Domenico Farini

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Domenico Farini

Domenico Farini (1834 – 1900), militare e politico italiano.

Citazioni di Domenico Farini[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Sulla morte di Vittorio Emanuele II] Toccò a noi vedere, impietrati alla immensa sciagura, scendere nella tomba il gran Re che gli Italiani avevano invocato vindice nei dì del servaggio ed acclamavano vanto e presidio della risorta nazione: toccò a noi assistere ad altro avvenimento intorno al quale le timide menti abbuiavansi speculando l'avvenire.[1]
  • Le istituzioni, tutelate dalla lealtà e difese dal valore del principe, fondate sul consenso e cementate dal sangue del popolo; così oggi da noi legislatori imperiosamente esige che, alle istituzioni stesse si accrescano pregio ed amore derivandone, senza indugio, gli invocati svolgimenti di prosperità e di libertà.[1]
  • Attendete con ogni diligenza ad un ufficio nel quale la negligenza è colpa, voltandosi a danno delle istituzioni che il popolo italiano conquistò con secolari sacrifizi e che vuole strenuamente difese e mantenute incolumi da ogni iattura.[2]
  • [Su Adriano Mari] Egli fu del fôro italiano ornamento e vanto non solo, ma ben anco uno dei più eminenti giureconsulti. Liberale convinto, fin da quando l'amare la patria era colpa, Adriano Mari, ne' giorni avventurosi del nostro risorgimento, ebbe dai propri concittadini il mandato di loro rappresentante. Uomo schiettissimo, la franchezza del dire aperto e senza ambagi eran doti precipue della sua maschia eloquenza, informata a precetti de' sommi, calda per vivezza di affetti, arguta assai spesso, efficace sempre.[3]

Note[modifica]

  1. a b Dal Discorso di insediamento alla Presidenza della Camera del Regno d'Italia, XIII legislatura, 27 marzo 1878; disponibile su Camera.it.
  2. Dal Discorso di insediamento alla Presidenza della Camera del Regno d'Italia, XIV legislatura, 19 febbraio 1880; disponibile su Camera.it.
  3. Dalla commemorazione al Senato del Regno d'Italia, riportata in Scheda senatore Mari Adriano, Senato.it, 18 novembre 1887.

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