gamba: o lo usi o lo perdi.
- Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me.
- La pubblicità è l'anima del commercio.
- L'avvocato è il complice naturale del banchiere.
- Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione.
- Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.
- Non trovare il difetto. Trova il rimedio.
- Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano.
- Piccole macchine piccoli profitti.
- Quello che non c'è non si rompe. [in riferimento alla semplicità con cui era fabbricata la Ford T]
- Solo chi non osa non sbaglia.
- Un affare in cui si guadagna soltanto del denaro non è un affare.
- Un idealista è una persona che aiuta gli altri a prosperare.
- Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.
[modifica] L'ebreo internazionale
- [Gli ebrei sono la] principale fonte della malattia del corpo nazionale tedesco. (Vol. I, p. 22)
- [Gli ebrei sono] una razza che ha resistito a tutti gli sforzi compiuti per il suo sterminio. (Vol. III, p. 170; vol. I, p. 50)
- [Gli anglosassoni, ariani, bianchi europei, anglosassoni-celtici] sono il popolo dominante che nel corso dei secoli è stato scelto per regnare sul mondo. [Serve] l'orgoglio della razza. (Vol. III, p. 50)
- [Il Protocollo dei saggi di Sion è] troppo terribilmente vero per essere una finzione, troppo profondo nella sua conoscenza degli ingranaggi segreti della vita per essere un falso. [...] Non vi è al mondo nulla di più contrastante con la pura razza semita della pura razza germanica. (Vol. I, p. 22)
- Immaginiamo che non vi siano più semiti in Europa. Sarebbe davvero una gran tragedia? Nient'affatto! [...] Un giorno raccoglieranno ciò che hanno seminato. (Vol. IV, p. 169)
[modifica] Note
- ↑ Citato in Griffith Borgeson, Alfa Romeo. I creatori della Leggenda, 1990, Nada Edizioni, Milano.
[modifica] Bibliografia
- Henry Ford, L'ebreo internazionale. Il maggior problema del mondo (The Internation Jew. The World's foremost problem), traduzione di Elisabetta Horvat, in le Monde diplomatique – il manifesto, aprile 2007, p. 19.
[modifica] Voci correlate
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