Arnold Ruge

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Arnold Ruge

Arnold Ruge (1802 – 1880), filosofo e scrittore tedesco.

Citazioni di Arnold Ruge[modifica]

  • A cinquanta anni dalla Rivoluzione francese abbiamo visto ripetersi tutti i soprusi del vecchio dispotismo. Non dite che il diciannovesimo secolo non lo sopporterà. I tedeschi hanno risolto questo problema.
    Non soltanto lo sopportano, ma lo sopportano con patriottismo; e noi che ne arrossiamo, proprio noi sappiamo che se lo meritano. Chi non avrebbe pensato che questa impressionante ricaduta dalla parola al silenzio, dalla speranza alla disperazione, da una condizione quasi umana a una di totale schiavitù, non avrebbe ridestato tutti gli spiriti vitali, fatto montare il sangue al viso a chiunque, e suscitato un grido di sdegno generale?... in realtà questa generazione non è nata per essere libera. Trent'anni di desolazione politica e di un'oppressione così degradante che perfino i pensieri e i sentimenti degli uomini erano sorvegliati e regolati dalla polizia segreta, dalla censura, hanno lasciato la Germania, dal punto di vista politico, più a zero di quanto non sia mai stata. (da una lettera di Ruge a Karl Marx del marzo 1843)[1]

Citazioni su Arnold Ruge[modifica]

  • In quel tempo [1838] Ruge stimava che vi fosse accordo tra l'idea di libertà, i principi della Riforma e quelli dello Stato prussiano, che, come Hegel, egli considerava ancora come l'incarnazione stessa della ragione; e, lungi dal mostrarsi ostile alla religione protestante, credeva ancora con Hegel che, nel suo principio e nella sua essenza, essa coincidesse con la filosofia.
    Tuttavia, a differenza di Hegel, egli riteneva che lo Stato prussiano non aveva ancora portato a termine l'alta missione affidatagli e pensava che, per riuscirvi, dovesse limitarsi a rimaner fedele allo spirito della Riforma e dell'“Aufklärung”[2] che avevano dato il primo impulso a uno sviluppo razionale della Storia. (Auguste Cornu)
  • Ingannato dalle sue speranze, disgustato dalla incapacità dei liberali e esasperato contro la reazione di cui era già stato vittima all'epoca delle persecuzioni contro i demagoghi, e che adesso lo obbligava ad andare in esilio, Ruge inclinava verso un antipatriottismo, che per un certo periodo avrebbe dominato il suo pensiero.
    Come Froebel[3], egli passò allora dal liberalismo al democratismo. Nel suo ultimo articolo sugli Annali tedeschi de 2 gennaio 1843, Autocritica del liberalismo, egli aveva respinto il liberalismo, pensando che adesso bisognava sostituirlo con il democratismo, da lui concepito nella forma dell'umanesimo di Feuerbach[4] e che, a suo parere, avrebbe dovuto essere realizzato con l'alleanza della Germania con la Francia, del paese del pensiero razionale con quello dell'energia combattiva. (Auguste Cornu)

Note[modifica]

  1. Citato in Auguste Cornu, Marx e Engels dal liberalismo al comunismo, Feltrinelli editore, Milano, 1971, p. 442.
  2. Illuminismo.
  3. Friedrich Fröbel (1782 – 1852), pedagogista tedesco.
  4. Ludwig Feuerbach (1804 – 1872), filosofo tedesco, esponente della sinistra hegeliana.

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