Aung San

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Aung San nel 1943

Aung San (1915 – 1947), generale e politico birmano.

Citazioni di Aung San[modifica]

  • Personalmente [...] ritenevo che la propaganda e l'assistenza internazionali alla nostra causa fossero necessarie. Il lavoro principale, ovvero la mobilitazione delle masse per la lotta nazionale, pensavo che dovesse svolgersi in Birmania. Avevo anche abbozzato un piano, consistente in un movimento di resistenza popolare in tutto il paese che si opponesse gradualmente all'imperialismo britannico coincidente con iniziative sul piano nazionale e internazionale sotto forma di scioperi locali e parziali di lavoratori industriali e rurali culminanti in uno sciopero generale, oltre a tutte le forme di propaganda militante, come dimostrazioni e cortei popolari, e infine disobbedienza civile di massa, campagna economica contro l'imperialismo britannico sotto forma di boicottaggio delle merci inglesi, sciopero fiscale, azioni di guerriglia contro strutture militari, civili e posti di polizia, linee di comunicazione e così via, per produrre la paralisi completa dell'amministrazione britannica in Birmania; a quel punto, saremmo stati in grado, grazie anche all'evoluzione della situazione internazionale, di porre definitivamente la questione della presa del potere. Allora contavo sull'appoggio delle truppe britanniche - in particolare dei reparti non inglesi. Nel progetto contemplavo la possibilità di un'invasione giapponese della Birmania, ma su questo punto non avevo le idee chiare (come tutti noi a quel tempo, anche se ora, a conti fatti, qualcuno potrebbe far mostra di essere stato più intelligente di altri). (dichiarazione del 1940)[1]
  • In questo momento sono molto popolare fra la gente. Ma non sono né un dio né un mago, né un prestigiatore. Solo un uomo. Non un essere ultraterreno, ho solamente poteri umani. Sono molto giovane. La responsabilità che ora mi assumo è di addossarmi gli oneri del paese intero; non ritengo di possedere tutte le qualifiche necessarie per portarli. Inoltre, molti sanno che sono irritabile. È la mia natura, specie quando sono molto impegnato e sotto pressione. Cercherò di correggermi meglio che potrò, ma anche voi dovrete essere pazienti. Lo sarò anch'io, e se saprete portare le vostre forze ad altezze ancora maggiori di quelle raggiunte finora e aiutarci nell'opera che stiamo svolgendo per voi, potremo fare di più per ottenere l'indipendenza e il benessere di tutti, come è nostro desiderio... Ecco perché vorrei chiedere ancora una volta alla gente fermezza e risoluzione. (da un discorso del 1946)[2]

Citazioni su Aung San[modifica]

Aung San Suu Kyi[modifica]

  • Accuse di ambizione sfrenata, di irragionevolezza e doppiezza gli sono state rivolte da avversari politici e da coloro che consideravano un «tradimento» la sua lotta contro i dominatori stranieri. Queste accuse lasciano il tempo che trovano di fronte ai risultati delle sue azioni. Finché ritenne che altri fossero più adatti ad assumere il comando, accettò senza obiezioni ruoli subordinati, assumendo la posizione preminente solo quando fu chiaro che solo lui poteva unire il paese e guidarlo verso la libertà.
  • Ammonì [...] contro la futilità di sprecare tempo ed energie nell'accusare l'imperialismo per tutti i mali del paese ora che il potere era tornato nelle mani del popolo, essendo pienamente convinto che le armi usate per combattere l'imperialismo non erano sempre lo strumento adatto per salvaguardare e sviluppare una nazione indipendente. Aung San guardava al futuro, quando la Birmania avrebbe preso il posto che le spettava nel consesso delle nazioni, e preconizzava che un sincero nazionalismo sarebbe stato «una componente essenziale del vero internazionalismo».
  • Aung San non era un fanatico, né del comunismo, né di qualsiasi altra rigida ideologia. Molte cose lo attraevano nell'ampio ventaglio delle teorie socialiste, ma le sue aspirazioni erano sempre rivolte a idee e tattiche intese a portare la libertà e l'unità al suo paese.
  • Aung San non era un grande oratore; i suoi discorsi potevano essere monotoni, inconcludenti e molto lunghi, ma il popolo ascoltava con tranquillo rispetto, adeguando i proprio umori ai suoi, apprezzando sia i suoi severi ammonimenti, sia le rare battute di spirito.
  • È considerato l'eroe nazionale birmano e il padre della nazione.
  • Per il popolo della Birmania, Aung San era l'uomo venuto nell'ora del bisogno per salvare l'orgoglio e l'onore nazionale. Finché la sua vita sarà fonte d'ispirazione, il suo ricordo rimarrà il custode della coscienza pubblica.

Note[modifica]

  1. Citato in Aung San Suu Kyi, Liberi dalla paura, traduzione di Giorgio Arduin, Sperling & Kupfer, 2005, p. 13. ISBN 9788882749385
  2. Citato in Aung San Suu Kyi, Liberi dalla paura, traduzione di Giorgio Arduin, Sperling & Kupfer, 2005, p. 30. ISBN 9788882749385

Voci correlate[modifica]

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