Ario

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Ario

Ario (256 – 336), presbitero e teologo berbero.

Citazioni di Ario[modifica]

  • In quanto il Figlio ha da Dio l'essere, la gloria, la vita, e tutto gli è stato affidato, in questo senso Dio è suo principio.[1]

Citazioni su Ario[modifica]

  • [Le tesi di Ario] chi ad udirle non se ne tiene lontano e tura le orecchie per tenerle immuni dalla sozzura di tali parole? (Alessandro di Alessandria)
  • Costui [nel concilio di Nicea del 325], senza nascondere il modo suo di pensare, diceva a dirittura che il Figliuol di Dio, era stato creato dal nulla, che non avea sempre esistito; che egli era mutabile di sua natura e che in forza del suo libero arbitrio avea voluto rimaner buono; che avrebbe potuto egualmente appigliarsi al vizio; che insomma esso era una creatura e un'opera di Dio. Anzi, valendosi di espressioni sacrileghe e di indegni paragoni, soggiugnea che il Figlio di Dio era affatto estranio al Padre quanto alla sostanza, che non ne era il Verbo o la propria sapienza, ch'egli non ne era la virtù naturale e verace, e che la santa Scrittura gli attribuiva sol questo nome in quella guisa lo dà alle locuste ed ai bruchi. I vescovi protettori dell'eresiarca stavano chetamente ad udirlo pronunziar siffatte bestemmie, anziché fremerne d'orrore. (Mathieu-Richard-Auguste Henrion)

Note[modifica]

  1. Da Lettera ad Alessandro di Alessandria, traduzione di M. Simonetti; citato in Jacques Liébaert, Michel Spanneut, Antonio Zani, Introduzione generale allo studio dei Padri della Chiesa, Queriniana, Brescia, 1998, p. 143. ISBN 88-399-0101-9

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