Addis Abeba

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Veduta di Addis Abeba (Etiopia), agosto 2009.

Citazioni su Addis Abeba, capitale dell'Etiopia e sede centrale dell'Unione Africana.

Giuseppe Bottai[modifica]

  • Alle nove di questa mane ero in volo sul cielo di Addis Abeba. L'aeroplano, levatosi alle sette e mezzo dal campo di Dessiè, sorvolate le montagne, filava diritto per Uorra llù e Dobbà sull'Emberterà. L'altopiano ondeggiava sotto di noi, morbido come seta svariante in tutti i toni del verde. Guardavo con tenerezza quella terra felice. Le case dei borghi vi apparivano disposte con un ritmo di danza, non raggruppate in centri e non sparse, ma disposte in cerchio o a festoni o a serpe, secondo le pieghe del terreno.
  • Il Maresciallo ordina a me e ad Alessandrini di passare alle sue dipendenze dirette, per cominciare lo studio e l'organizzazione del governo civile di Addis Abeba. Alziamo le tende in un prato di smeraldo, lucido, lustro, laccato. I nervi si tendono dentro una parentesi di favola. Farfalle e uccelli danno grazia di volo e di canto alle nostre fantasie.
  • Passiamo sulle case di Egersà; ed ecco, lontano, su un piano inclinato, Addis Abeba, biancheggiante in un bosco immenso. Le siamo sopra e vi caliamo a vite. Sembra d'essere risucchiati da un gorgo. I giovani piloti gettano la macchina quasi pancia a terra. Sentiamo l'odore degli eucalipti. Riconosciamo San Giorgio, il Ghebbi, il monumento di Menelik, l'ospedale italiano della Consolata, il Leone di Giuda dinanzi alla stazione. Risaliamo, discendiamo, ridendo, allegri di toccare quasi la mèta, alla quale condurremo tra giorni la vittoria senz'ali.

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