Aristotele
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Aristotele (384/3 a.C. – 322 a.C.), filosofo greco.
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[modifica] Citazioni di Aristotele
- Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere una bestia o un dio. (da La politica)
- Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. (da Etica Nichomachea)
- Dunque così Egli è. Ed ha anche vita perché l'atto dell'intelletto è vita ed Egli è quell'atto. E la sua attività che esiste di per sé è la vita migliore ed eterna. Diciamo, infatti, che Dio è vivente, eterno e perfetto, sicché a Dio appartiene una vita continua ed eterna: questo è, dunque, Dio. (da Metafisica, XII 7, 1072 a21-b30)
- È a causa del sentimento della meraviglia che gli uomini ora, come al principio, cominciano a filosofare. (da Metafisica)
- È il valore dell'oggetto proprio della conoscenza quello che determina la superiorità di una scienza, o la sua inferiorità. (da Metafisica)
- È nella natura del desiderio di non poter essere soddisfatto, e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo. (da La politica)
- Facciamo la guerra per poter vivere in pace. (da Etica nicomachea)
- Gli uomini, sia nel nostro tempo che da principio, hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia, poiché dapprincipio essi si meravigliavano delle stranezze che erano a portata di mano, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, affrontarono maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo. (da Metafisica, I, 2, 982b)
- Grazie all'esperienza progrediscono la scienza e l'arte. (da Metafisica)
- I cosiddetti pitagorici, che furono i primi a fare matematica, non solo la svilupparono ma vi si immersero completamente, credendo che i principi della matematica fossero i principi di tutte le cose. (da Metafisica)
- I vecchi sono due volte bambini. (da Metafisica)
- Il non risentirsi delle offese è da uomo vile e schiavo. (citazione da Etica a Nicomaco in Storia di Cristo di Giovanni Papini)
- Il tutto è maggiore della somma delle sue parti. (da Metafisica)
- L'uomo è per natura un animale politico. (da Politica)
- La modestia non può essere detta una virtù, perché assomiglia più a una sofferenza che a una qualità. (da Etica Nicomachea)
- La natura non fa nulla di inutile. (da Politica)
- Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello. (da Metafisica)
- Nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo evitare le impossibilità. (citato in Aldous Huxley, L'isola, pag. 11)
- Non bisogna dunque porre ad un qualsiasi scienziato ogni possibile domanda, né uno scienziato dovrà rispondere a ogni domanda su qualsiasi argomento. (da Analitici Secondi)
- Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa. (da Metafisica)
- Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere. (da Etica Nicomachea)
- Non sono i più forti, o i più belli, a vincere nelle Olimpiadi; ma prima di tutto coloro che partecipano. (da Etica Nicomachea)
- Sarebbe assurdo pensare che la politica o la saggezza siano le forme più alte di conoscenza, a meno di non pensare che l'uomo sia la realtà di maggior valore nel cosmo. [...] Di fatto ci sono realtà di natura ben più divina dell'uomo come, ad esempio, i corpi celesti di cui è costituito il cosmo. (da Etica Nicomachea, in Opere, Laterza, Bari 1973, Libro VI, 7, 1141 a-b)
- Se Dio esiste dobbiamo riconoscerlo nella natura immobile e indipendente. (da Metafisica)
- Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. (da Metafisica)
- [Talete] [...] siccome, povero com'era, gli rinfacciavano l'inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un'abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n'era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo. (da Politica, A 11, 1259 a)
- E sembra che anche Talete – secondo quanto tramandato – abbia supposto che l'anima sia qualcosa di motore, se davvero egli disse che il magnete possiede anima, dato che muove il ferro. (da Sull'anima)
- E alcuni affermano che l'anima è mescolata proprio nell'universo, per cui – forse – anche Talete ritenne che tutte le cose sono piene di dei. (da Sull'anima)
- Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò da cui le cosa hanno il loro essere e da cui si originano e in cui corrompendosi si risolvono – poiché la sostanza permane pur mutando negli accidenti – dicono sia l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza permane in eterno... Ci dev'essere infatti una qualche sostanza, una o più d'una, da cui si generi il resto pur restando essa immutata. Quanto poi al numero e alla forma di tale principio non hanno tutti la stessa opinione: Talete, l'iniziatore di questa filosofia, dice per parte sua che esso è l'acqua (e per questo sostiene che la terra poggia sull'acqua) e tale opinione gli viene forse dall'aver osservato che il nutrimento di tutte le cose è umido e che perfino il caldo si genera dall'acqua e vive di essa (ma ciò onde tutte le cose si originano è il loro principio); da questo era stato indotto a tale opinione e anche dal fatto che ogni germe ha una natura umida; e anche l'acqua è il principio della natura di ciò che è umido. Vi sono poi alcuni che credono che i primi antichissimi teologi, vissuti molto prima del nostro tempo, abbiano avuto la stessa opinione sulla sostanza primordiale perché chiamavano Oceano e Teti i padri della generazione e perché dicevano che gli dei giurano per l'acqua, che quei poeti chiamavano Stige. Si onora sempre ciò che è più antico e niente è più onorato del giuramento. Non è poi sicuro che quest'opinione sulla sostanza primordiale delle cose sia talmente antica, ma si dice tuttavia, che questo fosse il pensiero di Talete sulla causa prima. (da Metafisica)
- Secondo è l'argomento [di Zenone di Elea] detto Achille. Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell'un ragionamento e nell'altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c'è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell'inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa. (da Fisica)
- Terzo è questo argomento [di Zenone di Elea]: che la freccia in moto sta ferma. Esso poggia sull'assunzione che il tempo sia composto di istanti: se infatti non si concede questo il ragionamento non corre. (da Fisica)
- Il quarto ragionamento [di Zenone di Elea] è quello delle masse uguali che si muovono in senso contrario, le une dalla fine dello stadio, e le altre dalla metà con uguale velocità. In esso crede che si provi che sono un tempo uguale il tempo metà e il tempo doppio. Il paralogismo consiste in questo, nel ritenere che con la stessa velocità si percorra nello stesso tempo la stessa grandezza presa in un caso lungo un mosso e nell'altro lungo un immobile. Questo invece è falso.
Siano ad esempio, ΑΑ le masse uguali fisse di cui si parla, e le altre siano ΒΒ che cominciano dal mezzo delle Α, pari a queste in numero e grandezza, e le altre ancora ΓΓ, che cominciano dall'estremo, pari a queste in numero e grandezza e dotate della stessa velocità delle Β. Avviene che il primo Β e il primo Γ giungano insieme all'estremo, muovendosi gli uni lungo gli altri. Avviene inoltre che Γ abbia trascorso lungo tutti i Β e i Β invece lungo la metà. Di conseguenza il tempo è la metà; infatti ugual tempo sta ciascuno lungo ciascuno. Insieme avviene che i Β sono passati lungo tutti i Γ infatti saranno insieme il primo Γ e il primo Β agli estremi contrari, stando [Γ] lungo ciascuno degli Α, come dice, in quanto gli uni e gli altri sono per un tempo uguale lungo gli Α. (da Fisica) - Il millantatore è colui il quale fa mostra di titoli di merito che non possiede, esagerando il suo controllo del mondo di cui in realtà è privo. (Etica a Nicomaco, libro IV, 7 [la sincerità])
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- Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.
- Chi si accinge a diventare un buon capo deve prima essere stato sotto un capo.
- Chiamiamo libero colui che esiste per se stesso e non per un altro.
- Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.
- Ci si dovrebbe comportare con i propri amici come noi vorremmo che si comportassero con noi.
- Contro chi solleva delle obiezioni a proposito di tutto bisogna schierarsi con ogni mezzo.
- Cos'è un amico? Una singola anima che vive in due corpi.
- Dio è troppo perfetto per poter pensare ad altro che a se stesso.
- Dopo che le abilità pratiche si svilupparono a sufficienza per rispondere adeguatamente ai bisogni materiali, una delle scienze non dedicata a fini utilitaristici [la matematica] poté sorgere in Egitto, dato che la casta dei sacerdoti ebbe il tempo libero necessario per la ricerca disinteressata.
- Dopo essersi accoppiato ogni animale è triste.
- È bene, nella vita come ad un banchetto, non alzarsi né assetati né ubriachi.
- È possibile fallire in molti modi, mentre riuscire è possibile in un modo soltanto.
- Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.
- Essere irragionevoli è un diritto umano.
- Deficere est iuris gentium.
- Gli Ateniesi hanno inventato il frumento e le leggi: del frumento hanno poi sempre fatto uso, delle leggi mai.
- Gli inferiori si ribellano per essere uguali e gli uguali per essere superiori. Questo è lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.
- Gli schiavi e gli animali domestici sono quasi uguali e rendono su per giù gli stessi servizi. La natura stessa vuole la schiavitù, perché fa differenti i corpi degli uomini liberi da quelli degli schiavi: gli schiavi col vigore che richiedono i lavori a cui sono predestinati, gli uomini liberi incapaci di curvare la loro diritta statura a opere servili e adatti, invece, alla vita politica e alle occupazioni guerresche o pacifiche. Dunque gli uomini sono liberi o schiavi per diritto di natura: la cosa è evidente. Utile agli stessi schiavi, la schiavitù è giusta.
- Gli uomini acquisiscono qualità particolari agendo costantemente in modi particolari.
- Gli uomini creano gli dèi a propria immagine, non solo riguardo alla loro forma, ma anche al loro modo di vivere.
- Gli uomini non diventano tiranni per non prendere freddo.
- I malvagi obbediscono per paura; i buoni, per amore.
- I malvagi sono colmi di pentimento.
- Il male riunisce gli uomini insieme.
- Il proverbio è un avanzo dell'antica filosofia, conservatosi fra molte rovine per la sua brevità ed opportunità.
- Il saggio cerca di raggiungere l'assenza del dolore, non il piacere.
- Il saggio non si espone al pericolo senza motivo, poiché sono poche le cose di cui gl'importi abbastanza; ma è disposto, nelle grandi prove, a dare perfino la vita, sapendo che a certe condizioni non vale la pena di vivere.
- Il vero sapere è conoscere le cause.
- In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso.
- L'abitudine è quasi una seconda natura.
- L'educazione è il miglior preparativo per la vecchiaia.
- L'oggettività del pensiero è vita.
- L'uomo è responsabile delle proprie azioni.
- La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione.
- La cattiva sorte ci mostra chi non sono i veri amici.
- La comunità politica migliore è formata da cittadini della classe media.
- La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.
- La cultura è un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nell'avversa.
- La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.
- La felicità non è nei beni fuori di noi.
- La filosofia è la scienza che ha per oggetto la verità.
- La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile.
- La gratitudine è un sentimento che invecchia presto.
- La legge è ordine, e una buona legge significa un ordine giusto.
- La libertà è la base di uno stato democratico.
- La sofferenza è cosa bellissima a vedersi in uno che sopporta serenamente una grande sventura, e ciò non perché sia un'insensibile ma piuttosto per la grandezza dell'animo suo.
- La speranza è un sogno ad occhi aperti.
- La virtù risplende nelle disgrazie.
- Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.
- Le rivoluzioni non sono sciocchezze, ma dalle sciocchezze hanno origine.
- Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
- Lo studio è la miglior previdenza per la vecchiaia.
- Non esiste grande genio senza una dose di follia.
- Non si potrà mai dimostrare una proposizione di una certa scienza mediante un'altra scienza.
- Onore e piacere e intelligenza e ogni virtù li scegliamo, sì, anche per se stessi (sceglieremmo infatti ciascuno di questi beni anche se non ne derivasse nient'altro), ma li scegliamo anche in vista della felicità, perché è per loro mezzo che pensiamo di diventar felici.
- Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune.
- Persino quando una legge viene scritta non è assicurato il fatto che rimanga invariata.
- Platone è mio amico, ma la verità è ancora più mia amica.
- Primo: vivere. Dopo: filosofare.
- Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti.
- Sbagliare è possibile in molti modi, ma riuscire è possibile in un modo solo.
- Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi?
- Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni.
- Senza causa o principio è impossibile che alcuna cosa esista o sia fatta.
- Si decide in fretta di essere amici, ma l'amicizia è un frutto che matura lentamente.
- Si dovrebbero sperimentare le cose prima di impararle, infatti si impara dall'esperienza.
- Tra corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo. Chiedersi se corpo e anima siano la stessa cosa è una domanda priva di senso: è come domandarsi se sono la stessa cosa la cera e la forma della candela.
- Un principio anche minimo in quantità, può essere grandissimo nella potenza, e, quindi, negli effetti.
- Un tutto è ciò che è ha avuto un inizio, una metà e una fine.
- Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.
- Uno Stato è governato meglio da un uomo ottimo che da una ottima legge.
[modifica] Attribuite
- Diogene Laerzio, Vite dei filosofi
- La bellezza è il dono di Dio.
- Gli uomini colti sono superiori agli incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti.
[modifica] Citazioni su Aristotele
- Nell'era dell'informazione, non si insegna filosofia allo stesso modo in cui si faceva dopo il feudalesimo. La si recita. Se Aristotele fosse vivo oggi, avrebbe un talk show. (Timothy Leary)
- Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro, un filosofo. (Friedrich Nietzsche)
- Socrate è il filosofo: Aristotele professa il sistema della propria filosofia. (Carlo Michelstaedter)
- Ci si immagina Platone e Aristotele tutti paludati nei loro abiti da pedanti. Erano uomini di mondo come gli altri, che ridevano coi loro amici. E quando si sono divertiti a fare le loro leggi e la loro politica, è stato per gioco. Era l'aspetto meno filosofico e meno serio della loro vita; l'aspetto più filosofico consisteva nel vivere in modo semplice e sereno. Quando hanno scritto di politica, l'hanno fatto come per porre delle regole in un ricovero di pazzi. E se hanno mostrato di parlarne come fosse una gran cosa, è stato perché essi sapevano che i pazzi a cui parlavano credevano di essere re e imperatori. Essi entrano nei loro princìpi per moderare la loro follia e renderla più innocua che possono. (Blaise Pascal)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Aldous Huxley, L'isola, traduzione di Bruno Oddera, Oscar Mondadori, 1977.
[modifica] Altri progetti
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