Abdul-Qādir Bēdil

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Abdul-Qādir Bēdil (1644 – 1721) noto anche come Bidel Dehlavi, poeta e scrittore persiano.

In Alessandro Bausani, Storia delle letterature del Pakistan[modifica]

  • Dovunque un trita-polvere prepara collirio per l'occhio, non passare ignaro di lì, che (su quella polvere) già cadde (regale) corona.
    Dall'atomo al Sole tutto è manifestazione di conoscenza, ma a che giova? Gli occhi degli uomini ignari non sanno guardare.
    S'agita un mondo che porta a cavalcioni Illusione; chi v'è che capisca che s'è messa in viaggio anche la Mèta? (p. 77)
  • Io sono quel Desiderio che nella sua polvere cerca se stesso; ho creato una via in seno alla Mèta e (per quella via) io vado. (p. 80)
  • Sono una Presenza d'Unità, non entro altro che in cuore a un (intimo) confidente; sono il vino dell'ampolla della Realizzazione, non entro in un misero recipiente. [...]
    Ora metto in moto cento cieli in un occhio di formica, ora, in cento oceani, non entro nell'abbraccio di una goccia di rugiada.
    Ora impallidisce il mio colore tanto che nascondo il capo nel seno d'un àtomo, ora di tale Brama mi vanto che in me stesso anche non entro.
    La sottigliezza della mia indole, m'ha gettato, qual perla, fuori dal mare; son tanto entrato nel fondo di me stesso, che più non entro nel mondo. (p. 85)

Bibliografia[modifica]

  • Alessandro Bausani, Storia delle letterature del Pakistan, Urdu, Panjâbī, Sindhi, Pasc'tô, Bengali, Pakistana, Nuova Accademia Editrice, Milano, 1958.

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