Alcide Paolini

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Alcide Paolini (1928 – 2016), scrittore, poeta e critico letterario italiano.

Citazioni di Alcide Paolini[modifica]

  • [Vittorio Sereni] Era un uomo complesso, dotato di un fascino naturale, disarmante, che lo faceva amare da tutti.[1]
  • [Sui libri dei nuovi autori] Nemmeno la critica e la informazione sono molto portate alla ricerca, alla curiosità, al piacere del rischio. Recensori e cronisti letterari sono spesso pigri, annoiati, pressati da amici editori, direttori di giornali, tendenzialmente portati a occuparsi degli autori già collaudati, quasi che parlare di un autore nuovo fosse in qualche modo degradante. Ci sono dei critici che non hanno mai letto un'opera prima. Per non parlare dei grossi premi, che non si azzarderebbero mai a rischiare su un nome nuovo.[2]

La gatta[modifica]

Incipit[modifica]

Se almeno telefonasse
La donna si era lasciata andare pesantemente sul divano, aveva acceso una sigaretta, aveva tirato qualche boccata nervosa, era rimasta per un po' a guardare le volute di fumo che salivano lentamente verso il soffitto, si era allungata verso il tavolino basso lì accanto per prendere un libro, aveva cercato una posizione comoda, aveva aperto il libro, sbadigliato, sospirato, gettato una rapida occhiata guardinga in direzione del gatto, un coso nero che dormiva tutto raggomitolato su una poltroncina d'angolo, e si era messa finalmente a leggere.

Citazioni[modifica]

  • Gli uomini sono solo capaci di pretendere tutto senza dare niente. Bene o male la donna finisce dritta per passare alle sue dipendenze. (p. 15)
  • L'autoerotismo tutto sommato è abbastanza piacevole, dopotutto si può fare benissimo a meno dell'uomo. (p. 26)
  • Si dicono sempre tante cose quando si è innamorati, ma poi passa. Passa sempre. Basta guardarsi in giro, chi è che resiste? (p. 45)
  • Uno che non ti opprime non ti pesa che sta a sentirti parlare e ti ascolta, anche se non sempre capisce, che sa parlare di cose frivole. Disponibile sempre. Gli preparerò delle omelettes, e poi formaggio e prosciutto, c'è del caviale, che vuole di più? Un po' di frutta, caffè, e poi a letto. L'ho chiamato per questo dopotutto. (p. 51)

Note[modifica]

  1. Citato in Corriere della Sera, 16 febbraio 2009.
  2. Citato in La Fiera Letteraria, n. 5, 14 marzo 1971.

Bibliografia[modifica]

  • Alcide Paolini, La gatta, Arnoldo Mondadori Editore, 1974.

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