Proverbi veneti

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Indice

0-9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z ?


[modifica] A

  • A lavar la testa a l'aseno, se perde aqua e anca saon.
A lavar la testa al molton, se perde aqua e anca saon.
A lavar la testa all'asino (al montone) si perde acqua e sapone.
  • Amor de fradei, amor de cortei.
Amore tra fratelli è amore di coltelli.
  • A magnar massa puina, tanto no se camina.
Mangiando troppa ricotta non si cammina.
  • Anguria e molon tutto par la so stajon.
Anguria e melone tutto per la sua stagione.
  • Anara lessa e bigolo tondo, a la sera contenta el mondo.
Anitra lessa e spaghetti, alla sera rendono felice.

[modifica] B

  • Batar le nose, spalar la neve e copar la gente iè tre laori che no serve a gnente.
Battere le noci [per farle cadere al suolo], spalare la neve e uccidere la gente sono lavori che non servono a nulla.
  • Bona gente e tenporai, dai monti no vien mai.
Buona gente e tenporali, dalle montagne non arrivano.
  • Butar l'è parente de pianzar.
Buttare è parente del piangere.

[modifica] C

  • Carta canta, vilan dorme.
  • Caval che vinse, no se canbia.
Cavallo vincente non si cambia.
  • Ci varda la luna casca nel fosso.
Chi guarda la luna cade nel fosso.
  • Ci mal capise, pezo risponde.
Chi mal capisce, peggio risponde.
  • Ci more el mondo lassa, ci resta se la spassa.
Chi muore lascia al mondo, chi resta se la spassa.
  • Ci nasse sfortunà ghe pioe sul col anca a star sentà.
Chi è sfortunato, gli piove addosso anche da seduto.
  • Ci semena vento, cata sù tempesta.
Chi semina vento raccoglie tempesta.

[modifica] D

  • Do femene e na séola fa un marcà".
Due donne e una cipolla fanno un mercato.
  • Doe se magna in tri, se magna anca in quatro.
Dove si mangia in tre, si mangia anche in quattro.

[modifica] E

  • El sagio sa gnente, l'inteligente sa poco, l'ignorante sa tanto, el mona sa tuto!
Il saggio non sa niente, l'intelligente sa poco, l'ignorante sa tanto, l'imbecille sa tutto
  • El can de tanti paroni el more de fame.
Il cane che ha tanti padroni, muore di fame.

[modifica] F

  • Fa de pi el prete e la perpetua, che el prete da solo.
Fan di più il prete e la perpetua che il prete da solo.
  • Finché l'alto se china, el basso liga la fasina.
Mentre l'alto [di statura] si china, il basso lega la fascina.

[modifica] G

  • Grazie, prego; del to grazie me ne frego. Mi dela to malcreanza me grato la me pansa.
Grazie, prego; del tuo grazie me ne frego. Io della tua malcreanza mi gratto la mia pancia.

[modifica] I

  • I butini sensa denti, i gà fredo de tuti i tenpi.
I bambini senza denti [ancora piccoli], hanno sempre freddo.
  • I omeni par la parola, e i aseni per la cabesa.
Gli uomini [si prendono] per la parola, gli asini per la cavezza.
  • I schei dei poareti e le bale dei cani le se le robe pi in vista.
I soldi dei poveri e le palle dei cani sono le cose più in vista.
  • I ultimi sarà i primi... se i primi i gà creansa
Gli ultimi saranno i primi, .... se i primi hanno buona educazione.

[modifica] L

  • L'altessa l'è sa mesa belessa.
L'altezza è metà bellezza.
  • La luna l'è busiara: quando l'è a forma de di la crese, quando l'è a forma de ci la decrese.
La luna è bugiarda: quando è a forma di 'D' cresce, quando è a forma di 'C' decresce.
  • La palestra non l'è mia come la strada.
La palestra non è come la strada.
  • Lodate cesto, che te ghe un bel manego. (Modo di dire)
Lodati cesto, che sei pur sempre un bel manico.
Detto a chi pecca di presunzione.

[modifica] M

  • Morte de can, salute de pegora.
Morte di cane, salute di pecora.
  • Montagna scura piova sicura.
Montagna scura pioggia sicura.

[modifica] N

  • Na società se fa in numero dispari, tre iè massa.
Le società si fanno con un numero [di soci ] dispari, in tre si è troppi.
  • Nel grande ghe sta el poco e anca el tanto.
Nel grande ci sta il poco ed anche il tanto.
  • No ghe né re né papa, che no la fasa.
Non c'è né re né papa, che non la faccia [che non vada di corpo].
  • No ghe sponsar che straca.
Non c'è riposare che stanchi.
  • No se dise vaca mora, se non la gà almanco un pel.
Non si dice mucca nera, se non ha almeno un pelo [nero].

[modifica] O

  • Ogni butin el riva col so fagotin.
Ogni bambino arriva con il suo fagottino.
  • Ora che l'aqua la suga el fien, uno de montagna el fa del ben.
Un montanaro farà del bene quando l'acqua asciugherà il fieno.

[modifica] P

  • Pan roverso su la tola ciama carestia.
Il pane girato a rovescio in tavola porta carestia.[1]
  • Par negarse se va nel mar.
Per annegare si va in mare.
Invito a scegliere la persona specializzata.
  • Per pagar e morir, ghè senpre tempo.
Per pagare e per morire c'è sempre tempo.
  • Pignatin picenin, poche pape ghe stà.
In una piccola pignatta ci sta poca pappa.
  • Pitosto de laorar de gusto, l'è mejo magnar sforsai.
Piuttosto di lavorare volentieri è meglio mangiare sforzandosi.
  • Pitosto de un funeral col sol, l'è mejo un matrimonio co l'aqua.
Piuttosto di un funerale con il sole, è meglio un matrimonio con l'acqua.

[modifica] Q

  • Quatro done e un oco le fa un marcà.
Quanttro donne ed un'oca fanno un mercato.
  • Quando l'è finio el vin, va ben anca l'aqua.
Quando è finito il vino va bene anche l'acqua.

[modifica] R

  • Rosso de sera bon tenpo se spera.
Rosso si sera, bel tempo si spera.

[modifica] S

  • San Martin pelarin, san'Andrea se ghen fusse ne pelaria.
S.Martino [11 novembre] pelarino, Sant'Andrea [30 novembre], se ce ne fossero [foglie sugli alberi] ne pelerebbe.[2]
  • Santa Bibiana, quaranta dì e na stimana.
Da Santa Bibiana, quaranta giorni e una settimana. (Riferito al clima)
  • Scarpe e capelo, gnanca de to fradelo.
Scarpe e cappello, nemmeno di tuo fratello.
Invito a non riutilizzare questi capi di abbigliamento.
  • Se i aseni i gavesse le ale, i te daria da magnar con la fionda. (Modo di dire)
Se gli asini volassero, a te darebbero da mangiare con la fionda.
  • Se laora par vivar, non se vive par laorar.
Si lavora per vivere, non si vive per lavorare.
  • Se man de ladro no prende, canton de casa rende.
Se la mano del ladro non prende, l'angolo di casa restituisce.
Riferito a cosa smarrita: si ritrova solo se non è stata rubata.
  • Se nevega su la foja, te cava la voja.
Se nevica sulla foglia, te ne togli la voglia [di neve].
  • Se se va al molin, se se infarina.
Se si va al mulino, ci si infarina.

[modifica] T

  • Tenpo, cul e siori, i fa quel che i vol lori.
Il tempo, il deretano ed i signori [i ricchi], fanno quel che vogliono.
  • Tenpo e paja e maùra anca le nespole.
Tempo e paglia e maturano anche le nespole.

[modifica] U

  • Un monte e na val, fa un gualivo.
(Variante: Un alto e un basso fa un gualivo.)
(Oppure: 'Na mota e 'na busa fa un gualivo.)
Un dosso e una buca, fanno una strada piana.

[modifica] V

  • Vendar el sol par conprar petrolio. (Modo di dire)
Vendere il sole per comprar petrolio [da lanterna].
  • Viagiar descanta ma chi parte mona torna mona.
Viaggiare rende svegli ma chi parte stupido torna stupido.

[modifica] Note

  1. Codifica di una credenza superstiziosa secondo la quale il porre a rovescio il pane in tavola porti male
  2. Il proverbio ha un duplice significato: il primo attesta la spoliazione degli alberi, ultimata generalmente nella prima decade di novembre e certa e completa alla fine dello stesso mese; il secondo si riferisce al fatto che tradizionalmente nel periodo intorno a S.Martino si mangiano le castagne (e, per mangiarle, si pelano): a S.Andrea, se ce ne fossero ancora, se ne mangerebbero.
Strumenti personali