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Adolf Eichmann

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Eichmann nella divisa di ufficiale delle SS (1942)

Otto Adolf Eichmann (1906 – 1962), militare, funzionario e criminale di guerra tedesco.

Citazioni di Adolf Eichmann[modifica]

  • [Nel corso del suo processo del 1961] Debbo ammettere di considerare oggi lo sterminio degli ebrei uno dei peggiori delitti della storia dell'umanità. Ma ormai è accaduto, e dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre forze per impedire che ancora una volta accada.[1]
  • [Testimonianza a Less] Il consiglio ebraico, la sua composizione, la sua gerarchia interna e la suddivisione dei compiti, venivano lasciati interamente a loro. Naturalmente avevamo noi il comando. Ma, come ho già detto, non si è agito in maniera tirannica nei loro confronti. Con i funzionari, con coloro con cui si aveva continuamente a che fare, ci si è comportati invece con grande prudenza: i nostri uomini perciò regolavano le cose e il meno possibile, per la semplice ragione che se si fosse agito in maniera autoritaria con quegli dirigenti – tipo: faccia così e così – non sarebbe stato utile alla causa. Perché se gli interessati non avessero collaborato volentieri ne avrebbe sofferto tutto il lavoro; si è fatto di tutto per rendere allettante la collaborazione.[2]

Citazioni su Adolf Eichmann[modifica]

  • Era in fin dei conti una persona borghesissima, normalissima, si potrebbe quasi dire socialmente integrata. Che avesse sulla coscienza la morte di sei milioni di ebrei, non era una conseguenza di un suo carattere criminale, bensì tutto all'opposto della sua disposizione a confluire e come a dissolversi in un compito comune, ottemperandovi con tutto il suo talento e tutta la sua diligenza: avrebbe potuto far gasare anche sei milioni di zingari, se ce ne fossero stati tanti. O sei milioni di mancini. E se Hitler gli avesse ordinato, anziché di ammazzarli, di imbarcare gli ebrei per la Palestina affinché vi sorgesse uno Stato ebraico, lui lo avrebbe fatto, avrebbe fatto anche questo. A muoverlo non era la sete di sangue. (Simon Wiesenthal)
  • La caratteristica dell'assassino individuale è il pervertimento della sua vita affettiva. La caratteristica di Eichmann consisteva nell'aver egli una vita affettiva integra in tutto ciò che riguardava la sua sfera personale, e in una totale assenza di sentimenti non appena si trattasse del suo «compito». (Simon Wiesenthal)

Note[modifica]

  1. Citato in Simon Wiesenthal, Giustizia, non vendetta (Justice n'est pas vengeance), cap. VIII, traduzione dal tedesco di Carla Mainoldi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1989, p. 108.
  2. Citato in Hannah Arendt, Eichmann in Jeruzalem, Olympus, Amsterdam, 1963, pp. 220-221; riportato in Mattias Desmet, Psicologia del totalitarismo, Edizioni La linea, Bologna, 2022, p. 125. ISBN 978-88-97462-93-4

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