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Aquilia Severa

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Aquilia Severa in una moneta dell'epoca

Giulia Aquilia Severa (fl. 220-222), seconda e quarta moglie dell'imperatore romano Eliogabalo.

Citazioni su Aquilia Severa[modifica]

Jacques Roergas de Serviez[modifica]

  • [Annia] Faustina e Cornelia [Paula], ridotte alla loro prima fortuna, piagnevano la loro pazza credulità; senza però che nessun'apparenza potesse far credere, che Severa fosse per fissare il cuore istabile di un principe, incapace di nutrire nel seno un amore sincero e costante. Né passò lungo tempo, che la caduta della vestale giunse a recare qualche conforto alle sventurate due imperadrici. Infastidito anche di questa, Elagabalo la ripudiò, ed è probabile che allora facesse entrare Sabino nella disgrazia della figliuola.
  • La vestale, infedele al suo impegno, non ebbe senza dubbio molta difficoltà ad avvezzarsi allo splendore degli ornamenti imperiali. Bisogna anche dire, che la sola ambizione sia stata quella, che la fece acconsentire a quelle nozze che tanto la disonoravano. Oltre la trasgressione de' voti violati con tanto scandalo, anche la volubilità di Elagabalo che si maritava e smaritava, s'è permesso dire così, ogni giorno, doveva arretrarla, e farle fuggire le premure dell'amante capriccioso.
  • Si trovava tra queste [vestali] una chiamata Giulia Aquilia Severa, figliuola del senatore Aquilio Sabino, eletto due volte console da Caracalla. Roma forse non aveva la più bella di lei; e l'abito di vestale, in vece di minorare le sue bellezze, accrescevale, e furono tali che bastarono ad accendere il cuor di Elagabalo Appena la vide che per lei sospirò, né essendo uomo da soffrire lungamente la sua passione, visitò frequentemente la bella prigioniera.

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