Andrew Linzey

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Andrew Linzey con il suo cane

Andrew Linzey (1952 – vivente), sacerdote anglicano e teologo inglese.

Citazioni di Andrew Linzey[modifica]

  • Se gli esseri umani si arrogano lo status di signori del creato, tale status consiste solo nel servire. Infatti non ci può essere signoria senza servizio.[1]

Teologia animale[modifica]

  • La mia intenzione di fondo è quella di contestare la comune asserzione che se la teologia parla di questo problema [dei diritti animali] lo deve fare solo stando dalla parte degli oppressori degli animali. (p. IX)
  • [L'International Fund for Animal Welfare è] la prima associazione mondiale che unisce teologia e benessere animale [...]. L'I.F.A.W. è ineguagliata non solo per la sua pionieristica opera per gli animali ma anche per il suo apprezzamento circa l'importanza della discussione intellettuale contemporanea sullo status degli animali. (p. XII)
  • La creazione esiste per il suo creatore. Secoli di antropocentrismo hanno quasi completamente oscurato questo punto fondamentale. [...] Dal momento che la natura di Dio è amore, e dal momento che Dio ama la sua creazione, ne deriva che ciò che viene genuinamente donato e finalizzato da questo amore deve acquisire un qualche diritto relativamente al Creatore stesso. (p. 23)
  • Accostandoci alla nozione di divina generosità esemplificata nella persona di Gesù, io propongo che alla debolezza e all'essere indifesi non vada data eguale ma più grande considerazione. La debolezza dovrebbe avere priorità morale. (p. 31)
  • L'idea che gli animali esistano per nostro beneficio ed uso è moralmente grottesca come il supporre che i bambini siano proprietà dei loro genitori e possano essere utilizzati a loro vantaggio. Lungi dal chiedere quale danno o sofferenza minimi possano essere inflitti agli animali, il Paradigma della Generosità insiste sul fatto che gli uomini debbano sopportare da soli ogni malattia non compiendo esperimenti sugli animali, piuttosto che sostenere un sistema di abuso istituzionalizzato. (p. 42)
  • [...] l'idea che la vita umana ed il benessere degli esseri umani abbiano un così alto significato, da giustificare l'uso istituzionalizzato di milioni di animali in procedimenti sperimentali che infliggono grande sofferenza, [...] dovrebbe essere definita in termini di idolatria. Gli animali nei laboratori non soffrono proprio per renderci la vita più facile e più lunga, o per sostenere i nostri desideri di sempre nuovi cosmetici o sempre nuove medicine? E gli animali non vengono dunque sacrificati per una specie che si arroga poteri divini e che considera i propri interessi come facenti indiscutibilmente parte dello scopo della creazione stessa? Demitizzando un poco la questione, potremmo dire che la nostra tendenza idolatra consiste nel credere che la stima di noi stessi sia il principale ed unico criterio con il quale giudichiamo il valore di tutte le altre creature. Se troviamo sconcertante questo linguaggio è perché abbiamo accettato, passo dopo passo, la posizione utilitaristica che anche nella sua formulazione illuminata (singeriana), accetta assiomaticamente che gli interessi dei deboli possano essere messi da parte per quelli dei più forti. (pp. 42-43)

Note[modifica]

  1. Da Animal Gospel: Christian Faith as if Animals Mattered, 1998; citato in Matthieu Ricard, Sei un animale!, traduzione di Sergio Orrao, Sperling & Kupfer, Milano, 2016, p. 24. ISBN 978-88-200-6028-2

Bibliografia[modifica]

  • Andrew Linzey, Teologia animale: i diritti animali nella prospettiva teologica (Animal Theology, 1994), traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998. ISBN 978-88-87947-01-4

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