Luigi Fiacchi

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Luigi Fiacchi detto Clasio (1754 – 1825), religioso, scrittore, poeta, favolista e filologo italiano.

  • La finzion del vizio | A vizio ver declina; A can, che lecca cenere, | Non gli fidar farina. (da Il fanciullo e il gatto, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 599)

La favole e i sonetti[modifica]

  • Che non si vanti de' grand' avi suoi | Chi poi non gli somiglia. (da Il Fumo e la Nuvola)
  • Date ai figli ogni pensiero, | Non al frivolo piacere. (da L'Usignuolo, e la Rondine)
  • L'arte più bella, in che il Dator Sovrano | Dei beni all'uomo è d'imitar concesso, | È di porger benefica la mano | All'infelice dalla sorte oppresso; | Ma chi mercé del beneficio prende | Sua natura a lui cangia, e vile il rende. (da L'Agnello e lo Spino)
  • L'utile sovente | I più schivi allettando ha persuaso. (da Il gatto e il pipistrello)
  • La Pecorella timida e smarrita | All'infuriar della tempesta rea, | Tra l'orror della selva aspra e romita | Senza il dove saper, qua e là correa, | Confondendo talor con lo spietato | Fragor de' tuoni il tremulo belato. || [...] Ma quando poi la Pecorella uscio | Fuori del troppo avviluppato ostello, | Con le punte lo Spino a lei rapio | Molti bei fiocchi del lanoso velie; | Così mercé del beneficio prese, | E l'usata pietà men bella rese. (da L'Agnello e lo Spino)
  • Meglio è morir, se conservar non lice | L'unico ben, che rendemi felice. (da I due susini)
  • [Sulle intenzioni] Potea, non volle, or che vorrìa, non puote. (da I due susini)
  • Potea, non volle, or che vorrìa, non puote. (da I due susini)
  • Quando vi si propone | Troppo grasso partito | Non correte all'invito; | Ché spesso poi si trova | Che lì gatta vi cova. (da L'uccello nel campo dei lacci)
  • Rinfacciare il peccato | Altrui mai non conviene; | Ma rinfacciarlo a chi ti fa del bene, | È da solenne ingrato. (da Il Pellegrino e il Platano)
  • Un giorno la Speranza | per ciaschedun mortale | fece un bel cannocchiale. | Questo, come è d'usanza, | dell'un de' lati suoi | ingrandisce l'oggetto oltremisura, | dall'altro lato poi | mostra piccola e lungi ogni figura. | Se l'uom dal primo lato il guardo gira, | il ben futuro mira; | guarda dall'altro lato, | e vede il ben passato. (da Il cannocchiale della speranza)

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  • Aristotele ci dice, che gli Oratori erano altri entimematici, altri paradigmatici o esemplari-, e con questo voleva significare che alcuni oratori persuadevano colla forza della ragione, servendosi degli entimemi, altri più popolari si contentavano di convincere colla somiglianzà degli esempi.
  • L'Apologo ebbe la sua nascita in Oriente, e può vantare una remotissima antichità. Il capitolo nono del sacro libro dei Giudici ne da un esempio ben luminoso nell'Apologo degli alberi che vogliono scegliersi un Re.
  • Le puerili instituzioni non corrotte da male avvisato consiglio, ma digerite secondo l'ordine della Natura, son quelle che danno la prima mossa al vigore dell'intelletto, e dirigono a lodevole scopo le inclinazioni del cuore. Una gran parte del popolo profitta dei vantaggi dei primi elementi, e ne ritrae quell'abito di ragionare che è necessario alla vita, e quella onestà di carattere, senza di cui non è bastantemente sicura la tranquillità degli stati. Non dee reputarsi pertanto di leggera importanza tutto ciò che riguarda la più estesa istruzione del popolo: e gli stessi spiriti più sublimi, che forniti di ali infaticabili si sollevano all'apice delle Matematiche e ne estendono anco i confini, ma con poco frutto talora della pubblica felicità, non dovrebbero riguardar con disprezzo le minute elementari cognizioni, che servono di salubre pascolo al tenero animo dei fanciulli.

Bibliografia[modifica]

  • Luigi Fiacchi, Le favole e i sonetti, con Elogio di Giovan Battista Zannoni, Pietro Fiaccadori, Parma 1841.

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