10.000 AC

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10.000 A.C.

Immagine 10,000 BC.svg.
Titolo originale

10,000 BC

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America, Nuova Zelanda
Anno 2008
Genere Avventura, romantico
Regia Roland Emmerich
Soggetto Roland Emmerich, Harald Kloser
Sceneggiatura Roland Emmerich, Harald Kloser
Produttore Mark Gordon, Roland Emmerich
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Musiche: Harald Kloser, Thomas Wander

10000 A.C., film del 2008, regia di Roland Emmerich.

Frasi[modifica]

  • [inizio del film] Solo il tempo può dirci ciò che è verità e ciò che è leggenda, alcune verità non sopravvivono agli anni, ma la leggenda della ragazza dagli occhi azzurri vivrà per sempre e verrà sussurrata ai quattro venti fra le grandi montagne bianche. Noi gli Yagahl eravamo cacciatori della più possente delle bestie: il manach; ma il nostro mondo cominciava a cambiare e i manach scendevano a valle sempre più tardi e vi erano volte in cui non scendevano affatto. I nostri cacciatori erano irrequieti e la nostra gente affamata. Solo una fra noi, da noi chiamata la "vecchia madre", l'ultima della sua specie, solo lei sapeva parlare agli spiriti della terra e interrogare la saggezza dei padri per salvare il suo popolo. Molte volte l'interrogò, finché una notte essi risposero alla sua chiamata e ci inviarono un segno, un segno dell'inizio della fine. (Baku anziano, narratore)
  • Io ora ti libero, ma tu non mangiarmi! (D'Leh) [nella buca, con la tigre dai denti a sciabola (macairodonte)]
  • Non puoi non ricordati di me, ti ho dato la vita. (D'Leh) [parlando al macairodonte]
  • Il mio cuore cammina con te, fratello D'Leh. (capo tribu')
  • Oggi non sarò io a trafiggere il cuore del manach, sarà uno di voi. Uno di voi reclamerà la lancia bianca, possano i padri degli yagahl e lo spirito del possente manach scegliere il migliore tra voi. ya! (Tic-Tic)
  • Un uomo buono traccia un cerchio intorno a sé, e si occupa di quelli che ci sono dentro: la sua donna, i suoi figli. Altri uomini tracciano un cerchio più ampio, il quale abbraccia anche fratelli e sorelle. Ma ci sono uomini, che hanno un grande destino; essi tracciano intorno a se stessi un cerchio che deve includere molte, molte più persone. Tuo padre è stato uno di quegli uomini. Ora sta a te decidere, se tu anche lo sei! (Tic-Tic) [parlando a D'Leh]
  • Essere andati così lontano, essere arrivati al confine del mondo per abbattere colui che chiamavano l'onnipotente e tutto per tornare senza Evolet. Non era questo che la vecchia madre aveva predetto. Ma quando ormai l'aveva perduta per sempre, la leggenda della ragazza dagli occhi azzurri iniziò. Evolet aveva portato la promessa di vita al nostro popolo, e ora, col suo ultimo respiro, la vecchia madre gliel'aveva ridata. (Baku anziano, narratore)

Dialoghi[modifica]

  • D'Leh: Tu non sarai mai sola Evolet, vedi quella luce, quella non si muove attraverso il cielo come le altre luci. Tu sei quella luce nel mio cuore, non scomparirai mai.
    Evolet: Non scomparirò mai?
    D'Leh: No, mai.
    [voce fuori campo della "vecchia madre"] Evolet vieni qui, non andare in giro senza dirmelo..
    (Baku anziano, narratore) ..e per molte lune Evolet e D'Leh si guardarono e nei loro cuori si rafforzava l'amore.
  • Baku: D'Leh, quando diventerò un cacciatore?
    D'Leh: Quando smetterai di fare tante domande.
  • D'Leh: Tu diventerai un cacciatore.
    Baku: Io?

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