Abū-Ṭālib Ḫān
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Abū-Ṭālib Ḫān, o Mirza Abu Taleb Khan (1752 – 1805/1806), viaggiatore e storico indiano.
Viaggi del principe persiano Mirza Aboul Taleb Khan in Asia, Africa ed Europa scritti da lui medesimo
[modifica]Gloria a Dio onnipossente, che sparse i suoi beni sul genere umano, ed esaudì i voti di tutti i suoi figli! Lode a Maometto suo profeta! I discendenti e i discepoli suoi siano per sempre benedetti!
Aboul Taleb, figliuolo di Mohammed d'Isphaan, costretto d'abbadonar la sua patria, imprese lunghi viaggi, s'unì a uomini di tutte le nazioni; e fu testimonio d'una folla di meraviglie.
Citazioni
[modifica]- Convien ora ch'io adempia il comando fattomi da lady Spenser, di passare, cioè, in rassegna i vizj, che tra gli Inglesi mi fecero più disaggradevole impressione. Fu a Londra principalmente ch'ebbi opportunità di studiare i costumi di quel popolo.
Primo adunque di tali vizj parvemi la mancanza di religione e quindi un'estrema tendenza all'ateismo. Né fra le persone del popolo trovai principj che servissero di base alla morale, o sentimento alcuno di onestà. (vol. 2, pp. 5-6) - Dopo aver contristato i miei lettori colla enumerazione di vizi e di mende, che meritavano biasimo; facciamoli ora contenti parlando di virtù che son degne di elogio.
Gli Inglesi si distinguono primieramente, per una estrema delicatezza, frutto d'educazione liberale. Questo sentimento d'onore è fra loro sì profondo che uomini doviziosi, a cui nulla manca sulla terra sacrificano, per la più lieve cagione, e vita e fortuna, onde lavare una imputazione calunniosa. (vol. 2, p. 18) - Il quinto dì arrivammo nella baja di Genova e poi ch'ebbimo gettata l'ancora, un medico venne in barca a visitarci. La peste desola spesso il paese, onde non si permette ad alcuno di scendervi, se l'Ippocratico non accerta la sua sanità. (vol. 2, pp. 87-88)
- Genova è magnifica città posta in dilettoso paese. Circonda essa la baja in semicerchio, e se veduta non avessi la baja di Cork, questa mi saria sembrata la più bella d'Europa. Gli edifici pubblici, e la parte più parte delle case, costrutte in pietra da taglio, sono elevatissime, e adorne di pilastri e di portici. Alcune delle contrade ti si mostrano larghe e assai regolari; ma altre sì strette, che mai non vi penetra raggio di sole. Come la città sorge sovra un piano inclinato, mai non vi si vede fango o brutture. Buone fortificazioni la muniscono e dal lato di terra e da quello del mare; né assalto alcuno può farla temere.
Le case son riccamente decorate nell'interno; pur io non saprei trovar gusto in appartamenti ove sono tante inezie. Ma Genova, lo confesso, è nel suo tutto la più bella città ch'io conosca. (vol. 2, p. 89) - Principale fra le tre città, che compongono Costantinopoli, è quella abitata dall'Imperadore, dalla nobiltà e da tutti i ricchi Musulmani, e porta il nome d'Istanbole; in quella che già dicemmo appellarsi Galata, e quasi tutta è popolata di Cristiani, se un Maomettano venga a dimorarvi, pianta innanzi alla sua porta un cipresso, per mostrar che la casa appartiene ad un Credente, non avendo quelli il diritto di coltivare un tal albero. Facendo il giro del porto, può andarsi per terra da Galata a Istanbole, ma la strada è perfida. La terza città è dall'altro lato dello stretto sulla costa d'Asia, ove non si può giugnere che per acqua, e nomasi Scutari. Costantinopoli alzandosi da un terreno inclinato sembra, chi la miri dallo stretto, regolare e magnifica; e innanzi d'uscir di barca io me la finsi d'immensa grandezza; ma fui disingannato al primo por piede nelle sue contrade. (vol. 2, pp. 115-116)
- I Turchi sono in generale pieni d'onore, intrepidi, generosi, ospitali, capaci d'attaccamento e inclinati a compatire alle altrui pene. Avvi più giustizia ed equità nel loro governo, che in alcun altro stato Maomettano. (vol. 2, p. 131)
- Inalzasi Bagdad sul Tigri, e si compone di due città, poste sulla doppia riva del fiume, e distinte coi nomi di Antica e di Nuova. La prima sulla costa orientale è la residenza del Pacha e di tutti i primi officiali: la seconda, o quella del Iezireh (isola) sovra la costa occidentale è cospicua per bellissime abitazioni. Ambidue le città, che hanno presso ad otto miglia di circonferenza, sono fortificate e cinte di fossati larghi e profondi, soliti seminarsi in tempo di pace; ma facili ad empirsi al minimo periglio, introducendovi l'acque del fiume. (vol. 2, pp. 184-185)
- Il Golfo Persico è seminato d'una moltitudine d'isole disabitate; e gli Inglesi hanno dato il nome di Tomba di Zoom ad una di esse, ove uno de' generali di Alessandro il Grande fu, dicesi, sepolto. Un altra appellata Mamma-Selma non è che uno scoglio orribile, contro cui i flutti vanno a spezzarsi con tanta violenza, che un bastimento non può avvicinarglisi, senz'essere fatto in pezzi. Rimarcasi in questo mare un pesce molto curioso, cui gli Inglesi chiamano star-fish, il quale è rotondo e sparge la notte vivissimo lume, sicché somiglia a luna cinta della sua atmosfera. La sua pelle è assi molle, ma per poco che si tocchi, la mano si copre tosto di pustole, talvolta pericolosissime. Nel tragitto sedeami io sovente, la sera, sul ponte le intere ore, contemplando un tale fenomeno. (vol. 2, pp. 239-240)
Bibliografia
[modifica]- Abū-Ṭālib Ḫān, Viaggi del principe persiano Mirza Aboul Taleb Khan in Asia, Africa ed Europa scritti da lui medesimo, traduzione del sig. Montani, vol. 1, Giambattista Sonzogno, Milano, 1820.
- Abū-Ṭālib Ḫān, Viaggi del principe persiano Mirza Aboul Taleb Khan in Asia, Africa ed Europa scritti da lui medesimo, traduzione del sig. Montani, vol. 2, Giambattista Sonzogno, Milano, 1820.
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