Antonio Staglianò

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Antonio Staglianò (1959 – vivente), vescovo italiano.

Citazioni di Antonio Staglianò[modifica]

  • Esiste un cattolicesimo convenzionale che sarebbe opportuno facesse i conti con l'affermazione di Benedetto XVI a Ratisbona: agire con violenza è contro la natura di Dio e dell'anima umana. E Papa Francesco insiste sempre nel dire che agire con violenza in nome di Dio è satanico.[1]
  • Gesù è morto è morto perché avrebbe "bestemmiato Dio", dicendo che Dio è solo e sempre amore, perciò Dio non fa male a nessuno, Dio non uccide i suoi nemici, il Dio guerriero non esiste. Gesù ha portato una nuova immaginazione del vecchio Dio. Lo aveva capito Fabrizio De Andrè quando nella Buona Novella dice che prima uccisero quell'uomo in nome di Dio e poi in suo nome continuarono ad uccidere..[1]
  • In realtà non canto durante le messe ma cantillo, ovvero parlo a ritmo ma senza base musicale o coro. E’ una tecnica che era già in uso tra i monaci nel Medioevo.[2]
  • La crisi è stata la grande levatrice dell’economia delle piattaforme. Ha sdoganato il bisogno di arrotondare. E ha fornito una pseudo-soluzione tecnologica a un problema che la tecnologia aveva largamente contribuito a creare. Otto anni prima Facebook monetizzava la nostra vita nella sua dimensione sociale, di svago. Oggi il cazzeggio era diventato un lusso che non potevamo più permetterci e così le piattaforme fornivano direttamente una maniera per arrivare a fine mese. A patto, però, di vivere come se non ci fosse un domani. Perché il domani della gig economy, se diventerà una modalità dominante, sarà più povero per la società nel suo complesso.[3]
  • Sinceramente trovo singolare che a vincere il Festival sia stata proprio la canzone Soldidi Mahmood... Ma a bocce ferme, lo ritengo un verdetto giusto...«Ti sembrava amore, era altro», canta Mahmood, perché non c’è amore quando si sta con l’altro solo per «soldi, soldi, soldi» (accenna divertito don Tonino). D’altronde, Gesù venne venduto per trentatré denari. Se è vero quello che dice Mahmood, l’umanità di oggi deve aprirsi all’umanità di Gesù per riscattare l’amore vero, e Gesù può essere predicato, attraverso la testimonianza. E io uomo, come Nek «mi farò trovare pronto» ad accoglierla e a viverla: dobbiamo essere uditori e testimoni di questa Parola del Dio-agape.[4]
  • Viene in mente una vecchia definizione di Sartre: un ribelle è un uomo che dice no. Ecco, i ragazzi e gli anziani di OWS (Occuoy Wall Street) sono uomini e donne che hanno deciso di dire no.[5]

Il vescovo di Noto: "Così spiego il Vangelo 'cantillando' Mengoni, Noemi, Ligabue"

di Paolo Rodari, la Repubblica, 10 luglio 2016

  • [Crede negli esseri umani, e anche nei giovani, anche se non vengono più in chiesa?] Certo. Non vengono in chiesa ma so bene dove vanno.
  • [Padre Ferdinando Castelli della Civiltà Cattolica cercava il volto di Dio anche nei romanzieri più "dannati". Lei si riconosce in lui?] In un certo senso sì. Il Concilio ci ha spinti ad andare incontro al mondo. È vero che ci sono tante cose che non vanno intorno a noi. A me, ad esempio, l'ostentazione che si è fatta all'ultimo Sanremo dei nastri arcobaleno non è piaciuta. Ma ciò non toglie che proprio a Sanremo abbiamo ascoltato negli ultimi anni testi magnifici.
  • [Ma come le è venuto in mente di cantare così in chiesa?] Tutto è nato anni fa a un congresso sulla metafisica organizzato dall'Università Cattolica a Noto. Vennero diversi professori di filosofia teoretica. Ricordo trecento ragazzi costretti ad ascoltarli per ore. Nessuno badava a cosa dicevano. A me toccavano le conclusioni. Non sapevo cosa fare. Decisi così di mimare un dialogo con Benigni che mi consigliava di cantare Vuoto a perdere di Noemi. I ragazzi di colpo si sono fatti attenti e ho potuto parlare loro del rapporto fra essere e nulla, dell'essenza e della verità delle cose, della morte che non è annientamento, grazie a Noemi, Mangoni e Vecchioni.

«Chi non acoglie non fa parte della Chiesa»

di Rocco Vazzana, Il Dubbio, 2 giugno 2016.

  • La Chiesa Cattolica è per sua natura accoglienza. Chi non accoglie i migranti non è Chiesa Cattolica.
  • Che ci sia una nostra responsabilità sul fenomeno migratorio è poco ma sicuro, soltanto i ciechi non lo vedono. Pensiamo alle guerre consumate in Africa. Guardiamo alla Repubblica del Congo, per esempio, dove c'è una diocesi, quella di Butembo-Beni, gemellata da 30 anni con Noto. E' piuttosto chiaro che dietro alle guerre civili c'è la mano dell'Occidente che si accaparra le risorse naturali locali, come il coltan, una pietra preziosissima che serve alla nostra tecnologia. E allora c'è anche un problema di giustizia. per questo, come Chiesa, non possiamo non acccogliere questi profughi, qualuqnue volto abbiano e qualunque religione appartengano. Sono esseri umani.
  • [Cosa canterebbe ai suoi fedeli per parlare di accoglienza?] l'incipit di Chiamami solo amore di Roberto Vecchioni. "E per la barca che è volata in cielo che i bimbi ancora stavano a giocare che gli avrei regalato il mare intero pur di vedermeli arrivare".

Note[modifica]

  1. a b Dall'intervista di Paolo Rodari, E' giusta l'obiezione dei sindaci e anche la Chiesa deve scendere in campo, la Repubblica, Roma, 6 gennaio 2019, p. 8.
  2. Dall'intervista di Corrado Parisi e Oriana Vella, Il vescovo di Noto Staglianò ospite d'onore alla Webnotte di Genova, Siracusa Oggi, 6 giugno 2015.
  3. Dall'intervista di Giacomo Bottos, Raffaele Danna e Luca Picotti, Intervista a Riccardo Staglianò sulla gig economy, Pandora Rivista, 19 luglio 2018.
  4. Dall'intervista di Massimiliano Castellani, Staglianò rilegge Sanremo, tra pop e teologia, Avvenire, 19 febbraio 2019.
  5. Dall'intervista di Dario Lo Scalzo, Occupy WS, reportage della protesta. Intervista a Riccardo Staglianò, Il Cambiamento, 3 aprile 2012.

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