Alberto Burgio

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Alberto Burgio (1955 – vivente), filosofo e politico italiano.

Da Intervista ad Alberto Burgio sul razzismo

Intervista di Giacomo Bottos e Lorenzo Mesini, Pandorarivista.it, 27 giugno 2017.

  • [Sul razzismo] Nulla sarebbe più fuorviante dell'idea di aver a che fare con qualcosa di contingente, accidentale oppure con un retaggio di epoche passate, un residuo che lo sviluppo della società e, perché no, il progresso, nell'ambito delle relazioni sociali, civili e politiche, porterebbero all'estinzione.
  • In che senso il razzismo sarebbe un fenomeno moderno? Qui entriamo già nel merito. Non è moderna la violenza, non è moderna la discriminazione, non è moderna la xenofobia. È moderna la strategia di legittimazione di questi fenomeni.
  • Razzista non è l'azione violenta ma il modo in cui la si interpreta, rappresenta e giustifica.
  • La modernità, come noi la intendiamo, si caratterizza come il tempo storico in cui hanno luogo processi volti alla realizzazione di un eguagliamento tendenzialmente universale.
  • Potremmo definire il razzismo come una negazione determinata dell'eguaglianza, quindi come una negazione determinata del vettore progressivo della modernità. In questo senso la modernità del razzismo inerisce proprio al cuore stesso della modernità e alla sua dialettica.
  • La mia idea è che il razzismo sia una delle strategie attraverso le quali l'ideologia dominante e, di conseguenza, il senso comune, giustifica il persistere di condizioni e dinamiche di esclusione, subordinazione, discriminazione e, ai limiti, persecuzione in presenza di uno sfondo di aspettative caratterizzate invece dall'inclusione, dalla partecipazione, dal riconoscimento e dall'eguaglianza.

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