Salisburgo

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Citazioni su Salisburgo.

Margarita Wallmann[modifica]

  • A lui [principe-arcivescovo, dottor Ignatius Rieder], Reinhardt doveva l'autorizzazione a rappresentare davanti alla cattedrale La Leggenda di Ognuno, che Hugo von Hoffmannstal aveva tratto dalla Mortalità del Medioevo inglese. Lo spettacolo utilizzava le grandi porte del duomo e le campane di tutte le chiese di Salisburgo che suonavano a morte nel momento in cui l'immensa voce di Dio esclamava: «Jedermann... Jedermann» («Ognuno... ognuno»): un suono che si ripercuoteva echeggiando da un campanile all'altro.
  • Agli inizi degli anni Venti esisteva in Europa un solo festival, fatta eccezione per il solenne «rituale» wgneriano di Bayreuth: quello, appunto, di Salisburgo che nacque al Mozarteum.
  • Dove sono i poeti e i musicisti che esaltavano la dolcezza della città di Mozart, la potenza mistica delle sue chiese, il retaggio glorioso del suo teatro secolare?
  • Salisburgo...
    Un fiume di ricordi che straripa. Un libro dal passato troppo denso di avvenimenti. Un quadro che trabocca dalla cornice e la spezza.
  • Salisburgo: un luogo incomparabile, benedetto dalle Grazie e dalle Muse e da Dio padre stesso, e molto di più per coloro che vi hanno vissuto «in missione»: vissuto e lavorato dagli albori del Festival fino alle cime di quelli che furono i nostri tempi. È l'amore divenuto tristezza senza limiti, perché piangiamo sempre su ciò che abbiamo perduto.

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