Annie Besant

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Annie Besant (1897 circa)

Annie Wood Besant (1847 – 1933), attivista, saggista ed esoterista inglese.

Citazioni di Annie Besant[modifica]

  • Ogni persona che mangia carne prende parte alla degradazione dei suoi compagni umani; su di lui o di lei pesa personalmente quella parte, e pesa personalmente la responsabilità.
Every person who eats meat takes a share in that degradation of his fellow-men; on him and on her personally lies the share, and personally lies the responsibility.[1]
  • Parlerò del piccolo al grande e del debole al forte.[2]
  • Tra il discepolo del Mago Nero e quello del Mago Bianco, il primo è spesso più ascetico del secondo; però il suo obbietto non è la purificazione della vita per amore dell'umanità, ma la purificazione del veicolo per poter essere meglio in grado di conquistare il potere. La differenza tra il Mago Bianco ed il Nero sta nel movente. Il seguace della via diritta, il Mago Bianco, rifiuta come alimento la carne perché il modo di ottenerla è contrario alla legge della compassione. Il Mago Nero potrà pure rifiutarla, ma solo perché egli non potrebbe servirsi così bene del suo veicolo, se questo fosse pieno degli elementi rajasici della carne. Entrambi questi uomini possono essere detti morali, se giudicati dalle sole azioni esterne; queste sono spesso identiche, mentre differenti sono i moventi; e solo questi ultimi indicano veramente la via che si segue.
    È cosa morale astenersi dalla carne, perché con ciò si diminuisce la quantità di sofferenza inflitta; ma dal punto di vista dello Yoga l'astinenza dalla carne non è un atto morale, ma solo un mezzo per un fine. Alcuni dei più grandi Yoghî della storia indiana a buon diritto si potrebbero chiamare Maghi Neri.[3]

Citazioni su Annie Besant[modifica]

  • Come educatrice, rivoluzionaria e guida spirituale, Annie ebbe nella formazione dell'India moderna un ruolo che è impossibile sopravvalutare. (Rynn Berry)
  • Tra tutte le grandi donne dell'epoca vittoriana, Annie Besant è stata la più straordinaria. (Elizabeth Longford)

Note[modifica]

  1. Da Vegetarianism in the Light of Theosophy, Theosophical Publishing House, 1913, p. 20.
  2. Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 48. ISBN 9788858022900
  3. Da Yoga. Saggio di psicologia orientale, traduzione di O. Boggiani, Anima Edizioni, Milano, 2007, pp. 100-101. ISBN 88-89137-39-8

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