André Lhote

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André Lhote (1885 – 1962), pittore francese.

La peinture

Citato in Lionello Venturi, Storia della critica d'arte.

  • Questo nudo (la Grande Odalisca[1]) ha, agli occhi dei censori professionali, fra altre pecche, due vertebre di troppo ed un seno posto insensatamente sotto il braccio; ecco profanata l'anatomia, questa scienza sacra, questa chiave di volta del tempio dell'Accademismo decadente.
[...] ce nu (la Grande Odalisca) possède, aux yeux des censeurs professionels, entre autres tares, deux vertèbres de trop et un sein déraisonnablement placé sous le bras: voici profanée l'anatomie, cette science sacrée, cette clef de voûte du temple de l'Académisme décadent. (1966, p. 306)
  • Non c'è più verità anatomica, se questa verità è in opposizione alla sensazione che gli dà il corpo che ha davanti agli occhi. Questa adorabile curva della schiena così sciolta, così morbida, così lunga, egli l'allungherà ancora, suo malgrado, per meglio rendere evidente il turbamento che prova. Egli deformerà, entrerà in contraddizione con quello che il suo spirito sa per esprimere ciò che il suo cuore ha appena appreso.
Il n'y a plus de vérité anatomique, si cette vérité est en opposition avec la sensation qui lui donne le corps qu'il a devant les yeux. Cette courbe adorable du dos, si déliée, si souple, si longue, il l'allongera encore, malgré lui, pour mieux rendre apparent à autrui le trouble qu'elle lui inspire. Il déformera, il entrera en contradiction avec ce que son esprit sait pour exprimer ce que son coeur vient d'apprendre. (1966, p. 306)
  • Non è un braccio[2] così com'è in realtà, con i suoi angoli e l'intrico delle sue vene e dei suoi muscoli, è una forma inventata, una cosa calda e sinuosa, fatta per carezzare e avvolgere sensualmente.
[...] ce n'est pas un bras tel qu'il est en réalité, avec ses angles, et le fouillis de ses veines et de ses muscles, c'est une forme inventée, une chose chaude et sinueuse, faite pour caresser et envelopper sensuellement. (1966, p. 306)
  • [Paul Cézanne] L'universo per lui non ebbe limiti materiali. I fenomeni divennero trasparenti e lasciarono vedere le loro sorgenti.
[...] l'univers pour lui n'eut des limites matérielles. Les phénomènes devinrent transparents, et laissèrent voir leurs sources. (1966, p. 307)

Note[modifica]

  1. Di Jean-Auguste-Dominique Ingres.
  2. Il braccio di Teti che si protende verso il volto di Giove nell'Apoteosi di Omero di Ingres. Cfr. Storia della critica d'arte, p. 306.

Bibliografia[modifica]

  • (FR) A. Lhote, La peinture, le cœur et l'esprit, Parigi, 1933.
  • Lionello Venturi, Storia della critica d'arte, Einaudi, Torino, 1966.

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