Alcide Cervi

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Alcide Cervi, "Papà Cervi" (1875 – 1970), partigiano italiano, padre dei fratelli Cervi.

I miei sette figli[modifica]

Incipit[modifica]

Tu, Alcide Cervi, scrivi un libro? Io non ci ho mai pensato, a questo. Né avrei potuto farlo. Quando l'anno scorso andai a Genova, al Congresso dei partigiani, una madre mi abbracciò e mi disse: papà Cervi, anche a me hanno ammazzato il figlio. Era l'unico figlio. Ma che è uno, per te che ne hai perduti sette? Io le alzai il viso dalla spalla mia e dissi: Tu ne avevi uno, e quello ti hanno preso. Io ne avevo sette, e sette me ne hanno presi. È lo stesso. Non c'è diversità.

Citazioni[modifica]

  • Dopo un raccolto ne viene un altro, andiamo avanti!
  • Mi hanno detto sempre così, nelle commemorazioni: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta. Va bene, la figura è bella e qualche volta piango, nelle commemorazioni. Ma guardate il seme. Perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell'uomo.

Bibliografia[modifica]

  • Alcide Cervi, I miei sette figli, a cura di Renato Nicolai, Avvenimenti I libri dell'Altritalia, 1994.

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