Sommosse popolari in Tunisia del 2010-2011

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Un momento delle manifestazioni, il 23 gennaio 2011

Le sommosse in Tunisia costituiscono un ampio movimento popolare (noto anche come rivoluzione dei gelsomini), con il succedersi di episodi di protesta, di disobbedienza civile e di rivolta, che, a cavallo del 2010 e del 2011, hanno portato alla caduta del potere costituito.

Citazioni[modifica]

  • Spero che in Tunisia ci siano presto libere elezioni e che in Libia ci sia un processo di riconciliazione che porti alla Costituzione, come proposto da Seif Al-Islam Gheddafi. [...] Siamo ancora più preoccupati per il fatto che si stiano affermando ipotesi come quella degli Emirati Islamici all'Est della Libia: a poche decine di chilometri da noi sarebbe un fatto di grande pericolosità. (Franco Frattini, 21 febbraio 2011)
  • La rivoluzione tunisina, pur essendo stata la scintilla dell'incendio che da gennaio investe l'intero mondo arabo, non ha modelli né ricette da esportare. La verità è che l'insurrezione popolare contro il tiranno Ben Ali ha rivelato a un certo punto, quasi senza volerlo, una nuova legge di alchimia politica: ha dimostrato che le dittature tradizionali, nate nel secolo scorso, sono pressoché indifese di fronte a processi rivoluzionari "istantanei", che agiscono e reagiscono fulmineamente, alimentati da tecnologie e comportamenti (internet, facebook, twitter, tv satellitare ecc.) che nessun potere sa come controllare. Risultato: si accelera il "processo di fusione" del regime sotto assedio e non appena la paura cambia di campo, quando non è più la gente ma il tiranno a sentirsi in pericolo, il gioco è fatto. Così è andata anche in Egitto e così potrebbe andare altrove. Difficile prevedere come cambierà il mondo arabo, ma di questa scoperta noi tunisini siamo fieri, perché nulla sarà più come prima. (Khemais Chammari, aprile 2011)

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