Barbara Fiorio

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Barbara Fiorio

Barbara Fiorio (1968 – vivente), scrittrice italiana.

Noi eravamo quelli che[modifica]

  • Facce tristi, anche se quello è normale, in generale i genovesi non portano in giro facce allegre, maniman che qualcuno si faccia l'idea sbagliata. (p. 70)
  • Più spiaggia libera per noi, molto genovese. E lo sono fin nelle viscere perché, sebbene la mia parte cosmopolita insista nel dirmi che gente in spiaggia significa turismo, consumi, benessere, allegria, vitalità, socievolezza e tutto quello che sulle spiagge romagnole è perfetto, il mio essere genovese continuerà sempre a sibilare meno gente, più spiaggia libera per noi. Non si scappa dal marchio della Superba. (p. 71)
  • [Sugli Angeli del fango] Nei momenti di tregua, in tanti hanno indossato una vecchia tuta, un paio di stivali di gomma e sono andati e nelle zone più colpite della nostra città. Era semplicemente la cosa giusta, era naturale. Perché era impossibile restare a casa sapendo quello che c'era da fare altrove. [...] Quello che stavamo facendo noi era giusto che lo facessimo anche noi. Dovevamo farlo. Perché è la nostra città, è la nostra terra, è la nostra gente e perché servivano migliaia di persone per fare quello che siamo riusciti a fare in pochi giorni. I militari, le forze dell'ordine e le istituzioni sono arrivate, ma senza di noi non ce l'avrebbero fatta. (pp. 81-82)
  • [Sugli Angeli del fango] Noi eravamo quel ragazzo che ha scritto col pennarello verde, sulla maglietta, "Non ci meritate", a cui avrei voluto dire che no, non è vero, noi li meritiamo eccome, quei ragazzi. Li merita la città, li merita tutta la gente che è scesa in strada con loro, li merito io e si meritano loro. Ma che, per dimostrare che ce li meritiamo davvero, dovremmo aiutare offrendogli un futuro decente nella terra dove si sono infangati. (pp. 83-84)
  • «Comunque questi ragazzi sono stati meravigliosi [...] Avete visto quanti giovani c'erano, a togliere il fango?»
    «Gianna, guarda che nel '70 è stato uguale, eh. Tutti i giovani sono scesi in strada a dare una mano, e anche tutti gli altri. Belìn, si fa così! Non è che li avevamo premiati facendo le magliette, dando trofei, chiamandoli angeli del fango. Ci siamo detti bravi tutti insieme, ci siamo dati una pacca sulla spalla e quando abbiamo finito di spalare ce ne siamo tornati tutti a casa. Perché era la cosa più normale del mondo scendere in strada e dare una mano se ce n'era bisogno. Neanche lo si metteva in dubbio.»
    Scendere in strada a dare una mano se ce n'è bisogno, neanche va messo in dubbio nella mia ostica, puntigliosa, pragmatica, meravigliosa e superba Genova. (pp. 84-85)

Incipit di alcune opere[modifica]

Buona fortuna[modifica]

Zorro, Cowboy, Indiano, Sandokan per i maschietti. Fatina, Principessa, Primavera, Spagnola per le femminucce. Questi erano i costumi negli anni Settanta. Non lo straripamento di maschere di adesso, con un tripudio di bambini grotteschi intrappolati in tute pelose, corazze di plastica o mostruosi aggeggi invadenti che minaccerebbero anche l'autocontrollo di un asceta.

Chanel non fa scarpette di cristallo[modifica]

Beatrice si svegliò con l'amara sensazione di non avere desideri e la fortissima nostalgia dei tempi in cui si svegliava con l'amara sensazione di non riuscire a far avverare i propri desideri.
Rapido bilancio e poi la convinzione di stare meglio così: tutto sommato non poteva lamentarsi e decise di distrarsi con la ricerca di un pezzo di cioccolato fondente. Se ci si accontenta si è esauditi facilmente.

Qualcosa di vero[modifica]

Non è facile centrare una serratura con una chiave, non dopo una serata a base di mojito. La faccenda può anche complicarsi se non si è sicurissimi che quella sia la chiave giusta e se si possiede solo una vaga certezza sul portone, che assomiglia in modo impressionante ai cinque o sei nella stessa via. Ma il taxi l'aveva lasciata lì davanti, per cui le probabilità che quello fosse il suo indirizzo erano alte.

Bibliografia[modifica]

  • Barbara Fiorio, Buona fortuna, Mondadori, 2013. ISBN 9788804625384
  • Barbara Fiorio, Chanel non fa scarpette di cristallo, Castelvecchi, 2011. ISBN 9788876155246
  • Barbara Fiorio, Noi eravamo quelli che, in Gabriella Kuruvilla (a cura di), Genova d'autore, Morellini Editore, Milano, 2017. ISBN 978-88-6298-535-2
  • Barbara Fiorio, Qualcosa di vero, Feltrinelli, 2015. ISBN 9788807031359

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