Giuseppe Fumagalli
Aspetto
Giuseppe Fumagalli (1863 – 1939), bibliografo, bibliotecario ed erudito italiano.
Citazioni di Giuseppe Fumagalli
[modifica]- E veramente il latino, per quanto sia convenzionalmente registrato fra le lingue morte, rientra da ogni parte nella vita vissuta di ogni giorno. C'entra con i riti della chiesa cattolica, con le massime e la procedura del diritto romano, con le tradizioni della filosofia medievale. Dal latino medesimo la storia naturale ha preso a prestito la nomenclatura scientifica degli animali e delle piante, come l'araldica ricorre ad esso per le divise e i motti. La Bibbia e i classici danno continuo argomento di citazioni, anche a chi non fa né il sacerdote né il maestro di scuola: e non solo ne sono piene le opere letterarie ma se ne vale largamente l'oratoria, e non meno quella sacra o forense, che quella civile, sia parlamentare, sia accademica, sia d'altro genere.[1]
- [...] fra i postillatori di libri delle pubbliche biblioteche dobbiamo comprendere anche Giosue Carducci[2]: però il Carducci giovinetto, che quando egli fu più maturo nessuno lo superò nell'amore e nel rispetto dei libri, dei libri suoi, nonché dei libri altrui. Il Carducci dal 1849 al 1852, mentre era scolaro nei corsi di Umanità e di Retorica alle Scuole Pie di Firenze, frequentò la Biblioteca Nazionale, allora Magliabechiana, e Salomone Morpurgo ha voluto ricercare nei registri di quel tempo i ricordi delle letture di lui. Egli compare la prima volta nel registro il 4 dicembre 1849, e poi molte altre volte dopo, firmando talora col solo cognome, altre volte premettendovi le iniziali G. A. che richiamano anche il suo secondo nome di battesimo, Alessandro, e assai spesso anche collo pseudonimo di GAC de la Valle. In un esemplare dell'Acerba di Cecco d'Ascoli, in fine del libro V, sotto i versi della famosa invettiva contro Dante, così il Carducci scrisse di suo pugno: Questo poeta, dopo che tanto e tanto ciarlato ha, Niuno l'ha inteso e niun lo intenderà. G. Carducci, E. Nencioni: 20 giugno 1850.[3]
Chi l'ha detto?
[modifica]
- Facile è il trasmodare delle voglie, ove non si sappia imporre silenzio ai desideri, ai sentimenti immoderati, impresa non agevole, poiché talora la ragione fuorviata si mette dalla parte del senso. Giustissima è quindi la massima del moralista francese [La Rochefoucauld] che "Le passioni sono i soli avvocati che persuadono sempre", e il peggio è questo, che quasi sempre persuadono male e ci fanno desiderare con maggior cupidigia ciò che meno è concesso: "Sempre tendiamo con ogni sforzo a quel che è vietato, e desideriamo quel che ci è negato" [Ovidio, Amores]
- Il mio libro non è che una paziente compilazione, che affido al benevolo esame, non degli ipercritici, non dei dotti, ma di tutti coloro, e sono i più, ai quali un bel giorno può fare difetto o la lettura o la memoria; quindi "Lungi da queste carte i cisposi occhi già da un secolo rintuzzati" come scrisse il Parini in principio della dedicatoria Alla Moda che precede Il Mattino.
- Questa è una raccolta di citazioni, e non di proverbi. Ed i proverbi non sono soltanto nelle lingue volgari, ma anche nel latino, tanto dell'età classica, quanto della bassa latinità.
- Talora il presente è così doloroso che non si può trovare conforto se non rimuovendone il pensiero e quasi imponendo a sé stesso d'ignorarlo.
- Un altro bell'originale napoletano fu il Presidente Fenicia ossia Salvatore Fenicia, presidente della Commissione degli scavi di Ruvo, nato a Ruvo [Ruvo di Puglia, n.d.r.] nel 1793. Quest'altra famosissima bestia aveva la manìa della letteratura: un catalogo delle opere da lui scritte, compilato nel 1856 — e il Fenicia continuò a scrivere ed a stampare almeno fino al 1861 — ne riferisce 72 fra edite e inedite, di cui qualcuna in 12 volumi di complessive pagine 4000! Lo stile e la lingua di queste strampalatissime scritture sono qualcosa d'incredibile, ma lo spazio non mi consente di dilungarmi a trascriverne degli interminabili periodi.
- Uno dei primi effetti dell'abitudine è di creare dei bisogni fittizi, e di rendere necessario finanche il superfluo.
Note
[modifica]- ↑ Dalla Prefazione a L'ape latina, Hoepli, Milano, 1955, pp. VII-VIII.
- ↑ La variante Giosue non è del tutto inconsueta: è utilizzata anche dalla Enciclopedia on line Treccani.
- ↑ Da Aneddoti bibliografici, Casa editrice Bietti, Milano, 1939, pp. 77-78.
Bibliografia
[modifica]- Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, Milano, 1921.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Giuseppe Fumagalli
Wikisource contiene una pagina dedicata a Giuseppe Fumagalli
Commons contiene immagini o altri file su Giuseppe Fumagalli