Alessandro Severo

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Alessandro Severo

Alessandro Severo (208 – 235), imperatore romano.

Citazioni[modifica]

  • Bisogna affidare le cariche a chi le rifiuta, non a chi le cerca.[1]
  • [Ultime parole, dette a uno dei soldati in rivolta introdottisi nella sua tenda per assassinarlo] Esci, allontanati.[2]
  • Non fare ad altri quel che non vuoi sia fatto a te.[3] [Etica della reciprocità]
Quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris.
  • [Così diceva quando puniva o allontanava un amico o un parente malvagio] Lo stato mi è più caro di tutti costoro.[4]
  • Solo i ladri si lamentano della povertà, al fine di giustificare le loro colpe.[5]

Note[modifica]

  1. Citato in Elio Lampridio, cap. XIX, p. 298.
  2. Citato in Elio Lampridio, cap. LXI, p. 326.
  3. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, Milano, 1921, p. 476: «Elio Lampridio nella Vita di Alessandro Severo, cap. 50, racconta che questo imperatore ripeteva spesso ad alta voce tale sentenza, imparata dai Cristiani, la faceva gridare pubblicamente dal banditore ogni volta che occorresse di punire alcuno, e l'amava tanto che ordinò si scrivesse nel palazzo imperiale e nei pubblici edifici. Le origini di essa sono senza dubbio da cercarsi nel versetto biblico: Quod ab alio oderis fieri tibi, vide ne tu aliquando alteri facias (Quello che tu non vuoi che altri a te faccia, guardati dal farlo giammai agli altri)».
  4. Citato in Elio Lampridio, cap. LXVII, p. 330.
  5. Citato in Elio Lampridio, cap. XXVIII, p. 297.

Bibliografia[modifica]

  • Elio Lampridio, Vita di Alessandro Severo, in Scrittori della storia augusta, a cura di Leopoldo Agnes, UTET, Torino, 1960.

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