Émilie du Châtelet

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Émilie du Châtelet

Gabrielle Émilie le Tonnelier de Breteuil (1706 – 1749), matematica, fisica e scrittrice francese.

Citazioni[modifica]

  • L'uomo giovine, ardente d'una immaginazione impetuosa, è raramente capace di far tacere i suoi desideri; per lui, le lezioni della morale sono ordinariamente inutili. Se non può rivolgersi alle cortigiane, egli pervertirà le vostre mogli, le vostre figliuole e le vostre serve; le più innocenti, le più virtuose saranno quelle cui egli investirà d'assedio in preferenza e contro le quali porrà in opera tutt'i mezzi immaginabili di seduzione; metterà il disordine nelle case, farà la sventura di un gran numero di padri e di figliuoli, e però quella della società intera... Se la giovine sedotta dal libertino è senza educazione e se appartiene alle classi inferiori della società, non avrà probabilmente a gittarsi che nelle braccia della prostituzione. Così, allontanando quell'uomo dalle prostitute, si moltiplica il numero di queste disgraziate; si precipitano nel più orribile baratro delle creature, che forse sarebbero rimaste innocenti, e, sotto il pretesto di favorire la morale, le si arrecano, senza saperlo, le più gravi offese. (citato in Francesco Mastriani, I vermi, a cura di Luca Torre, Luca Torre, Napoli 1994)

Discorso sulla felicità[modifica]

  • Esiste, forse, un sentimento più illusorio dell'amore?
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.
  • L'uomo più felice è colui che non vuole cambiare il proprio stato.
  • Ogni età ha la felicità che le è propria.
  • Per conservare a lungo l'amore del proprio amante è indispensabile che la speranza e il timore siano sempre presenti.
  • Si conosce di più l'amore attraverso l'infelicità che procura che per la felicità, spesso misteriosa, che diffonde nella vita degli uomini.
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

Bibliografia[modifica]

  • Gabrielle Émilie Châtelet, Discorso sulla felicità, a cura di M. C. Leuzzi, Sellerio di Giorgianni, Palermo, 1992.

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