August Derleth

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August William Derleth (1909 – 1971), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Il mantello del diavolo[modifica]

Il cavaliere incappucciato si arrestò davanti a una figura scura che stava rannicchiata contro il muro nero di un edificio addossato al vicolo. Si protese in avanti e guardò giù. Sebbene le strade di Roma fossero illuminate dalla pallida luce della luna, l'uomo nel vicolo era totalmente immerso nell'oscurità. Tuttavia il cavaliere vide che si trattava di un vecchio, perché si riusciva a intravedere la sua barba.

Il ritorno di Sarah Purcell[modifica]

Era inevitabile che una delle signorine Purcell dovesse morire per pri­ma, e non c'era da stupirsi se era stata Sarah, la maggiore, ad andarse­ne. Ma la cosa seccante, pensava Hannah Purcell, la nipote delle due sorelle, mentre attraversava la strada polverosa per recarsi nella loro casa, era il modo in cui Emma l'aveva presa. Certo, quelle due aveva­no vissuto insieme tutta una vita, ed era naturale che la superstite fosse addolorata; ma cadere addirittura in preda al nervosismo e alla paura... be', era troppo.

Il sentiero dei lillà[modifica]

Mentre scartabellava fra i fogli sparsi sullo scrittoio, Marion Canfield si volse all'agente immobiliare seduto su una delle poltrone del soggiorno. «Evidentemente c'è sta­to un equivoco, mister Kaufmann. Sembra che la signora Fellows sia contrariata circa una clausola che voi non ave­te inserito nel contratto, quando mi avete affittato la casa. Mi ha spedito un... ah, eccolo qui.»

La barba di Feigman[modifica]

Martha Feigman guardò con circospezione da dietro la tenda dentro la stanza da letto del suo fratellastro. I suoi occhi passarono in rassegna la camera, il letto vuoto, e poi si fissarono sulla grossa figura di Eb in pie­di davanti allo specchio. Come suo solito, si stava pettinando la barba, quella massa rossa e ispida di cui andava così fiero. Stava chinato in avanti, con gli occhi intenti sull'immagine riflessa della lunga barba rossa che gli nascondeva quasi tutta la faccia. Si passò il pettine tra i peli della barba più e più volte e, alla fine, dopo aver posato il pettine, si lisciò la barba con le dita corte e grosse.

Bibliografia[modifica]

  • August W. Derleth, Il mantello del diavolo, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di diavoli", Newton & Compton, 1997.
  • August Derleth, Il ritorno di Sarah Purcell e La barba di Feigman, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480
  • August Derleth, Il sentiero dei lillà, traduzione di Gianluigi Zuddas, in "Sempre Weird Tales", Fanucci, 1985.

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