Adriano Mari

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Adriano Mari

Adriano Mari (1813 – 1887), politico italiano.

Citazioni di Adriano Mari[modifica]

  • Le opinioni tutte, che non sieno contrarie all'ordine costituito, hanno diritto di essere qui rappresentate. Ma nei Parlamenti, un partito che prevalga sugli altri bisogna pur che vi sia. Se una Camera è divisa in frazioni, ciascuna delle quali non basti a costituir maggioranza, difficilmente il paese può sperar buone leggi; niun Governo può avere forza e durata; né può accrescersi quella fede nelle istituzioni parlamentarie, che è condizione di vita per la nostra Italia, e che è nel voto di quanti in Europa amano la libertà. [...] Una grande impresa non si conduce a termine senza concordia d'animi e di voleri.[1]
  • [La Terza guerra di indipendenza si è appena conclusa] Cessate le esterne minaccie, assicurata la nostra indipendenza, noi tutti comprendiamo quanto sia necessario dirigere a pratico e fruttuoso risultato le fatiche parlamentarie, senza spreco di forze e senza intemperanza di passioni. Non è delle gare dei partiti che avremo a temere. Il pericolo più grave proviene dalle condizioni difficili della nostra finanza. Non si compiono grandi rivolgimenti politici, non si uniscono le sparse membra di una nazione, non si affrontano sanguinose lotte, non si dà vita a grandiose opere pubbliche, senza ingenti dispendi e sacrifizi.[2]
  • Perché non dovremo trovar modo di avviarci e di giungere al pareggio dei nostri bilanci? Lo sperano i nostri nemici. Lo credono taluni, i quali avrebbero augurato la libertà all'Italia, negandole però l'unità e l'indipendenza; quasiché senza questo potesse aversi libertà sicura.[2]

Citazioni su Adriano Mari[modifica]

  • Egli fu del fôro italiano ornamento e vanto non solo, ma ben anco uno dei più eminenti giureconsulti. Liberale convinto, fin da quando l'amare la patria era colpa, Adriano Mari, ne' giorni avventurosi del nostro risorgimento, ebbe dai propri concittadini il mandato di loro rappresentante. Uomo schiettissimo, la franchezza del dire aperto e senza ambagi eran doti precipue della sua maschia eloquenza, informata a precetti de' sommi, calda per vivezza di affetti, arguta assai spesso, efficace sempre. (Domenico Farini)

Note[modifica]

  1. Dal Discorso di insediamento alla Presidenza della Camera del Regno d'Italia, IX legislatura, 11 dicembre 1865; disponibile su Camera.it.
  2. a b Dal Discorso di insediamento alla Presidenza della Camera del Regno d'Italia, X legislatura, 29 marzo 1867; disponibile su Camera.it.

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