Audre Lorde

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Audre Lorde nel 1980

Audre Lorde (1934 – 1992), poetessa e scrittrice statunitense.

Citazioni di Audre Lorde[modifica]

  • Ci sono molti tipi di potere, usati o non usati, riconosciuti o no. L'erotico è una risorsa che si trova dentro di noi, su un piano profondamente femminile e spirituale, fermamente radicata nel potere dei nostri sentimenti inespressi o non riconosciuti. Allo scopo di perpetuarsi, ogni oppressione deve corrompere o distorcere le varie fonti di potere che, all'interno della cultura degli oppressi, possono fornire loro l'energia per il cambiamento. Per le donne, ciò ha significato la soppressione dell'erotico come fonte consapevole di potere e di informazione all'interno delle nostre vite.
    Anche la dicotomia tra spirituale e politico è falsa e deriva da un'insufficiente attenzione alla nostra conoscenza erotica. Perché le due cose sono invece unite proprio dall'erotico, dal sensuale: da quelle espressioni fisiche, emotive e psichiche di ciò che esiste di più profondo e più forte in ognuno di noi, quando lo condividiamo con gli altri: le passioni dell'amore, nei suoi significati più profondi. [...] L'erotico è la nutrice, la balia di tutta la nostra conoscenza più profonda.[1]
  • Gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone.[2]
The master's tools will never dismantle the master's house.
  • La pornografia è una negazione diretta del potere dell'erotismo, poiché rappresenta la soppressione del vero sentimento. La pornografia enfatizza la sensazione senza sentimento.[3]
  • Per le donne, quindi, la poesia non è un lusso. È una necessità vitale della nostra esistenza. Essa forma la qualità della luce all'interno della quale noi affermiamo le nostre speranze e i nostri sogni per la sopravvivenza e il cambiamento, dapprima sotto forma di linguaggio, poi di idea, infine di più tangibile azione. La poesia è il modo con cui noi contribuiamo a dare nome a ciò che non ha nome, così che possa essere pensato. I più lontani orizzonti delle nostre speranze e paure sono lastricati dalle nostre poesie, scolpite nella roccia delle nostre esperienze quotidiane.[4]
  • Non esiste una cosa come la lotta univoca, perché non viviamo vite univoche.[5]
  • I miei silenzi non mi avevano protetta. Il vostro silenzio non vi proteggerà.[6]
  • Là dove le parole delle donne gridano per essere ascoltate, ognuna di noi deve riconoscere la propria responsabilità nell'andare a cercare queste parole, nel leggerle e condividerle e prendere in esame quel che ha di attinente alle nostre vite.[7]
  • Non è la differenza a immobilizzarci, ma il silenzio.[8]
  • La poesia non è solo sogno e visione; essa è l'architettura portante delle nostre vite. Essa pone le fondamenta per un futuro di cambiamento, getta un ponte sulle nostre paure di ciò che non è mai esistito finora.[9]
  • Ogni donna possiede un fornito arsenale di rabbia potenzialmente utile contro quelle oppressioni, personali e istituzionali, che a questa rabbia hanno dato origine.[10]
  • La rabbia espressa e trasformata in azione al servizio della nostra visione e del nostro futuro è un atto chiarificatore che ci dà libertà e forza, perché è in questo doloroso processo di trasformazione che identifichiamo chi sono i nostri alleati con cui abbiamo grosse divergenze, e chi sono i nostri veri nemici. La rabbia è carica di informazioni e di energia.[11]
  • La forza delle donne sta nel riconoscere che le differenze tra noi sono creative, e nel resistere a quelle distorsioni che abbiamo ereditato, non per colpa nostra, ma ora sta a noi cambiarle. Le rabbie delle donne possono portarci a conoscere le differenze, e a trasformarle in potere. Perché la rabbia tra pari genera il cambiamento, non la distruzione, e il disagio e il senso di perdita che spesso causa non sono fatali, sono segni di crescita.[12]

Note[modifica]

  1. Da Sorella outsider: gli scritti politici di Audre Lord, traduzione di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e La Luna, Milano, 2014. ISBN 978-88-86633-66-6. Citato in Ferdinanda Vigliani, L'altra verginità, Rosenberg & Sellier, Torino, 2016, p. 90. ISBN 978-88-7885-405-5
  2. (EN) Dal saggio omonimo, in Sister Outsider: Essays and Speeches, Trumansburg, New York, The Crossing Press, 1984. ISBN 978-0-89594-141-1)
  3. Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 199. ISBN 9788858022900
  4. Da Sorella outsider: gli scritti politici di Audre Lorde. Citato in Ilaria A. De Pascalis, Una scrittura che lascia spazio al possibile: il cinema di Céline Sciamma, nazioneindiana.com, 9 agosto 2021.
  5. Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, Milano, 2019, p. 245. ISBN 9788858022900
  6. La trasformazione del silenzio in linguaggio e azione, in Sorella Ousider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.25
  7. La trasformazione del silenzio in linguaggio e azione, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.27
  8. La trasformazione del silenzio in linguaggio e azione, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.28
  9. La poesia non è un lusso, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.117
  10. Gli usi della rabbia: le donne rispondono al razzismo, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.205
  11. Gli usi della rabbia: le donne rispondono al razzismo, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.205
  12. Gli usi della rabbia: le donne rispondono al razzismo, in Sorella Outsider. Gli scritti politici di Audre Lorde, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, Il Dito e la Luna, 2014, p.209

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