Accademia della Crusca

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Il frullone, simbolo dell'Accademia della Crusca

Citazioni sull'Accademia della Crusca.

Citazioni[modifica]

  • La Crusca nel 1612 diede all'Italia un Vocabolario della lingua, quando nessuno ci pensava, quando ancora ne mancavano la lingua francese, l'inglese, la spagnola e la tedesca. Lo ha ristampato quattro volte per emendare, accrescere e perfezionare l'opera sua, ed ora attende alla quinta ristampa[1]. (Marco Tabarrini)

Valeria Della Valle[modifica]

  • Al contrario, quando fu avviata la grande impresa del Vocabolario degli Accademici della Crusca, gli accademici avevano per loro fortuna, come saldo punto di riferimento, le posizioni teoriche e le opere di un filologo come Leonardo Salviati. [...] Con l'ingresso del Salviati nel gruppo, la brigata dei Crusconi fu trasformata in Accademia della Crusca, e i soci si impegnarono nella nuova impresa di dare a Firenze un vocabolario, che non si chiamò Vocabolario della lingua fiorentina o della città di Firenze (perché il titolo sarebbe stato troppo municipale e sarebbe stato subito oggetto di polemiche), ma Vocabolario degli Accademici della Crusca, un'opera collettiva i cui membri si assumevano fin dal titolo la responsabilità comune delle scelte linguistiche.
  • Gli accademici mantennero l'apparato allegorico e simbolico legato al pane e alla panificazione: gli stemmi personali erano detti pale, e richiamavano quelle usate per infornare il pane; il motto di ognuno era riferito al pane, al grano, alla farina; l'emblema dell'Accademia era il frullone, cioè uno strumento d'avanguardia creato per separare la farina dalla crusca, sormontato dal motto «il più bel fior ne coglie», adattamento di un verso del Canzoniere di Petrarca, scelto per alludere al compito principale dell'accademia, cioè «cogliere il fior fiore della lingua».
  • Leonardo Salviati morì nel 1589, ma aveva fatto in tempo a dare istruzioni agli accademici: aveva preparato per loro un abbozzo di vocabolario, prezioso come traccia da seguire, contenente le citazioni tratte dai testi del Trecento. Così, dopo la morte del loro maestro i cruscanti si misero al lavoro e nel 1591 cominciarono a dividersi i compiti e a stabilire le regole per lo spoglio dei testi (i verbali e i diari delle loro riunioni sono stati fortunatamente conservati, e consentono di seguirne i lavori quasi giorno per giorno, anche attraverso la compilazione delle schede preparate per le voci).

Note[modifica]

  1. Il primo volume della quinta ristampa fu pubblicato nel 1863.

Voci correlate[modifica]

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