Max Payne

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Max Payne, serie di videogiochi composta da due titoli, prodotta da Rockstar North e sviluppata da Remedy.

[modifica] Citazioni da Max Payne

  • Erano tutti morti. L'ultimo colpo fu come un punto esclamativo a chiusura di quello che era successo. Allentai la presa sul grilletto. Era tutto finito.
  • Il sogno americano era diventato realtà. I sogni però possono trasformarsi in incubo senza il minimo preavviso.
  • Il sole aveva concluso il suo cammino, mentre l'oscurità si faceva spazio nel cielo come in un tetro presagio.
  • Lo spettacolo non mi piacque fin dall'inizio... anche se mi avevano dato un posto in prima fila.
  • Fuori la città sembrava un mostro crudele avvolto da una gelida oscurità.
  • Infuriava una vera tempesta di neve… piovevano proiettili di ghiaccio come se il cielo volesse vendicarsi sulla terra.
  • La mia Beretta si agitava dentro l'impermeabile e le porte si erano chiuse alle mie spalle: era troppo tardi per scegliere.
  • La stazione era avvolta nell'oscurità ed Alex sembrava un fantasma di cui si era persa ogni traccia. Dovevo trovarlo in fretta.
  • La stazione di Roscoe Street era impregnata di odori di morte. Dovevo trovare Alex e farlo in fretta.
  • [Il telefono squilla]
    – Dal vivo, direttamente dalla scena del crimine.
    – Chi parla?
    – Posso saperlo anche io?
    – Vice procuratore Jim Bravura della Polizia di New York. Dovete interrompere ogni attività criminale ed arrendervi immediatamente.
    – Certamente Jim. Ne ho parlato ai ragazzi e siamo tutti molto dispiaciuti. Non lo rifaremo più.
  • La polizia di New York stava arrivando. Potevo sentire il crescendo delle loro sirene. Lupino pensava di avermi in pugno eliminando Alex e facendo credere a tutti che fossi stato io. Di sicuro aveva tutta la mia attenzione.
  • Decisi di entrare nell'hotel. Un edificio decrepito ed incrostato, frequentato da delinquenti di strada e prostitute dall'aria stanca.
  • Adottai il mio celebre ingresso alla Bogart, senza guardare in faccia nessuno. Alla reception c'erano un paio di avanzi di galera, con uno sguardo assassino: i fratelli Finito.
  • A: – Signore e Signori, il dolore fatto persona.
    B: – Il Massimo del dolore! [The max of the pain nell'originale]
    Max: – Mi fate ridere voi due…. Le inventate da soli oppure avete un suggeritore ufficiale di stronzate? Lasciate perdere, era una domanda retorica. Ho qualcosa per il grande boss. Lupino è in casa?
    A: – Dipende da chi lo cerca. Un amico oppure un fottuto doppiogiochista. Non rispondere. È una di quelle INUTILI domande retoriche. Lupino non è qui ma vorrebbe dirti addio.
  • Lupino non era in quell'hotel fatiscente. In compenso m'imbattei nei fratelli Finito.
  • La mia copertura era saltata e le porte si chiusero alle mie spalle, mentre venivo salutato da una cascata di proiettili.
  • [Dopo essere stato identificato come assassino alla radio] Avevo appena avuto il mio quarto d'ora di notorietà.
  • Era da qualche centinaio di proiettili che avevo smesso di raccogliere prove.
  • Un virus letale era stato rilasciato nel corrotto sistema circolatorio della città.Qualcosa che non avrebbero dimenticato. Si chiamava Max Payne.
  • Gognitti correva terrorizzato, ma con proiettile infilato nello stomaco come una bottiglia di tabasco spezzata non sarebbe andato lontano. Non so per gli angeli, ma per gli uomini è la paura che mette le ali.
  • Gli concessi la libertà provvisoria, ma non se la sarebbe goduta a lungo.
  • Il vento gelido mi graffiava il volto come rasoi di ghiaccio, mentre iniziavo a perdere la sensibilità degli arti.
  • New York mi sfrecciò davanti come un'immagine sfuocata, con le sue distese di camini anneriti e le file interminabili di antenne della TV.
  • A parte le sue dubbie abitudini alimentari Bravura faceva parte dei buoni: era il destino che ci aveva reso rivali.
  • Gognitti si era infilato in un vicolo cieco. I vapori che emergevano dai tombini davano l'impressione che ci fosse l'inferno a bruciare sotto di noi. Era l'ora delle confessioni.
  • – Non puoi ammazzarmi così, a freddo!
    – Davvero? Credici pure se la cosa ti fa sentire meglio.
  • Restavamo io, una pistola ed un piccolo truffatore tremolante.
  • I tuoi diritti verranno letti al tuo funerale.
  • Ragnarock era invitante quanto un'emicrania perforante col suo assalto di luci colorate e musica senza fine.
  • Penetrante col suo subdolo messaggio oscuro come un proiettile nel cuore. Nel nome del padre e del figlio, nel nome di Jack Lupino.
  • Il retro del palco conduceva verso il santuario di Jack Lupino. L'aria irrespirabile sembrava innalzare muri invisibili fortificati dall'odore di un incenso dolciastro e appiccicoso come la resina. Era questo il cuore in putrefazione della grande mela. Lupino doveva essere vicino, come un ragno al centro della sua ragnatela, in attesa. I vapori nell'aria iniziavano ad intorpidirmi i sensi.
  • [Sfottendo il contratto di Jack Lupino col Diavolo]
    A Jack Lupino mancava sicuramente qualche rotella […] voleva seguire le orme di Faust: la sua anima in cambio di potere e ricchezza. "Basta firmare con il sangue sulla linea tratteggiata"
  • Dopo l'anno 2000 la fine del mondo era un cliché abbastanza comune. Ma chi ero io per parlare? Uno spietato vendicatore solitario soverchiato dalla lapide dell'ingiustizia. Tutto era soggettivo. L'apocalisse è qualcosa di personale. Niente è più in cliché quando capita proprio a te.
  • …quando però qualcuno cerca di giocare a baseball con la tua testa si rischia di finire male…
  • Gli uomini in blu, erano passati e se ne erano andati. Avevano decorato il palazzo con linee di gesso ed impacchettato il tutto con il nastro giallo.
  • Alla radio: …fonti affidabili sostengono che Max Payne sia morto…
    Max: "Fonti affidabili" significava che sospettavano fossi in mano alla mafia e non volevano che la polizia s'intromettesse. Don Puncinello aveva le conoscenze per essere una "fonte affidabile"……ma le fonti non erano state aggiornate.
  • Avrei anche riso, se fossi riuscito a ricordarmi come si faceva.
  • – Payne! Sei un uomo morto!
    – È quello che continuano a dirmi tutti. Ho la tua nave ed il suo carico. Voglio un incontro. No Payne, no gain. Chiaro?
  • La notte tremava dal freddo. Le luci del giardino oscillavano nervosamente. Al loro chiarore la neve risplendeva bianca prima che l'oscurità la inglobasse.
  • Il segreto in queste situazioni è non avere assi nella manica, contrariamente a quanto si dice nei film. Nessuna regola, nessun mantra, nessun segreto, nessun piano. Non importava quanto fossi intelligente o bravo. Era solo una questione di fortuna, e chiunque la pensi diversamente è un illuso. L'unica cosa che si può fare è colpire ciecamente, il più duro ed il più a lungo possibile.
  • Sapevo che il Trio si sarebbe frapposto tra me e Puncinello. Avevo letto i rapporti su di loro, spessi come elenchi telefonici. Nessuno sarebbe uscito vivo da li.
  • Il freddo paralizzante della notte mi aveva seguito. Di sopra il trio perlustrava la casa al lento ritmo dei loro cuori assassini, col sangue delle vittime ancora sulle labbra. Vince Mugnaio, Pilato Providence noto come "Il grande fratello" e Joe "Padella" Salem.
  • Qualcuno non aveva apprezzato l'ospitalità del Don. Qualcuno con la tendenza al drammatico, capace di scappare da una cella sprangara e di uccidere un paio di guardie armate.
    Mi tornava in mente mona. Potevo solo sperare che fosse una giocatrice intelligente, capace di ritirarsi finché stava ancora vincendo. Prima di imbattersi nel trio.
  • Si diceva che Lisa Puncinello fosse una fattucchiera. I tarocchi sul tavolo della cucina confermavano la mia ipotesi. La prima carta era la torre, forse poteva simboleggiare la tenuta. Le altre erano molto più facili da interpretare. Il diavolo era il signore della casa e la morte ero io, pronto a riscuotere.
  • Puncinello era un debole. Nel momento in cui entrai si accasciò come una coppia contro una scala reale.
  • Stava cercando di comperare sabbia per la sua clessidra, ma io non ne avevo da vendere.
  • Le ombre mi avvolsero. Visi indistinti desiderosi di vendetta mi deridevano. Conoscevano i miei punti deboli e si preparavano all'attacco.
  • [Sognando] Il barista si è lucidato e i sogni sono fatti di necromanti storpi. Canta come una banana twist che si è avvicinata troppo alla costellazione dei loro teschi rasati. La pioggia di rane è cessata, ora tocca a quella di sangue.
  • La verità era una verde fessura bruciante che mi attraversava il cervello... Infinite ripetizioni dell'atto di sparare, il tempo che rallentava per mostrarmi ogni singolo movimento. La paranoica sensazione che qualcuno stesse manovrando ogni mia mossa... Ero in un gioco per computer... Per quanto assurdo, era la cosa più orrenda a cui potevo pensare.
  • Stavo per scoprire che la dea fortuna era una meretrice da pagare ed io avevo finito i soldi.
  • [Sognando la moglie] I fori di pallottola erano come rubini sul suo petto, il sangue ricopriva la sua pelle d'avorio. Era così bella. L'assassino alle sue spalle sorrideva.
  • Il brutto trip mi aveva messo di pessimo umore, l'adrenalina mi pompava dolorosamente nelle vene. Barcollando sul tetto in lamierato coperto di neve e ghiaccio ero come un ninja, la forza scorreva in me. Non prendevo in giro nessuno. Alla meglio potevo essere Superman imbottito di criptonite pronto a volare giù dal lucernaio.
  • Fuori nella notte la neve scendeva come il riso al matrimonio del diavolo. La tempesta era tutto tranne che terminata.
  • Avevo assunto il ruolo del mitico Bogart nei panni del detective Marlowe, o Sam Spade all'inseguimento del Falcone Maltese. Pronto a svelare tutti i misteri. Avrei seguito la mia pista fino alla rivelazione finale, a costo di finire tre metri sotto terra, in una bara di mogano.
  • Proprio quando credi di essere piombato nel più freddo degli orrori, scopri di poter scendere ancora più in basso. Come potevo ammutolire la suadente vocina dentro la mia testa secondo la quale adesso ancor più di prima la mia vendetta era finalmente giustificabile sotto qualsiasi morale? La suadente vocina provava oltre ogni dubbio che la mia esistenza era ormai dannata.
  • Metti al suo posto l'ultimo pezzo di un puzzle e ti accorgi di come l'immagine ti rappresenta mentre completi lo stesso puzzle. Più un assassino psicopatico al tuo fianco.
  • La fabbrica era esplosa alle mie spalle in un mare di fiamme. Tutte le prove erano andate in fumo e cenere. Avevo perso la strada. Non dormivo da un milione di anni. Mi sentivo senza energie. Andavo a ciambelle vecchie di una settimana. Avevano aiutato ad aumentare la pazzia che mi bruciava nel cervello. Non riuscivo a ricordare l'ultima volta che avevo visto il sole. Ero in condizioni di lutto perpetuo. Quando scese l'oscurità, New York City si trasformò in qualcosa di diverso, come una vecchia canzone di Sinatra.
  • Nella notte avvenivano cose orrende lungo le strade della città nuova, Noir York City.
  • Mi tenevo sveglio in una vecchia caffetteria a trangugiare caffé che sapeva di olio per motori, quando un messaggio di BB mi rimise sulle tracce dell'assassino.
  • Più pensavo a come era stato ucciso Alex, più sentivo puzza di tradimento.
  • BB: Max questa volta non puoi vincere.
    Max: Forse no, ma ti assicuro che non sarò l'unico a perdere. BB aveva dimostrato di essere l'ennesimo cattivo di mezza taglia. Un cattivo poliziotto in fuga, un codardo che scappava dalla scena lasciando il lavoro sporco ai suoi scagnozzi prezzolati.
  • [Da Woden] Come a comando, gli agenti in nero sfondarono in quel momento le porte ed entrarono nella stanza. Era uno spettacolo veramente interessante, ma decisi di andarmene prima della fine. Si trattava di una caduta da un solo piano. …per fortuna. Nella terra dei ciechi l'uomo con un occhio solo è colui che governa.
  • Il mio non fu l'approccio più originale al problema, ma le altre strade non andavano nella direzione che volevo. Occhio per occhio, il principio base della vendetta. Vecchio e sporco, ma ancora di moda. La regola base quando si decidere di uccidere qualcuno è di non metterla troppo sul personale. Inevitabilmente però le cose non vanno mai nel modo previsto. Per lo meno così era per me.
  • New York scomparve dietro ad un vetro di neve. Avevo superato la soglia. Ero entrato nel suo dominio: lucido, pulito e senz'anima, tutto vetro ed acciaio. Un luogo governato da schede di sicurezza di diverso colore, metal detector e sistemi di sorveglianza. Più freddo di una passeggiata in un frigo, freddo come la canna di una pistola.
  • Quando l'ascensore tornò giù Mona non c'era più, c'era solo un sacco di sangue, ma nessun corpo. Qualcosa scattò per l'ultima volta. La mia mente non era mai stata così sgombra, come se nel cielo le nuvole temporalesche fossero scomparse e stelle fredde splendessero nella nera oscurità.
  • La Valchiria doveva essere una vergine alata pronta a portarti nel paradiso dei guerrieri, ma si era rivelata una corsa di sola andata per l'inferno. Il diavolo lavorava nel campo della droga. Lo sapevo per certo. Lo avevo incontrato e adesso ero pronto ad ucciderlo.
  • E allora tutto ebbe fine. La tempesta sembrava aver perso forza. Le nubi lasciavano intravedere le stelle. Era come essere un po' più vicini al paradiso. L'ira funesta dei miei fantasmi mi aveva abbandonato. Sotto di me New York scintillava come diamanti su velluto nero.
  • Woden sorrise soddisfatto. Era un sorriso di vittoria… …e lo condividevamo entrambi.

[modifica] Citazioni da Max Payne 2 – The Fall of Max Payne

  • Erano tutti morti. L'amore uccide. L'amavo? C'era un'altra scelta?
  • Il passato è come un buco nero. Puoi provare a scappare, ma più corri, più questo cresce terribilmente alle tue spalle, e lo senti sfiorarti i talloni. L'unica via di uscita è quella di voltarsi e affrontarlo. [...] Ma è come guardare dentro la tomba della donna che ami. [...] O ficcarti in bocca la canna di una pistola, sentire il proiettile che freme dentro il tamburo, pronto a farti schizzare via il cervello.
  • E' il momento dei cartoni animati, in cui la gravità aspetta che il coyote realizzi di avere sbagliato prima di farlo precipitare.
  • Mentii dicendo a me stesso che era tutto finito. Io ero ancora vivo. La mia famiglia, no.
  • Il passato è come un puzzle, come uno specchio rotto. Mentre lo metti insieme ti tagli, un'immagine riflessa in continuo movimento. E tu cambi con lei. Potrebbe distruggerti, farti diventare pazzo... ma potrebbe anche salvarti.
  • La regola del buco: Non importa quanto tempo ci metti a uscirne, puoi sempre ricaderci in un istante.
  • Quando ti svegli, hai una visione confusa del mondo. Quello che era logico nel sogno diventa insensato. Nessun salvataggio surreale. Nessuna magica via di uscita... ma sei sveglio.
  • Era rimasta una sola cosa da fare. Fui costretto a ridare a Vlad la sua pistola. Un proiettile alla volta.
  • In un incubo ogni scelta che fai è sbagliata.
  • Come sempre siamo d'accordo nel disaccordo. (da Vladimir Lem)
  • Signori e Signore permettetevi di presentarvi Max Payne il più grande collezionista di cadaveri di New York. Cari ospiti preparatevi a morire! (da Vladimir Lem)
  • Sognai mia moglie. Era morta, ma andava tutto bene.
  • Il Dramma di quando si vuole una cosa è la paura di perderla, o non poterla mai avere. Pensare rende deboli.

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