Amedeo Modigliani

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Amedeo Modigliani

Amedeo Clemente Modigliani, soprannominato Modì (1884 – 1920), pittore e scultore italiano.

  • La vita è un dono dei pochi ai molti: di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno.[1]
  • Noi (scusa il noi) abbiamo dei diritti diversi dagli altri, perché abbiamo dei bisogni diversi che ci mettono al disopra — bisogna dirlo e crederlo — della loro morale. (dalla lettera a Oscar Ghiglia, Venezia, 1905; citato in Ambrogio Ceroni, Modigliani, Edizioni del Milione, 1958)

Citazioni su Amedeo Modigliani[modifica]

  • C'è solo un uomo a Parigi che sappia vestirsi, è Modigliani [...] È un fatto molto curioso: da ubriaco, non lo si vede mai sul boulevard Saint-Denis, ma sempre all'angolo tra boulevard Montparnasse e Raspail. (Pablo Picasso)
  • Così come si beve per mettersi in cammino | urlavi tu un canto, Purgatorio o Paradiso, | Salvo, una volta urlato, tornatene a bere. | Ah! sempre sentirò le grida tue sui loro silenzi, | martire che il tuo destino incominci. || Con Derain un'ultima volta abbiamo una sera | brindato. | L'album come un quaderno del cielo pesava talmente! | Col corpo piegato sotto le vesti di velluto, | quale ombra ti mordeva le reni? || E quella forma eccelsa che sempre dipingevi | intatta ha seguito la tua essenza dove i morti, Modigliani, | dove i morti finalmente vivranno quel che valse delle pene la somma. | Il Duomo di Firenze si specchiava nella Senna. (André Salmon)
  • Era rigido, tutto d'un pezzo, inaspettatamente violento, a causa della sua dolcezza apparente... galante e madrigale italiano con le donne e capace di crudeltà. Amava l'educazione e non se ne serviva affatto. (Max Jacob)
  • Ero a Parigi in primavera con amici futuristi. Una mattina dell'aprile 1914, verso le 11 mi trovavo sul boulevard Montparnasse e andavo in direzione della stazione; era bel tempo. [...] ad un tratto, un tranvai che andava nella mia stessa direzione, cioè verso la stazione, dopo aver suonato violentemente a più riprese, frenò bruscamente, ma la vettura continuava il suo cammino facendo un rumore fortissimo e stridente. [...] Un uomo, come se niente fosse, come se niente sentisse, attraversava il boulevard venendo dallo stesso marciapiede dove mi trovavo, e quest'uomo andava direttamente contro il tranvai. In quell'attimo mi accorsi che era Amedeo Modigliani, l'amico, l'artista. [...] Ebbi appena il tempo di agguantarlo per il braccio sinistro e, con violenza, buttarlo a terra fuori dalle rotaie: fu veramente questione di centimetri. Con le altre persone accorse, lo risollevammo e fu solo in quel momento che si rese conto che ero io e cominciò a riprendere conoscenza. Insieme andammo alla Rotonde, ci sedemmo su una panchina e i suoi occhi, lentamente, ridivennero normali o quasi, e si tranquillizzò. Né lui né tanto meno io, facemmo il più piccolo cenno a ciò che era avvenuto e la cosa finì così. (Alberto Magnelli)

Note[modifica]

  1. Dedica apposta su un ritratto a matita della modella Lunja Czeckowska; citato in Ardengo Soffici, Opere, Vallecchi. Soffici riporta: «Ho scoperto nell'angolo di uno dei disegni a lapis ivi riprodotti, questo aforisma che ho decifrato e che ritengo ancora inedito».

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